Contro la Juve la prestazione più deludente, ma Gonçalo Ramos è un giocatore vivo
La "maledizione della 9" è il modo semplicistico, superstizioso e da tormentone che tanto piace in Italia per spiegare come negli ultimi anni la fase offensiva - ed i giocatori offensivi - del Milan siano rimasti ancorati ad un passato che non esiste più. La difficoltà riscontrata da tantissimi attaccanti rossoneri fanno sembrare la situazione atavica, con qualche eccezione qua e la. Ma se si scende nel dettaglio si vede come le eccezioni sono quelle che dovrebbero essere la normalità. In primis, la normalità vorrebbe un Milan con un calciatore forte come prima punta. Chi in questi anni ha fallito, per tanti motivi, non lo è o non lo è stato. La seconda condizione necessaria si ricollega al modo di giocare della squadra, che per lunghi tratti è stato in grande antitesi con quello che racconta la modernità calcistica fatta di cross dal fondo per tiri a rimorchio, cross di prima, imbucate verticali e tempi di gioco anticipati, mai ritardati. Ecco, il Milan è stato per lunghi tratti all'opposto rispetto a tutto questo.
Veniamo al nocciolo della questione: Gonçalo Ramos, acquisto più oneroso della storia del Club, è forte o no? Andando oltre le cifre, che sono sempre relative e uno strumento pericoloso per giudicare un calciatore, dopo tre partite si può dire che l'ex PSG è un calciatore vivo. Nelle sue aree di "competenza" - riempire l'area, tempismo sugli stacchi di testa, gioco a due nei pressi dei 16 metri e capacità di dialogo - ha già fatto vedere di essere su un livello molto alto. Come tipologia di calciatore però è uno di quelli che ha bisogno di avere un certo tipo di supporto attorno. Il che non vuol dire che sia limitato o incompleto, ma è un giocatore che in un sistema offensivo con baricentro alto e densità importante sulla trequarti avversaria riesce a dare il meglio, sia per sé e sia per la squadra. Giocando di rimessa o di ripartenza, visto anche che domenica in campo il Milan non aveva chissà che velocisti sul lungo, va in difficoltà e così è stato contro la Juventus.
La differenza rispetto a chi ha fallito negli ultimi anni però è lampante: è un calciatore vivo, che sente la partita, capisce il momento e non sente il peso dell'insufficienza o di eventuali errori. Contro il Venezia ha avuto 4 occasioni nette e ha segnato la più difficile e la più importante, visto che ci si trovava nelle fasi finali della partita. Contro la Juventus non ha avuto peso offensivo ma è stato il calciatore rossonero ad aver percorso più km. Correre di più non vuol dire correre meglio, ma indica di certo che è sempre ben indirizzato sui binari della gara ed è disposto a pressare e rientrare per la squadra. Nel finale della partita allo Stadium in un paio di occasioni si è visto in raddoppio a sinistra, per dare man forte ad un Estupinan ammonito.
Amorim ed i suoi compagni di squadra dovranno essere capaci di metterlo nelle condizioni giuste per incanalare al meglio questa sua energia e tutte le sue qualità offensive. Quelle ci sono ed è innegabile. Quando il Milan sarà "dominante", con trequartisti ed esterni pienamente coinvolti nella gestione dei ritmi offensivi, allora anche Ramos ne trarrà un enorme beneficio, così come tutta la fase offensiva rossonera.
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