La rivincita di Honda: dai fischi agli applausi, tra impegno, sacrificio ed un rinnovo più vicino

La rivincita di Honda: dai fischi agli applausi, tra impegno, sacrificio ed un rinnovo più vicinoMilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
lunedì 28 marzo 2016, 11:00Primo Piano
di Simone Nobilini

Da fischi a scrosci agli applausi, convinti, di un pubblico che ha imparato ad apprezzarne sacrificio e dedizione per la squadra. Com'è cambiata, in davvero poche settimane, l'avventura di Keisuke Honda con la maglia del Milan: dalle polemiche per le presunte dichiarazioni rilasciate ad un addio che, solo qualche mese fa, sembrava davvero ormai probabile, il giapponese ha dimostrato di meritare la fiducia di Mihajlovic, scalzando il futuro partente Cerci dalla fascia destra e conquistando un ruolo in cui ora, anche per le poche alternative a disposizione, risulta giocatore fondamentale ed inamovibile.

10 ATIPICO - Da ormai due anni in rossonero, giunto a parametro zero ed immediatamente deciso nello scegliere la maglia numero 10, Honda non ha mai realmente dimostrato le qualità adatte per prendersi una responsabilità tale: un aspetto più volte denunciato dalla tifoseria milanista, tra continui fischi o impazienza del pubblico al primo errore commesso. Troppo discontinuo e mai realmente decisivo, se non nell'avvio della passata stagione, in cui stupì particolarmente per capacità di trovare la porta ed adattamento alle esigenze del modulo rossonero: da trequartista puro ad esterno, per soddisfare in pieno le richieste di Inzaghi. Situazione che si è ripetuta, seppur all'interno di uno schieramento diverso, anche con Mihajlovic, largo in un 4-4-2 che grazie alla presenza del giapponese e di Bonaventura riesce a dare un buon equilibrio alla squadra. A dispetto di un numero indossato ritenuto esagerato dai più, dunque, Honda ha comunque risponsto con tanto lavoro utile al bene della squadra, decisamente apprezzato dal tifo rossonero in questo girone di ritorno.

RINNOVO INATTESO - Con l'esperimento Boateng-esterno fallito, dovuto a caratteristiche (fisiche e non) ben diverse da quelle richieste per interpretare un ruolo simile, Honda ha così trovato ancor più spazio a disposizione per poter guadagnare minutaggio, visti anche gli scenari regalati dal mercato e alle condizioni fisiche di un Ménez ancora lontano da una forma ottimale. In maniera inattesa, il giapponese è dunque passato da quella che sembrava ormai un'ovvia partenza a fine stagione alla concreta possibilità di rinnovare il proprio contratto con il Milan, in scadenza nel 2017: un'opportunità guadagnata senza brillare in maniera eccelsa, o mostrare qualità da "10" trascinatore, ma dando tanta sostanza ed impegno ad una squadra ritrovatasi priva di grandi alternative sugli esterni. Zone in cui l'ex CSKA è divenuto ormai, da elemento sempre meno considerato, pedina fondamentale per il 4-4-2 di Mihajlovic.