Gazzetta - Milan, Li mette a dura prova la pazienza di Commisso: il club è ostaggio del suo presidente
Ennesima frenata. Yonghong Li e Rocco Commisso continuano a trattare ormai da settimane, ma non sono ancora riusciti a trovare un’intesa. Ci riusciranno? Chissà... Nel frattempo, ieri si è registrato l’ennesimo, brusco stop, "al limite della rottura", scrive stamane La Gazzetta dello Sport, che fa il punto della situazione dopo giorni e giorni di indiscrezioni, improvvise svolte e nuove chiusure.
COMUNICATO - Yonghong Li, sottolinea la rosea, sta mettendo a durissima prova la pazienza di Commisso, che ieri mattina era arrivato nuovamente a un passo dalla fumata bianca, prima di ricevere l’ennesimo no da parte del presidente rossonero. Il patron di Mediacom ha poi affidato il proprio malumore a un comunicato, giusto per chiarire un paio di concetti ai tifosi. È la terza volta che Mister Li conduce la controparte a tanto così dalla chiusura e poi abbandona il tavolo aggiungendo nuove richieste. Un modo di gestire la trattativa ritenuto poco professionale da Commisso, la cui pazienza comincia legittimamente a esaurirsi.
SI TRATTA - Nonostante l’amarezza, l’imprenditore italo-americano spera ancora nel lieto fine, sebbene Yonghong Li stia tirando eccessivamente la corda. Da quanto filtra, il numero uno di via Aldo Rossi non sarebbe soddisfatto dell’offerta di Commisso e avrebbe chiesto altro denaro. Inoltre, pare che Li abbia rimosso dall’incarico l’avvocato milanese che lo stava assistendo nella trattativa e si sia rivolto allo studio legale White & Case di New York. L’ultima parola, ovviamente, spetta proprio a lui: il Milan - scrive la Gazzetta - è paradossalmente ostaggio del suo stesso presidente.

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