I numeri disumani di Kessie fanno paura, ma dovrebbero portare anche ad una riflessione

12.01.2018 14:30 di Matteo Calcagni Twitter:   articolo letto 40011 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
I numeri disumani di Kessie fanno paura, ma dovrebbero portare anche ad una riflessione

Venti partite su venti giocate in campionato, tutte dal primo minuto e con una sola sostituzione (all'84'). Tre gare su quattro dall'inizio nelle qualificazioni Europa League, cinque presenze in Europa League su sei incontri, tre da titolare e due da subentrante. Due gettoni in Coppa Italia, anche qui nell'undici di partenza, senza un attimo di respiro, compresi i 120 minuti con l'Inter. Il totale di tutto questo porta a trenta presenze stagionali, di cui ventotto da titolare e due partendo dalla panchina, con solamente tre sostituzioni. I minuti complessivi sono 2492', sostanzialmente il doppio dei compagni di reparto più utilizzati dietro di lui. Non parliamo di Robocop ma di Franck Kessie, non di professione portiere ma mezz'ala di centrocampo.

DISUMANO - Forse in ambienti rossoneri non siamo più abituati a fisicità simili, ma è impossibile non stupirsi per un contributo del genere. E pensare che l'apporto dell'ivoriano è stato anche criticato nel corso dei mesi... Che il classe '96 abbia commesso errori qua e là è fuor di dubbio, ma più si gioca più si ha la possibilità di sbagliare e Kessie ha giocato davvero tantissimo, forse troppo. Buon per il Milan e per Gattuso, che possono contare su un instancabile di tale prestanza, ma i numeri sopracitati dovrebbero far riflettere l'area tecnica rossonera e soprattutto la dirigenza. Perché i cinque/sei mesi da rullo compressore del nativo di Ouragahio hanno fatto sì che le lacune numeriche della mediana rimanessero celate.

RIFLESSIONE ED INTERVENTO - La volontà del Milan, ormai assodata, è quella di non acquistare nessuno, valorizzare quanto profuso in estate e non far scattare i riflettori della UEFA in termini di Fair Play Finanziario. Tutto giusto e condivisibile, ma in un caso come questo anche un approdo low-cost potrebbe aiutare e non poco. Montolivo ieri ha dichiarato di poter convivere con Biglia e decentrarsi nel ruolo di mezz'ala, ma basterà? Il centrocampo rossonero ha già Bonaventura che, per quanto bravissimo, è un interno adattato, per cui sarebbe preferibile limitare il numero degli esperimenti. Un'altra soluzione potrebbe essere un cambio modulo ad esigenza, come il 4-4-2, ma il Milan sta ancora sgomitando per trovare pienamente sé stesso ed aumentare le opzioni tattiche in questo momento sarebbe pericoloso. Basterebbe anche un semplice mestierante che possa giocare qualche partita e subentrare dalla panchina quando necessario, ma ad oggi il Milan pare poco propenso ad inserimenti di qualsiasi tipo.