La rivincita di Max ed il primo obiettivo conquistato

La rivincita di Max ed il primo obiettivo conquistatoMilanNews.it
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domenica 3 marzo 2013, 14:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

Dall’Olimpico a San Siro, ad un girone di distanza, la partita contro la Lazio ci consegna un Milan totalmente nuovo. Contro i biancocelesti a Roma fu una disfatta a metà, un primo tempo da brividi ed una ripresa orgogliosa, dal 3-0 al 3-2 i punti rimasero zero, ma qualcosa nella mentalità cambiò. Il Milan sarebbe poi incappato in qualche passo falso (memorabili quelli con la Fiorentina e la Roma), ma la crescita sarebbe stata continua ed a tratti brillante, sino alla splendida vittoria di ieri sera.
L’avversario è lo stesso (anche se questa Lazio oggi non può contare su gente del calibro di Klose, Mauri e Konko), ma il risultato, e non solo quello del tabellino, è profondamente diverso. Vladimir Petkovic, nel suo polemizzare per le scelte arbitrali, ha comunque ammesso la superiorità sul campo del diavolo, ha fatto i complimenti ai rossoneri e si è lasciato scappare una frase che inorgoglisce, ribadendo come questo Milan oggi sia la “squadra da battere”.
A sorridere sarà Massimiliano Allegri, anche se nell’ultimo periodo davanti alle telecamere continua a mantenere lo stesso fare serioso che aveva nel post-partita dell’andata. Non cambia espressione il Conte Max, non ha dimenticato le critiche, non ha scordato la crisi profonda che ha dovuto affrontare, tanto nei risultati quanto, e soprattutto, in un gioco che all’inizio di questa stagione appariva totalmente assente. Memore di tutto ciò, Max l’acciuga continua cocciuto nel suo lavoro, maniacale e perfezionista non molla la presa sui suoi neanche all’ottantanovesimo di una partita ormai stravinta, richiama i ragazzi con la stessa grinta del fischio d’inizio, tiene basso l’entusiasmo nelle interviste e non si sbilancia sugli obiettivi.


Merita un applauso infinito il livornese, a prescindere da quali saranno i risultati di questa stagione (siamo terzi, è vero, ma nulla è ancora stato fatto, le partite sono tante e gli avversari agguerriti e vicinissimi), questa squadra è cresciuta in maniera impensabile sino a pochi mesi orsono.
Il Milan gioca un calcio finalmente piacevole, efficace, incisivo, organizzato, armonioso, convincente, insomma sembra il Milan. Il primo obiettivo da raggiungere era questo, il vero target stagionale per Allegri era quello di ricreare una squadra sulle ceneri di un diavolo smembrato la scorsa estate e ripartito dai giovani. Il toscano c’ha messo del suo, ha tenuto botta alle critiche che arrivavano da ogni dove, ha tenuto il gruppo stretto a sé e l’ha riportato in alto puntando sugli uomini giusti.
Non è solo una questione tattica, ha trovato la chiave molto tempo addietro con il 4-3-3, ma questa squadra oggi cambia modo di giocare continuamente, sfruttando le caratteristiche di questo o di quel giocatore, facendosi trascinare dall’uomo più in forma, sia l’El Shaarawy incredibile di tutto l’anno, il dirompente Pazzini di ieri sera (o di quello che ha “ucciso” per ben due volte il Bologna) o la star Mario Balotelli. Quello che impressiona è la gestione del gruppo, degli uomini e delle risorse a disposizione da parte di un Massimiliano Allegri che, dopo i tanti esperimenti e gli errori dell’inizio, adesso non sembra sbagliare un colpo.
Il tecnico rossonero merita tutta la gratitudine del popolo del diavolo, si guadagna gli onori della cronaca, incassa l’investitura di “squadra da battere” e va oltre, con lo sguardo fiero e che guarda lontano, da bravo uomo di mare il livornese scruta l’orizzonte, cerca di evitare tempeste e non pone limiti al proprio viaggio.