Maldini a Sky: "La presenza mia e di Boban è una garanzia per tornare presto competitivi. Berlusconi con le sue battute è inelegante"

25.10.2019 19:07 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Maldini a Sky: "La presenza mia e di Boban è una garanzia per tornare presto competitivi. Berlusconi con le sue battute è inelegante"

Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport 24. Questo un estratto dell'intervista completa che andrà in onda domani.

Sul momento: "E' delicato ma fa parte di una fase di crescita del club, tre cambi di proprietà in pochi anni hanno minato questa squadra. Il cambio di allenatore non ce lo aspettavamo ma è una decisione che abbiamo preso, a malincuore, condivisa col club. Abbiamo preso un allenatore con concetti molto forti per aiutare una squadra giovane. Una decisione così è meglio prenderla ad inizio stagione che a metà quando ormai è andata".

Sull'eredità del passato: "Forse una cosa su cui non siamo stati bravi noi e non è stata brava la proprietà è nel parlare e dire gli obiettivi, e nel dire quello che abbiamo ereditato. Abbiamo ereditato un club con un grave passivo, abbiamo fatto un mercato a zero, siamo stati banditi per l'Europa anche per le gestioni precedenti. Il cammino è difficile. I tifosi e chi guarda il Milan hanno un'idea più completa di quello che si vive qua".

Sul lavoro: "Sono convinto del mio lavoro, sto facendo al mio massimo, la mia permanenza come quella di tutti sarà legata ai risultati".

Su Berlusconi: "Un grandissimo presidente, il migliore che potessi avere. E' una persona a cui voglio bene. La sua tendenza a fare spesso le battute lo rende inelegante, ma l'affetto per lui rimarrà sempre immutato".

Sul ritorno al successo: "Ci vuole tempo, la mia storia è pesante. Il fatto che ci sia Zvone con me fa capire che non vogliamo tornare a quel livello tra dieci anni. La nostra presenza dovrebbe dare una garanzia per un rientro in determinati livelli in tempi accettabili. Se l'idea è di tornare competitivi tra quindici anni non saremo sicuramente quelli a capo della direzione sportiva".