Nesta: "La finale di Champions del 2003 non la dimenticherò mai. Pirlo il compagno più talentoso, Maldini l'esempio da seguire"
Intervistato dai colleghi de Il Corriere della Sera in occasione dei suoi 50 anni, Alessandro Nesta ha ripercorso alcuni dei momenti più emozionanti della sua carriera calcistica, ricordando ovviamente anche quelli in maglia Milan.
La partita che non dimenticherà?
"La finale di Manchester del 2003 con la Juve. È stata la mia prima. Poi da lì è diventato un obbligo arrivare in fondo alla Champions".
Il compagno con maggior talento?
"Andrea Pirlo. Sapevo che era bravo, ma solo quando ho potuto lavorare con lui mi sono accorto che era geniale".
L’esempio da seguire?
"Paolo Maldini. Quando sono arrivato a Milano e ho visto che, pur non essendo un ragazzino, andava sempre a 300 all’ora ho capito perché il Milan vinceva sempre e noi alla Lazio ci aggrappavamo a un sacco di scuse per giustificare gli insuccessi".
Allegri è l’uomo della riscossa del Milan?
"Quando l’ho avuto come tecnico ho discusso molto per il mio amico Pirlo: per me era inconcepibile che non fosse il perno della squadra. Per Max che arrivava da Cagliari non era facile entrare in uno spogliatoio di campioni che avevano vinto tutto ed erano a fine ciclo. Ora è molto più deciso, forte di tutte le esperienze e vittorie che ha ottenuto".

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