Donnarumma, la vittoria più grande di Mihajlovic
Nessuno erigerà un monumento a Sinisa Mihajlovic in Piazza Duomo. Eh no, la sua statua non finirà mai su una guglia, a tu per tu con la Madunina. Perché, nonostante l’affetto e il rispetto per il lavoro svolto, il tecnico serbo non ha acquisito particolari meriti sul campo. Ok, c’è ancora la finale con la Juve in ballo, ma una Coppa Italia non può certo portare in dote medaglie al valore o riconoscimenti particolari. Sarebbe un vanto, ci mancherebbe, ma niente di più...
UN SUCCESSO - La gestione Mihajlovic non ha riservato (perlomeno fin qui) grandi soddisfazioni al popolo milanista, ma non è stata certo un disastro. L’ex Samp ha saputo ricompattare lo spogliatoio e, soprattutto, valorizzare alcuni giovani di talento. Uno su tutti: Gianluigi Donnarumma. Il 17enne estremo difensore è la vittoria più grande del sergente Sinisa. È stato lui a promuoverlo stabilmente in prima squadra e a lanciarlo nella mischia al momento giusto, spodestando un veterano come Diego Lopez.
MERITI - Gigio, poi, ha fatto il resto, ripagando la fiducia dell’allenatore a suon di miracoli e prestazioni al bacio. Un predestinato, certo (perché il talento o ce l’hai o non ce l’hai), ma il ruolo di Mihajlovic nella crescita e nella definitiva esplosione di Donnarumma è stato fondamentale. E se il Milan ha pescato dal mazzo il portiere per i prossimi vent’anni (o giù di lì), il merito è anche di Sinisa, il cui futuro in rossonero, però, è tutt’altro che scontato.
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