Emanuelson: "Per quanto mi allenassi Allegri non mi vedeva più. Al Fulham sono felice, ma sono abbastanza bravo per giocare ancora nel Milan"

Emanuelson: "Per quanto mi allenassi Allegri non mi vedeva più. Al Fulham sono felice, ma sono abbastanza bravo per giocare ancora nel Milan"
mercoledì 27 febbraio 2013, 18:00Primo Piano
di Enrico Ferrazzi

Urby Emanuelson ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di insidefutbol.com, nella quale ha parlato di vari temi, in primis del suo passaggio in  prestito dal Milan al Fulham: “Io non vedo il passaggio al Fulham come un passo indietro nella mia carriera. Un passo indietro sarebbe stato passare tutto il resto della stagione in panchina nel Milan. Ho 26 anni, ho bisogno di giocare. Gli ultimi mesi sono stati difficili per me: sono stato in panchina per cinque partite consecutive e così ho capito che era cambiato qualcosa nelle scelte dell’allenatore. Sorpreso? Sì, perché nel pre-campionato ero uno dei migliori, o almeno così si diceva nel club e sui media. Tuttavia, non appena è iniziata la stagione mi sono trovato fuori dalla formazione titolare, nonostante mi fossi allenato molto duramente. Allegri? Con lui ho sempre avuto un rapporto professionale, è tutto quello che c’è da dire. Nei miei primi due anni al Milan, penso di aver dimostrato il mio valore. Ho giocato in diversi ruoli, centrocampista di sinistra, ala, trequartista, migliorando sempre di più. Ho provato a seguire il consiglio del mio ex compagno di squadra Clarence Seedorf, che ha soli 19 anni ha lasciato l’Ajax per venire in Serie A nella Sampdoria. Mi diceva di lavorare duro e di fare sempre del mio meglio perché mi sarebbe stata data sicuramente una possibilità. Così ho fatto, ma trovarmi in panchina nella mia terza stagione in rossonero mi ha davvero sorpreso”.

Emanuelson ha poi spiegato le differenze tra il campionato italiano e quello inglese: “La differenza principale tra i due tornei è la velocità del gioco: in Inghilterra, il calcio è più veloce. Inoltre, gli arbitri sono più tolleranti, mentre a volte in Italia il gioco viene fermato troppo spesso. È la prima volta nella mia carriera che non gioco in un top club: sia Ajax che Milan sono grandi squadre nel loro paese, mentre il Fulham ha davanti team come Manchester United, Chelsea, Arsenale Manchester City. Contro di loro devi provare a giocare a calcio, ma non puoi imporre il tuo gioco”.

La scelta di andare al Fulham è legata alla presenza in panchina di Martin Jol, come ha raccontato lo stesso giocatore olandese: “E’ stato fondamentale per il mio arrivo a Londra, con lui ho giocato la mia miglior stagione nell’Ajax. Lui mi consoce e io ho bisogno di un allenatore che creda al 100% nelle mie qualità. Tatticamente, Jol mi ha chiesto di dare maggiore creatività alla manovra offensiva, ma allo stesso tempo di dare anche una mano in difesa e di tenere compatta la squadra. Mi piace questo ruolo, sono un giocatore a tutto campo e considero da sempre la mia duttilità come uno dei miei punti di forza. Giocare in una posizione importante sia per la fase difensiva che quella offensiva è la stessa cosa che facevo al Milan. L’unica differenza, come ho già detto, è che in Premier League ho meno tempo per chiudere gli spazi ai miei avversari o per mandare in gol un mio compagno di squadra”.

Emanuelson è quindi felice a Londra, ma la sua speranza è di tornare in Italia: “Il mio contratto con il Milan scade nel 2014. Ne discuterò con il club rossonero a fine stagione, ora sono totalmente concentrato sul Fulham. Ma una cosa è certa: sono abbastanza bravo per giocare ancora nel Milan”.