Alternative e sacrifici per un ricambio necessario
Aspettando che gli azzurri sfidino Malta, il pensiero vola al campionato che tornerà fra una settimana e darà il via ad un tour de force che risulterà decisivo per la corsa alla Champions del diavolo.
Se dalla Nazionale arrivano prestazioni a dir poco confortanti (la perla di Balotelli è di quelle che non si dimenticano in fretta), segnali molto più che positivi giungono anche da San Siro e dalla sfida all’indimenticato Rino Gattuso, unico cui sono state aperte le porte de La Scala del Calcio (le maiuscole non sono mai utilizzate a caso) per un’amichevole infrasettimanale.
Il gol di Traorè non stupisce (il maliano ha sempre avuto il vizietto del gol quando giocava nella Ligue 1, peccato che non sia arrivato anche contro la Juve in Coppa Italia), conforta la prova del francese che è stato fra i più positivi contro il Sion. Stesso dicasi per Antonio Nocerino, tornato alle origini, a fare legna in mezzo al campo (un po’ come ai tempi in cui indossava la maglia bianconera), mostrando di poter interpretare al meglio un ruolo dove, complice l’infortunio di De Jong, il diavolo non ha troppe alternative allo stakanovista Montolivo. Bene gli avanti rossoneri, si conferma Niang, tornano su livelli importanti anche Bojan e Robinho, brillanti in avanti, un’intesa che cresce e qualità che potrà rivelarsi fondamentale nelle partite che verranno.
A partire dalla prossima sfida in campionato, la complicata trasferta di Verona contro un Chievo che è sempre avversario ostico in casa, chiedere a Mazzarri per informazioni. Poi arriveranno in serie Fiorentina, Napoli e Juventus, tre partite dal coefficiente di difficoltà elevatissimo nell’arco di 14 giorni, appuntamenti da non sbagliare a nessun costo, nei quali serviranno alternative tattiche e forze fresche per tenere testa a tre delle formazioni che giocano il miglior calcio nostrano.
Alternative importanti per Massimiliano Allegri, peccato che il livornese non abbia potuto provare anche Salamon, chiamato dalla nazionale polacca, ma ha verificato l’affidabilità di Zaccardo, altra pedina importante per lo scacchiere rossonero, sempre più mix di esperienza e gioventù fondamentale per puntare in alto.
Dopo due stagioni a fare la conta degli uomini disponibili, con una rosa perennemente falcidiata dagli infortuni, finalmente il livornese può contare su diverse alternative, arma importante a disposizione dell’allenatore rossonero per tirare la volata alla Champions League. L’addio ai senatori è stato a dir poco doloroso, lo dimostra l’accoglienza riservata a Gennaro Gattuso e l’affetto dei popolo del diavolo per tutte le colonne dell’ultima decade rossonera, ma allo stesso tempo ha aperto la strada alla costruzione di una rosa maggiormente affidabile almeno fisicamente.
Sacrifici che fanno male, ma che con il senno di poi si rivelano redditizi, almeno sotto il profilo della possibilità di compiere delle scelte, vero che la qualità media è irrimediabilmente scesa (difficile sostituire gente del calibro di Seedorf, Van Bommel, Gattuso, Inzaghi, Zambrotta e Nesta senza perdere qualcosa d’importante), altrettanto vero che un ricambio generazionale, per quanto massiccio, col senno di poi si è rivelato necessario.

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