Felicità e amarezza: i due stati d'animo del pareggio
Felicità mista ad un pizzico di amarezza. Felicità perché per quasi un’ora la prestazione dei rossoneri nel derby è stata praticamente perfetta: corsa, occasioni da rete, pressing, gol di El Shaarawy. La formazione guidata da Max Allegri ha evidenziato un unico neo, pagato a posteriori: non è riuscita a sfruttare, soprattutto con Balotelli, le chance per chiudere la partita e di conseguenza ha consentito ai nerazzurri di rimanere in gioco. E qui torniamo all’amarezza. La legge non scritta del calcio ci insegna che quando troppo si spreca poi si viene di conseguenza puniti.
E’ quello che è successo esattamente ieri sera: nel secondo tempo, prima piano piano poi sempre in maniera più convinta, è venuta fuori l’Inter, che ha aumentato il suo volume di gioco. In parallelo i rossoneri hanno evidenziato un normale calo atletico dopo l’impresa di Barcellona. Una volta subito il gol del pareggio non hanno più avuto la forza di reagire e di costruire palle da gol per portare a casa i tre punti. Un pareggio nel derby post-Barcellona non può considerarsi una sconfitta, anche perché la classifica, in attesa della Lazio, non cambia di molto

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