Gigio, il primato italiano e quelle parate che valgono oro

Gigio, il primato italiano e quelle parate che valgono oroMilanNews.it
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
lunedì 31 ottobre 2016, 14:00Primo Piano
di Pietro Mazzara

I Foo Fighters, in una delle loro pietre miliari, cantavano “Learn to fly”, ovvero imparare a volare. È quello che ha fatto Gigio Donnarumma in questi anni di duro lavoro in quel di Milanello, ovvero imparare a volare da una parte all’altra della porta e rendere parate dall’alto coefficiente di difficoltà, quasi normali. È successo contro la Juventus, su Khedira e si è riproposto ieri contro il Pescara, quando il destro di Memushaj aveva intrecciato le coordinate giuste per andarsi a infilare sotto l’incrocio dei pali della porta rossonera. Peccato, però, che non avesse fatto i conti con la reattività e l’esplosività di Donnarumma, capace di disinnescare quel pallone telecomandato con la mano di richiamo.

RECORD -  Mantenendo inviolata la sua porta contro la squadra di Oddo, Gigio ha stabilito il momentaneo record stagionale di partite senza subire gol. Nessun altro portiere, in Italia, ha saputo tenere blindata la sua porta per cinque partite e questo testimonia il fatto che Donnarumma è un fattore preponderante per questo Milan. E’ vero che la tabella dei gol subiti dice che ne ha presi 14, ma è altrettanto vero che raramente avrebbe potuto evitare la capitolazione e rimane anche da vedere come sono stati subiti quei 14 gol. Il dato assume ancora più valore se lo si estende a principali campionati europei, dove è in coabitazione con un altro mostro sacro del ruolo, ovvero Neuer, che è anche uno dei suoi punti di riferimento.

TRANQUILLITA’ -  Ciò che continua a impressionare, ma non dovrebbe più essere così, è la tranquillità con la quale Donnarumma approccia ogni singola partita. Per lui, il livello di concentrazione è sempre settato sui massimi livelli, sia che si tratti di un big match sia che il Milan affronti un avversario di minor rango. È questa una delle principali doti del portierone rossonero (definirlo baby, per stazza e prestazioni è ormai superfluo) che ha capito come una partita possa essere decisa in una frazione di secondo, con una parata improvvisa che solo chi ha un senso del ruolo diverso rispetto ai colleghi può portare a casa.