Dall'inizio da urlo alle alle difficoltà del presente: a Loca ora serve cambiare aria, ma il Milan non vuole perderlo per sempre
In questi anni il settore giovanile del Milan ha sfornato diversi talenti, che si stanno ritagliando spazio nel Milan dei grandi. Tra i fiori all'occhiello del vivaio rossonero degli anni più recenti vi è, indubbiamente, anche Manuel Locatelli. Il nativo di Lecco ha vissuto due stagioni fa un autentico inizio da urlo con le due gemme realizzate contro Sassuolo e Juventus nel giro di pochi giorni, che lo hanno proiettato subito ai grandi palcoscenici della Serie A. Nell'annata 2016-2017, infatti, il centrocampista rossonero è stato sovente preferito a Montolivo, pur occupando un ruolo estremamente delicato come quello del regista davanti alla difesa. Manuel ha commesso qualche errore di troppo in quella posizione, ma la giovane età è certamente un'attenuante, che non può essere ignorata.
DIFFICOLTA' DEL PRESENTE - Un anno fa, però, il mercato faraonico targato Fassone-Mirabelli ha regalato al Milan un regista come Lucas Biglia che ha, inevitabilmente, tolto molto minutaggio a Locatelli. Con l'esonero di Montella e la promozione di Gattuso in prima squadra, per la verità, qualche saltuaria apparizione in spezzoni di partite importanti si è vista, comunque troppo poco per un ragazzo classe 1998 e che necessita di giocare con continuità per poter crescere e maturare a 360 gradi.
NECESSITA' DI CAMBIAMENTO - Non è un caso, infatti, che Loca sia uno dei calciatori del Milan più richiesti. Il club di via Aldo Rossi sta ricevendo manifestazioni di interesse per lui da diverse squadre della Serie A: Cagliari, Parma, Frosinone e Sassuolo. Proprio quest'ultimo potrebbe essere il prossimo club di Manuel che, in caso di cessione, privilegerebbe gli emiliani come destinazione. La priorità principale sarebbe quella di rimanere al Milan, ma accetterebbe di buon grado anche una cessione, a patto che sia a titolo definitivo. Il prestito non è minimamente contemplato nelle idee di Manuel. I rossoneri, però, non vorrebbero tagliare definitivamente il cordone ombelicale che li lega al centrocampista da 9 anni e, proprio per questo motivo, potrebbero inserire un diritto di recompra a proprio favore. Potrebbe essere la chiave di volta per far decollare la trattativa e per accontentare tutte le parti in causa.

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