Il Milan perde l'equilibrio ma non la Coppa

20.04.2011 23:15 di Matteo Calcagni  articolo letto 6785 volte
© foto di LINGRIA/PHOTOVIEWS
Il Milan perde l'equilibrio ma non la Coppa

Arriva la Coppa Italia e il Milan sembra trasformarsi: la competizione non è mai stata un "must" per i colori rossoneri, nonostante quest'anno le cose parevano essere differenti. In effetti il Diavolo comincia nel migliore dei modi, trovando immediatamente la via del gol con Zlatan Ibrahimovic, bravo a sfruttare un ottimo assist di Oddo e battere imparabilmente Sirigu sul secondo palo. Un vantaggio dopo soli 4 minuti di gioco che, in Campionato, è quasi sempre stato sinonimo di vittoria. L'undici rossonero, tuttavia, non mostra quella solidità osservata nelle varie domeniche di Serie A: Andrea Pirlo, ritornato nel suo ruolo abituale davanti alla difesa, non sembra essere ancora al top della condizione e, qualche metro più dietro, il greco Sokratis appare alquanto spaesato nonostante la sontuosa presenza di Thiago Silva. Un equilibrio altalenante che, dopo soli dieci minuti dal vantaggio, porta il Palermo alla rete del pari: Pastore, mollato da Papastathopoulos, è bravo a costruire un 1-2 e concludere in rete senza ostacoli. Una rete che sembra "spaccare" il morale del centrale ellenico che, da lì in avanti, inizia la sua serata nera. Nel frattempo, con il solo Boateng rullo compressore in mezzo al campo, il resto della squadra tende a scollarsi a poco a poco, rendendo la manovra meno fluida, con meno palloni condotti in fase offensiva. Nonostante le difficoltà, tuttavia, il Milan ha la palla per il nuovo vantaggio: Ibrahimovic, imbeccato magistralmente da Cassano, ottiene la chance di concludere a rete ma tenta il passaggio, poi intercettato, per il ghanese Prince. La ripresa inizia sulla falsariga del primo tempo e, causa dormita generale della retroguardia milanista, Hernandez si trova libero di concludere dalla sinistra: ne viene fuori un gran gol dell'attaccante uruguaiano, abile a beffare Amelia con un forte e splendido diagonale mancino. Allegri passa alle contromisure e inserisce Emanuelson, carta della "disperazione" come fu nel match casalingo contro il Bari. Proprio l'olandese ex Ajax, dopo una palla difesa in area da Zlatan, riesce a trovare il pareggio con un violento sinistro in corsa: prima rete in rossonero per l'orange che, essendo diventato neo papà come Cassano, festeggia col ciuccio la rete del pareggio. A questo punto la sfida si fa ancora più accesa, con ribaltamenti di fronte e pericoli inconsueti per la retroguardia milanista: Amelia, sull'ennesimo errore di Sokratis, interviene miracolosamente su Hernandez, negando la rete del 3-2. Il Diavolo, viceversa, potrebbe colpire nuovamente ma, in serie, non trova la rete nè con Pirlo (tiro neutralizzato da Sirigu) nè con Urby che non trova la porta sulla respinta. De Marco non assegna un calcio di rigore su un presunto fallo in area su Ibra: Allegri protesta ma la partita prosegue. Il Milan esce da San Siro con un pareggio giusto, mostrando difficoltà difensive esagerate, probabilmente causate dalla mancanza di uomini chiave come Mark van Bommel e Mario Yepes. Un risultato che, nonostante tutto, non preclude le porte della finale ai rossoneri che, al Barbera, avranno comunque importanti chances di centrare la qualificazione: ora sarà importante concentrarsi sul Campionato, cercando di scendere a Palermo, il 10 maggio, potendo schierare la miglior formazione possibile.