Il metodo Allegri funziona: El Shaarawy, Niang, De Sciglio e adesso Salamon
Massimiliano Allegri sa come si fa. Il tecnico rossonero si è rivelato a tutti, anche agli occhi dei suoi detrattori, come un allenatore capace di costruire un team dalle fondamenta guidando per mano i giovani virgulti rossoneri. Esemplare il caso di Stephan El Shaarawy: il giovane savonese è giunto a Milanello in seguito ad una strepitosa annata nelle file del Padova, e dopo una stagione di ambientamento, ecco l’esplosione avvenuta in questa stagione. Anche se il Faraone sta attraversando un logico periodo di appannamento non bisogna certo dimenticare che per oltre sei mesi ha tirato la carretta proprio nel periodo più difficile della recente storia rossonera. Grande merito della crescita di El Shaarawy, lo riconosce lui stesso nelle interviste che rilascia, è da attribuire a Massimiliano Allegri. Il tecnico rossonero, perennemente messo in bilico dalla critica, ha sviluppato e attuato un personale metodo nei confronti dei giovani. Un metodo di successo. Il Physique du Rôle (copyright di Adriano Galliani) tratta i giovani con la dovuta cautela: li protegge, li fa ambientare e li lancia solo al momento giusto evitando il rischio di bruciarli. Così è accaduto per il Faraone: dopo la passata stagione, trascorsa al fianco di Ibra, durante la quale ha studiato con i grandi campioni, si è ambientato in una città come Milano ( sicuramente diversa da quelle in cui era cresciuto), ha imparato a convivere con le pressioni di un top club, dopo dodici mesi particolarmente intensi, ecco che Max Allegri ha deciso di lanciarlo sui grandi palcoscenici ed è stato puntualmente ripagato da prestazioni sontuose.
Stessa cosa è accaduta, seppur rimanga ancora un progetto in corso, con il baby M’Baye Niang. Il talento francese, giunto quest’estate a Milano, ha iniziato la propria avventura in rossonero non proprio con il piede giusto: infatti si è inizialmente fatto conoscere per le sue bravate fuori dal campo. Ma la situazione è presto cambiata: dopo sei mesi di apprendistato, ecco che Allegri l’ha lanciato con continuità tra i titolari della formazione rossonera. Niang rappresenta un diamante da sgrezzare con un potenziale ancora inesplorato: è compito di Allegri portarlo verso la definitiva consacrazione, migliorandolo anche sotto il profilo realizzativo. Il terzo giovane lanciato ad ottimi livelli da Allegri è ovviamente Mattia De Sciglio. Proposto in prima squadra sul finire della scorsa stagione ecco che in questa annata è avvenuta la definitiva consacrazione del ragazzo, tanto da spingere la dirigenza rossonera ad illustri paragoni, primo tra tutti quello con Paolo Maldini. Considerate le qualità tecniche ma soprattutto quelle morali c’è da scommettere che il giovane terzino rossonero saprà reggere l’ingombrante paragone e impossessarsi per un decennio della fascia sinistra milanista.
L’ultimo giovane che spera di ripercorrere le orme degli altri è Bartosz Salamon. Il centrale-centrocampista, arrivato dal Brescia nel mercato di gennaio con i postumi di un infortunio da smaltire, si sta ambientando nel mondo rossonero. Il giovane polacco, in questi giorni aggregato alla sua Nazionale in vista degli impegni di qualificazione mondiale contro Ucraina e San Marino, sta imparando a conoscere i nuovi meccanismi della formazione di Allegri. Il mister toscano sta aspettando il momento giusto, onde evitare di bruciarlo, per lanciare il giovane tra gli undici titolari. Visti i risultati che hanno raggiunto gli altri giovani della rosa rossonera, Salamon è consapevole di essere nelle mani sapienti del Conte Max.

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