L'epifania di Calha: i fischi trasformati in applausi per segnare un nuovo inizio in rossonero

22.10.2019 17:30 di Thomas Rolfi Twitter:    Vedi letture
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
L'epifania di Calha: i fischi trasformati in applausi per segnare un nuovo inizio in rossonero

Non inganni il titolo, non vi è alcun riferimento alla festività cristiana del 6 gennaio. Epifania, derivante dal greco 'epifaneia', significa manifestazione, apparizione di un determinato fenomeno. Non si può definire con parole migliori la prestazione di Hakan Calhanoglu: il turco contro il Lecce è riuscito ad esprimersi a livelli altissimi per 90 minuti, offrendo la miglior prestazione per distacco tra quelle disputate in maglia Milan. Nemmeno gli assordanti fischi di San Siro indirizzati a lui - e non solo - durante la lettura della formazione rossonera hanno abbattuto Calha, che ha arricchito la scintillante serata personale con un gol e un assist con tanto di giocata con il tacco prima di fornire il cioccolatino del momentaneo 2-1 per Piatek.

DAI FISCHI AGLI APPLAUSI - Hakan ha sempre mostrato una certa fragilità dal punto di vista psicologico nel corso di tutta la carriera in rossonero: anche all'interno di partite complessivamente positive spesso ci sono stati momenti in cui, dopo un primo errore, il turco si è un po' perso o si è assentato dalla gara. Domenica sera no, era letteralmente indiavolato, carico come una molla. Pronti via e nel giro di tre minuti ha mandato in porta Leao due volte, tanto bravo a procurarsi l'occasione quanto sciupone. Da lì in poi è stata una prestazione in crescendo, che gli ha consentito di strappare gli applausi di tutto lo stadio a pochi minuti dalla fine, prima che Calderoni rovinasse la festa a Pioli e ai suoi uomini.

UN NUOVO INIZIO - Le qualità non sono mai mancate al turco, ma le posizioni che ha ricoperto in campo dal 2017 in poi lo avevano sempre costretto ad un lavoro di copertura dispendioso dal punto di vista fisico e mentale che ne limitava la lucidità in zona offensiva. Domenica sera, invece, pur non giocando come trequartista, ruolo che ha dichiarato più volte essere il proprio ruolo naturale, si è trovato molto spesso in zona centrale. Non è un caso che abbia calciato verso la porta avversaria più di tutti gli altri 21 giocatori in campo. Per Pioli, ora, si apre un dilemma non da poco: rinunciare a Suso ed esaltare Calhanoglu inserendolo dietro alla coppia Leao e Piatek oppure continuare ad insistere sullo spagnolo, rinunciando ad una delle due punte? In caso di prima opzione, il numero 10 avrebbe la possibilità di essere ulteriormente pericoloso in zona offensiva, avendo anche meno compiti di copertura e giocando in una posizione ancora più vicina alla porta. Roma-Milan può segnare un nuovo inizio per il Milan e per lo stesso Calhanoglu.