Gazzetta - Leonardo tuona: "Mille motivi per interrompere Milan-Lazio, i cori li hanno sentiti tutti. Giorgetti e Gravina dove sono?"

26.04.2019 08:00 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gazzetta - Leonardo tuona: "Mille motivi per interrompere Milan-Lazio, i cori li hanno sentiti tutti. Giorgetti e Gravina dove sono?"

La serata, o meglio dire giornata, di mercoledì è stata brutta, sicuramente triste per un Milan eliminato sul campo dalla Lazio. Ma a ribollere nel cuore dei rossoneri c'è anche altro: risuona ancora la vergogna razzista da parte degli ultras biancocelesti, prima e durante la gara, rimasta impunita nel corso del match. Leonardo, direttore generale dell’area tecnica-sportiva, ha voluto commentare gli episodi sulle pagine de La Gazzetta dello Sport: "Non parlo perché abbiamo perso. La Lazio ha vinto sul campo e ha meritato la finale. Dopo la vicenda della maglia di Acerbi, noi siamo intervenuti per risolvere il caso, ma abbiamo evitato qualsiasi dichiarazione pubblica per favorire un avvicinamento il più sereno possibile alla partita di Coppa Italia. Un grave errore, che abbiamo riconosciuto subito. Ma è il solo episodio venuto alla luce di una partita in cui c’è stato molto altro: insulti, provocazioni e rissa finale... Noi non abbiamo denunciato nulla. Abbiamo punito i nostri giocatori, li abbiamo condannati pubblicamente e ci siamo impegnati per ricucire. Gattuso spiegava in conferenza che Bakayoko e Kessie si erano scusati perché la società si era già mossa. Acerbi aveva lanciato segnali di pace, Bakayoko li ha raccolti. Abbiamo fatto in modo che i due si parlassero".

STOCCATA A GRAVINA, GIORGETTI E SALVINI - Leonardo, intervistato dal quotidiano milanese, ha sottolineato come Giorgietti e Gravina abbiano commentato duramente l'episodio della maglia di Acerbi, ma fin qui non si siano esposti sugli insulti razzisti a Kessie e Bakayoko: "Prima ancora che si pronunciasse il Giudice Sportivo, con grande tempestività e grande indignazione, Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e Gravina, Presidente della Federcalcio, hanno commentato in modo duro il comportamento dei nostri giocatori e chiesto pubblicamente dei provvedimenti. Prima ancora che si pronunciassero gli organi competenti... Curioso, per non dire grave. No? Ma dopo gli insulti razzisti a Kessie e Bakayoko di mercoledì non ho visto la stessa reattività e la stessa intransigenza. Giorgetti e Gravina, dove sono finiti? Il vice Presidente del Consiglio, Salvini, che se l’è cavata anche lui con un commento molto generico, ha usato la parola “vergogna” solo per il gioco del Milan. E invece bisogna spendere la vergogna per episodi molto più gravi".

GARA NON INTERROTTA - Leonardo, sempre intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha poi passato in rassegna quanto accaduto mercoledì, o meglio non accaduto, dato che la gara non è stata sospesa: "C’erano almeno mille motivi per interrompere quella partita. Con le nuove norme, non doveva neppure attendere il secondo o il terzo coro, gli bastava il primo per richiamare la squadre al centro del campo, far diffondere gli annunci e poi, in caso di altri cori, sospendere definitivamente la partita. Invece nulla. Ma i cori razzisti e gli ululati li hanno sentiti tutti. Se sono stati trasmessi due annunci dagli altoparlanti, significa che insulti e cori erano ben udibili da tutti. Eppure Mazzoleni ha tirato dritto, come se fosse stato l’unico a non sentire. Il nostro team manager ha segnalato i cori al quarto uomo. Ma fare pressioni serve fino a un certo punto. Il regolamento riconosce la discrezionalità d’intervento all’arbitro. E’ lui che deve decidere. A noi tutti avevano garantito che sarebbero intervenuti in caso di cori razzisti. Non era una situazione a sorpresa. Mazzoleni aveva già vissuto l’Inter-Napoli di Koulibaly. Eravamo tranquilli. Non eravamo noi a doverci muovere per chiedere la sospensione, anche perché non volevamo che sembrasse un alibi per il risultato. Doveva decidere Mazzoleni. Penso però che gli arbitri dovrebbero essere tutelati e aiutati di più dalle istituzioni per non essere lasciati soli in momenti del genere".