Per il candidato alla FIGC Malagò, il calcio italiano deve ripartire dagli stadi
"Investire sui nuovi impianti deve essere la frontiera, perché una fabbrica funziona se c'è una struttura, un impianto, se ci sono gli investimenti, le immobilizzazioni e tutti gli aspetti di supporto a quello che è il prodotto". Lo ha detto Giovanni Malagò, ex presidente del Coni e candidato alla guida della Federcalcio, nel corso dell'evento Roma REgeneration Forum. "Lo stesso presidente dell'Uefa, Ceferin - ha ricordato Malagò - è stato molto chiaro in una recente intervista nel sollecitare il paese a ridurre, se non addirittura compensare, questo gap che esiste proprio in virtù del fatto che il rilancio passa soprattutto da una nuova generazione di impianti. E questo non vale solo secondo me per le squadre di vertice perché a cascata, lo vediamo anche da modelli tipo la Premier League, vale anche per le squadre diciamo di minore importanza".
Quanto al prossimo ct azzurro Malagò ha riobadito: "Sarei un irresponsabile se dicessi qualche cosa. Primo perché non sono nessuno oggi per poterlo dire, secondo perché ho sostenuto una tesi per cui non c'è da fare dei nomi, ma bisogna anche capire chi sono le persone, paradossalmente come il sottoscritto, pronte a mettersi in gioco di fronte a una situazione eccezionale. Oggi ovviamente non mi permetto di fare nessun commento, l'assemblea elettiva è il 22 giugno e bisogna capire il 23 giugno come stanno le cose".

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