I 35 milioni del Milan per De Ketelaere caso unico in Italia: il percorso dei rossoneri e la strada ancora da fare

03.08.2022 20:00 di Manuel Del Vecchio Twitter:    vedi letture
I 35 milioni del Milan per De Ketelaere caso unico in Italia: il percorso dei rossoneri e la strada ancora da fare

Coerenza, sempre. È la parola alla base del progetto Milan che da più di due anni a questa parte sta stupendo in tutti i campi. A quanto pare però non riesce ancora ad essere accettato e compreso in pieno. È successo con il lasciare andare a zero chi chiedeva rinnovi economicamente anacronistici, è successo con il puntare su tanti calciatori giovani e di talento, è successo quando si è scelto di inseguire l’idea e non il nome.

Ma i risultati quali sono stati? Il parametro zero è un fenomeno che ha abbracciato tutto il calcio europeo, i giovani sconosciuti ai più si sono rivelati bravi abbastanza, senza neanche aver sfiorato il loro picco in carriera, da vincere un campionato e le idee di Pioli, Maldini e Massara si sono rivelate antesignane.
Un progetto vincente sul campo e sempre più sostenibile per quanto riguarda i conti: nelle ristrettezze e nell’arretratezza del calcio italiano, tra mentalità e infrastrutture di mezzo secolo fa, il Milan è una ventata di aria fresca, tendente alla modernità Europea. Al momento, visto la mancanza di uno stadio di proprietà, è difficile farlo economicamente; per questo le convinzioni e la coerenza valgono più di qualsiasi altra cosa. Si sceglie un’idea forte, la si studia e la si persegue.

Tutto questo ha portato, dopo due anni dal rinnovo di mister Pioli la sera di Sassuolo-Milan, ad una Serie A vinta, alcuni dicono addirittura la più bella di sempre per i tifosi rossoneri, con la rosa più giovane della storia del torneo, una squadra in continua crescita e che inizia a trovarsi a memoria, un reparto scout efficace e talentuoso: i 35 milioni (32+3) di Charles De Ketelaere non sono arrivati dal pero, così come non erano caduti dal cielo i tanti milioni spesi per gli allora giovanissimi Leao, Tomori o Theo, ma sono frutto di un percorso ben delineato che ha permesso al Milan di venire fuori da un buco nero da cui sembrava impossibile uscire, e ha permesso ai tifosi di godere di una squadra nuovamente competitiva ad alti livelli, almeno in Italia. L’obiettivo rimane e rimarrà sempre quello di migliorarsi, per provare a diminuire il gap, anche questo pare incolmabile, con le top d’Europa. Il margine qui è ancora più ampio, ma chi ha le idee chiare non ha paura. La strada è tracciata, De Ketelaere e il Milan sono pronti a percorrerla. Sempre nel segno della coerenza.