Zoe rivela: "Theo sarebbe rimasto a Milano per sempre. Si sarebbe venduto l’anima per stare qua, però se non ti vogliono..."
Zoe Cristofoli, compagna di Theo Hernandez e mamma dei suoi due figli Theo Jr. e Cloe Marie, nel corso della sua intervista al podcast "One more time" di Luca Casadei, ha raccontato di alcuni momenti difficili dell'ex terzino rossonero, tra campo ed extra campo, fino all'addio della scorsa estate, quando il Milan lo ha ceduto in Arabia Saudita all'Al Hilal.
Ci vuoi raccontare dell'episodio fuori dal campo di cui si è parlato tanto?
“È stata una cosa pesante. Quando escono scoop e gossip c’è sempre chi li racconta, ma non sai mai se è romanzato, amplificato… Quindi le persone sanno questa versione, non la versione di chi c’era veramente in quel momento. Quando hai tanti soldi sei sempre circondato da questo genere di situazioni in cui cercano sempre di metterti in difficoltà. Quando è successo questo fatto, di questa cosa, è stato pesante. Ma i problemi c’erano già prima in campo, con la squadra… C’erano problemi… Non c’era più un clima sereno, non vedevo più la sua serenità a casa. Non lo vedevo più contento, lo vedevo triste. Vedevo che qualcosa era cambiato, non vedevo più quel Theo. È difficile quando vedi il tuo compagno che non vive più le cose come prima, che non scherza più, che non è più quella persona… Pesava. Ma ci sta, ci sono dei momenti sì e dei momenti no. Poi succede questa cosa qua ed esce questa cosa qua e diventa pesante. E ovviamente ti devi difendere. In un primo momento devi capire come difenderti. Devi decidere da che parte stare, io sono comunque la compagna… Io so come sono andate le cose, so la verità, non ho bisogno di sapere altro. Certo che ho avuto fiducia in lui. Ho saputo subito la verità, poi le persone possono credere a quello che vogliono. Io difendo la mia famiglia e lo farò sempre, a maggior ragione se so la verità. Ho preso le mie parti e ho detto che questa cosa poteva essere pesante, quindi bisognava risolverla con la testa. Gli ho detto che volevano una sua reazione, perché sanno che è una persona che se toccata in determinati punti allora avranno una reazione. È quello che volevano e lui non doveva darglielo. Mi ha ascoltato. Penso che alla fine siamo stati superiori a quello che è successo. Poi sono uscite tante cose che hanno ribaltato la situazione. Alla fine non c’è bisogno di dire niente, poi le cose vengono fuori. La storia poi è finita in tutt’altro modo. Le persone possono credere a quello che vogliono”.
Che consiglio gli hai dato?
“Siamo stati uniti, perché in quel momento ci potevamo dividere. In quel momento potevo decidere di incazzarmi, di dirgli di arrangiarsi. Invece sono stata consapevole. Ho detto “Ok, cerchiamo di fare le cose fatte bene perché so la verità. Difendiamoci nelle sedi giuste”. Poi c’erano problemi più importanti di questo, come la sua cosa lavorativa”.
E lui da lì decide di andare a giocare in un altro campionato?
“Non è stato quello…”.
Non per questo fatto, per il malessere di cui parlavi prima…
“Lui sarebbe rimasto a Milano per sempre. Sai cosa è stato? Mi viene anche un po’ da star male… Ho sempre visto lui innamorato del suo lavoro. Lui vive per giocare a calcio e lo dimostrano i fatti. Ci sono giocatori che fanno tante altre cose fuori dal campo, lui ha sempre detto no, no, no. Anche altri lavori, altri guadagni… Lui voleva concentrarsi solo su quello. A Milano aveva trovato la sua dimensione, aveva trovato una famiglia. Si sarebbe venduto l’anima per stare qua, però a volte non dipende da te. Se non c’è la situazione e non ti vogliono, cosa devi fare? Perché lui sarebbe rimasto… Non c’era la stessa voglia. Cosa doveva fare? Farsi trattare male? Rimanere in una situazione che non andava bene? Lui sarebbe rimasto. Per noi è stato un trauma… Poi arrivano anche delle opportunità e le devi cogliere. Fai le tue scelte per la tua famiglia, per i tuoi figli. Alla fine è stata una bella scelta, lui è felice. Ma per lui qua è stata la sua casa, sarà sempre una parte di lui”.

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