I saliscendi del Boa: è arrivato il momento della svolta
L’avventura in rossonero di Kevin Prince Boateng, al momento, può essere paragonata ad una lenta discesa dalla cima della montagna. Il punto più alto del rendimento del giocatore ghanese è infatti coinciso con la prima stagione a Milano, l’anno dello scudetto: 34 partite e 3 reti con la maglia del Milan. Tralasciando i gol realizzati, bottino inferiore rispetto all’anno scorso, il primo Boateng visto in rossonero è un giocatore completo: corsa, dinamismo, inserimenti (grazie anche alle sponde di Ibrahimovic), reti decisive (gol al Napoli), ma soprattutto una caratteristica che non si è più rivista nelle successive due stagioni: la continuità. Nella scorsa stagione il Boa ha messo insieme 27 presenze con 9 centri. Se numeri alla mano, il ghanese è perfino andato meglio della prima stagione, così non è stato dal punto di vista del rendimento: troppa discontinuità, troppe prestazioni sottotono intervallate da alcune fiammate (il gol pazzesco realizzato al Barcellona). Insomma il Boa visto nella seconda stagione all’ombra della Madonnina ha dato l’impressione di non essere sempre sul pezzo, tanto da attirarsi le prime critiche dai tifosi rossoneri, abituati alla voglia, alla grinta, all’impegno mostrato da Prince nella prima stagione. Il ruolo del ghanese, nelle prime due annate in rossonero, è sempre stato quello di trequartista: con un mostro sacro come Ibrahimovic davanti che apriva spazi per tutti, il ghanese risultava micidiale negli inserimenti. In questa stagione, invece, ecco una prima metamorfosi: la posizione in campo.
Partito nel ruolo abituale, sulla trequarti avversaria, ecco che dopo gli stenti di inizio stagione Max Allegri prefigurava per il nuovo 10 rossonero, numero preso in eredità da Seedorf, il ruolo di punta atipica (stile Barca per intenderci). L’esperimento non è andato a buon fine e il Conte Max ha cambiato nuovamente posizione al suo Prince: l'ha collocato nei tre della mediana rossonera. Il numero 10 rossonero in questa porzione di campo può dar sfogo a tutte le sue caratteristiche: corsa, temperamento, qualità nell’impostazione, dinamismo. Tuttavia il giocatore preferisce essere utilizzato a ridosso delle punte, quindi al momento è rimasto poco convinto della nuova collocazione tattica. Il risultato è che il centrocampista si è reso protagonista nell’attuale campionato di prestazioni ben al di sotto dei suoi standard, tanto da costringere il tecnico livornese a riservagli un posto in panchina in più di un’occasione. Dopo essere rimasto seduto di fianco ad Allegri per tutta la gara contro l’Udinese, ecco che il Boa è stato sguinzagliato nella ripresa del match contro il Cagliari, quando il Milan doveva riprendere il risultato. Prince è entrato in campo con voglia di fare e ha messo in campo le sue indubbie qualità. La speranza che nutrono i tifosi rossoneri è che non si tratti di un episodio isolato, soprattutto alla vigilia di due match importanti come Barcellona e Inter, e che finalmente Kevin Prince Boateng abbia acquisito quella continuità necessaria per esprimersi a grandi livelli.

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