Dall'orlo del precipizio al pieno ritorno delle speranze: le svolte di febbraio tra campo e non solo
Il successo sul Chievo, terzo consecutivo per il Milan di Montella, ha permesso ai rossoneri di non perdere terreno da Lazio e Inter, guadagnando due lunghezze sull'Atalanta. Il Diavolo è ancora settimo, quindi attualmente fuori dall'Europa League, ma è palese che la situazione sia molto meno preoccupante di quella delle scorse settimane. Quella che si respirava durante le gare contro Bologna e Lazio, quando la formazione milanista rischiava concretamente di capitolare ma, al contrario, ha ottenuto un successo ed un pareggio di straordinaria importanza.
SVOLTA - L'infortunio di Bonaventura e le brutte sconfitte contro Udinese e Sampdoria apparivano come oscuri presagi di un potenziale crollo, come ormai deludente abitudine nelle ultime stagioni. Un altro scivolone avrebbe rappresentato un vero e proprio macigno per l'undici di Montella che, tuttavia, ha saputo reagire nonostante le abnormi difficoltà. La svolta è arrivata col successo in 9 contro 11 al Dall'Ara, seguito dal pari in extremis dell'Olimpico. La missione successiva sarebbe stata tornare a vincere, magari sbloccando l'unico giocatore in grado di portare un numero di reti necessario alla rincorsa europea. Contro la Fiorentina sono stati decisivi Kucka e Deulofeu, poi è (finalmente) tornato Carlos Bacca, prima col discusso rigore al Mapei Stadium e sabato con la doppietta a San Siro.
RITORNO - L'anticipo di campionato contro i clivensi ha restituito ai rossoneri un centravanti "vivo", non solo dal punto delle realizzazioni ma anche per lo spirito messo in campo e le tante occasioni costruite. Il Milan è una squadra che segna poco e ogni gol va custodito con attenzione, il che rendeva inevitabile sperare nel ritorno dell'ex Siviglia che, è giusto ricordarlo, nella settimana antecedente a Sassuolo-Milan ha deciso di respingere l'abbordaggio milionario proveniente dalla Cina. Quell'episodio, unito a quelli focali tra Bologna e Roma, ha cambiato le sorti di un febbraio che da funesto si è tramutato in vincente e gonfio di speranza, nonostante quanto poi accaduto in sede societaria. Ma il campo, come ci insegna Montella, è un territorio diverso, non condizionato da mancati closing o continue proroghe.

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