Milan, l'azzardo di Pioli e un cambio nella ripresa che ha fatto bene alla squadra

04.04.2021 12:45 di Redazione MilanNews Twitter:    Vedi letture
Milan, l'azzardo di Pioli e un cambio nella ripresa che ha fatto bene alla squadra
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Ennesimo stop per i ragazzi di Stefano Pioli, che non riescono a fare bottino pieno in casa dal match del 7 Febbraio contro il Crotone. San Siro resta paradossalmente ostico, e contro la Sampdoria un Milan rinvenuto troppo tardi (primo vero tiro in porta all’82’) non va oltre al pareggio, firmato Jens Petter Hauge all’87’ su assist di Kessie, che risponde al lob dell’eterno Fabio Quagliarella, che su una follia di Theo Hernandez, punisce un incolpevole Donnarumma fuori dai pali. La corsa per la Champions resta più che mai aperta e i punti persi in casa incominciano ad essere una costante di questa stagione rossonera.

L’AZZARDO DI PIOLI - Nel tentativo di aggirare il 4-4-2 ordinato della Samp di Ranieri, puntando a sorprenderlo spingendo sulla fascia destra, Stefano Pioli ha deciso di schierare nell’inedita posizione di terzino destro (nonostante non sia una posizione totalmente sconosciuta al belga) Saelemaekers, ritenuto idoneo ad arare l’intera fascia considerando gli 0’ minuti totalizzati in nazionale questa settimana, schierando come esterno destro Castillejo. La scelta si rivela tutt’altro che proficua; le combinazioni dell’inaspettato duo Saelemaekers-Castillejo non si attivano praticamente mai, non riescono a trovare le giuste distanze per accorciare i reparti in fase di ripiegamento e dimostrano in pieno la scarsa affinità in campo. Ranieri legge bene la situazione e schiera un ispiratissimo Damsgaard sulla fascia sinistra, che salta puntualmente l’avversario di turno e punge con continuità la difesa rossonera. A testimonianza dell’azzardo tattico, Pioli decide saggiamente di non far rientrare dagli spogliatoi il belga, sostituito da Kalulu, che pur non impressionando per precisione sui cross, è costantemente proiettato in fase offensiva per supportare la manovra e in linea generale dimostra di essere più a suo agio nel ruolo.

BENNACER-KRUNIC MALE, TONALI-REBIC MEGLIO - La sensazione è che in una partita disputata sottotono da parte dei rossoneri, raramente realmente pericolosi in fase offensiva, se escludiamo il forcing finale portato avanti con orgoglio e poco altro, le scelte di Pioli nella formazione titolare abbiano influito. Bennacer è apparso imballato, il cugino alla lontana del metronomo visto da subentrato a Firenze. Probabilmente nonostante il rodaggio delle gambe sia aumentato grazie ai minuti con la maglia dell’Algeria, non era ancora il caso di farlo partire dal 1’. Abbina scelte poco lucide nei passaggi, a un’interdizione discontinua, che di certo non gli apparterrebbero se stesse meglio fisicamente. La scelta di schierare Krunic dal primo minuto è comprensibile e indubbiamente sensata: concedersi, quantomeno, la possibilità di avere un cambio offensivo di qualità per far saltare il banco del match, con l’ingresso di Rebic. Il problema è che il bosniaco combina poco o nulla sulla fascia, ed è praticamente un fantasma fino alla sua uscita dal campo. Rebic entra al 60’ insieme a Tonali, e si inizia a vedere un po' più di energia nella manovra rossonera, che acquisisce maggiore velocità e un pizzico di pericolosità in più.

K.O EVITATO, MA… - Le inseguitrici al piazzamento Champions corrono forte e la condizione psicofisica del Milan inizia ad impensierire. I problemi in casa incominciano ad essere cronici, e alcune disattenzioni (vedi Theo Hernandez) dimostrano che per centrare l’obiettivo principale della stagione, il dichiaratissimo piazzamento Champions, è necessario mantenere i piedi per terra, evitando azzardi tattici e leggerezze che a 9 giornate dalla fine, possono costare care, carissime al Milan.

Di Fabio Montesanti