Orlando: "Allegri ha portato mentalità? Per me vuol dire cercare il 2-0 dopo il vantaggio, non mettersi dietro"
Massimo Orlando, in diretta su TMW Radio, ha palato così del Milan e delle dichiarazioni di Alexis Saelemaekers: "Saelemaekers dice che Allegri ha portato mentalità vincente? Per me mentalità vuol dire gioco, sull'1-0 andare a cercare il 2-0 e non mettersi dietro".
Mateta e lo schema Pubill-Boniface: giusto vederci chiaro. Rinnovo Maignan: il racconto di due fattori importanti per la firma
di Pietro Mazzara @PietroMazzara
Non c’è nessuna telenovela o circo mediatico attorno alla trattativa che riguarda il possibile arrivo, immediato, di Jean-Philippe Mateta al Milan. Il club rossonero oggi invierà un membro del suo staff medico per accertare le condizioni del ginocchio dell’attaccante francese. Una prassi che in estate abbiamo già visto sia per quanto concerne Marc Pubill sia per Victor Boniface. Il motivo dietro a quello che potrebbe essere visto come un eccesso di zelo è in realtà molto più semplice: si vuole esser sicuri di staccare un assegno da 35 milioni per un giocatore sano e che non presenti rischi dal punto di vista clinico. Lo scorso 18 dicembre, su diverse testate inglesi, veniva data la notizia di come il Crystal Palace sperasse che il suo attaccante non si dovesse sottoporre a un’operazione al ginocchio, poi scongiurata. Oggi, entro il primo pomeriggio, si avranno gli ulteriori responsi e si capirà se il Milan prenderà Mateta subito o se mollerà, in via definitiva, l’operazione con un nuovo obiettivo per l’estate. I tempi tecnici per il transfert ci sono, anche perché i due club sono d’accordo su tutto e questo standby ha messo in attesa anche il passaggio dell’ex milanista Strand Larsen al Palace.
Sabato, finalmente, c’è stato il tanto atteso rinnovo di Mike Maignan. E questo è un evento da analizzare dentro alcune sue pieghe. Una settimana fa vi avevo raccontato del retroscena sulla pace fatta tra Maignan e Giorgio Furlani, mentre oggi è giusto porre il focus su due aspetti fondamentali che hanno contribuito a far cambiare idea a Mike: la squadra e il rapporto con Claudio Filippi. Partiamo dai suoi compagni di squadra. Da dopo il naufragio della trattativa estiva con il Chelsea, tutti i giocatori del Milan con un peso specifico importante dentro lo spogliatoio (Gabbia, Leao, Pulisic, Modric, Tomori su tutti) hanno spinto in maniera discreta ma determinata con Maignan per far si che riaprisse le discussioni per rinnovare. Tutti, dentro Milanello, volevano che lui rimanesse e da quello che risulta, questo attaccamento dei compagni ha colpito molto Maignan.
Il secondo aspetto è quello legato a Claudio Filippi. Il preparatore dei portieri portato da Massimiliano Allegri a Milanello in estate è stato capace di entrare nella testa di Mike con pazienza, fermezza, caparbietà e credibilità. Maignan, negli scorsi anni, ha un po’ patito il cambio stagionale del preparatore dei portieri (ha sempre avuto una grande stima di Gigi Ragno) con i vari Dida, Roma e Tony Roberts (indicato da lui…) o quelli degli staff di Fonseca e Conceiçao che per motivi diversi non hanno potuto dare continuità nel loro lavoro. Filippi è arrivato a Milanello con una grande aura attorno alla sua figura e Maignan sapeva bene con chi stava per andare a lavorare, perché se hai contribuito a rendere Buffon quello che è stato Buffon per la storia del calcio, vuol dire che non sei uno nella media.
Maignan è rimasto stregato dal metodo di Filippi, un perfezionista che già durante l’esercizio ti dice se stai facendo bene o se devi migliorare il singolo gesto tecnico. Mike ha trovato pane per i suoi denti, visto che in passato ha sempre voluto capire e discutere sul perché e sul per come veniva lavorata una determinata situazione o sul perché dovesse fare dei micromovimenti per rendere più efficace l’uscita o la parata. Filippi lo ha fatto sentire di nuovo forte, gli ha fatto anche da psicologo portandolo ad avere un focus forse mai visto fino ad oggi. Bene così.

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