Milan, lasciare San Siro è un dolore ma è l’unico modo per costruire nuovi ricordi vincenti

Milan, lasciare San Siro è un dolore ma è l’unico modo per costruire nuovi ricordi vincentiMilanNews.it
venerdì 3 marzo 2023, 19:00Primo Piano
di Redazione MilanNews

Dopo essersi incontrato con il Sindaco di Milano Beppe Sala, Gerry Cardinale è andato al Palazzo della Regione e ha avuto un incontro preliminare anche con il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, come seguito e raccontato dalla redazione di MilanNews.it. Troppo presto per sbilanciarsi in un giudizio o un altro, ma una cosa è certa: il Milan vuole costruire il proprio stadio e lo vuole fare al più presto. Dove? Nella zona di chi glielo consentirà per primo.

LO STADIO DI PROPRIETÀ, UN’URGENZA DEL CALCIO ATTUALE

Non ci si può girare intorno, non più: il gap economico tra il Milan e le squadre più forti d’Europa è troppo importante per non concentrarsi a pieno regime, con assoluta priorità, alla costruzione di un impianto di proprietà. Infatti, come riportato dal Sole 24 Ore il 28 febbraio 2023, solo la situazione di stallo di questi anni sta costando ai rossoneri circa 50 milioni all’anno per mancati ricavi dallo stadio. La burocrazia italiana non viene incontro alle esigenze dei club, come quelle del Milan ma non solo: è ancora nella memoria di tanti l’esperienza in tal senso della Roma, con James Pallotta arrivato a vendere il club, esasperato dai continui ostacoli che hanno - al momento - impedito di vedere costruito un impianto di proprietà giallorossa. La speranza di proprietà, dirigenza, tifosi e di tutto l’ambiente rossonero in generale è che i tempi delle attese siano prossimi a terminare e che si possa iniziare a costruire uno stadio il prima possibile. Continuare ad avere mancati ricavi di (almeno) 50 milioni all’anno non può che aumentare la forbice che divide il Milan da quello status che vuole riconquistare: Gerry Cardinale lo sa, potrà essere un uomo che prima di pochi anni fa non conosceva il Milan (come da sua stessa ammissione), ma qui si parla di know-how e l’esperienza nello sport del nuovo proprietario italoamericano dovrebbe fungere da garanzia: non deve essere lui ad intendersi di calcio (per quello ci sono Maldini, Massara e Moncada), deve assicurarsi che l’azienda funzioni e darle le risorse economiche necessarie per crescere, all’insegna della sostenibilità, concetto che ormai i tifosi rossoneri hanno assimilato con più o meno convinzione e che richiede intrinsecamente un aumento dei ricavi da parte dello stadio, in modo da poter investire cifre più pesanti in sede di mercato e nelle trattative per rinnovare i contratti di chi è già in rosa.

I RICORDI MIGLIORI SONO ANCORA DA COSTRUIRE

Comunque, se ancora non vi sono ufficialità riguardo la zona sulla quale costruire il nuovo stadio (anche se, come si sa, sembra favoritissima la zona de “La Maura”), una cosa certa già adesso è che sarà un dolore lasciare San Siro, casa del Milan dal 1926 e teatro di notti storiche e iconiche. Lo stadio condiviso con l’Inter ha regalato gioie e ha fatto vivere qualche patimento; è intriso di storia, passione, tradizione e vittorie. Non si può negarlo e sarebbe sciocco nasconderlo. Tuttavia, per quanto sia bello crogiolarsi nella malinconia dei ricordi più belli, non si può rimanere ancorati ad un passato meraviglioso, ma che passato rimane. La filosofia dei vertici societari rossoneri ricorda per certi versi quella di un’icona dello sport italiano, Enzo Ferrari, quando gli veniva chiesta quale fosse la miglior Ferrari mai costruita: la prossima. Allo stesso modo, con questa prospettiva e questo genere di progetto, non è ovviamente possibile definire quando il Milan tornerà ad essere una superpotenza europea, ma ai piani alti si lavora per far sì che i ricordi migliori del Milan siano ancora da costruire.

Di Luca Vendrame