Pochettino, Glasner o Jaissle: tre strade diverse per il Milan che verrà
Il Milan si trova davanti a una scelta che pesa molto più del semplice nome in panchina. Dopo tutte le difficoltà della stagione appena conclusa, e una struttura societaria ancora da definire, il nuovo allenatore dovrà essere molto più di un gestore. Dovrà dare identità, stabilità, credibilità ed anche una direzione tecnica chiara ad una squadra che oggi potremmo definire smarrita. Tre sono i nomi attualmente in corsa per prendere il posto lasciato vuoto da Massimiliano Allegri: Mauricio Pochettino, attuale CT degli Stati Uniti, Oliver Glasner, indicato dai più come uno dei principali favoriti alla panchina rossonera, e Matthias Jaissle, giovane scommessa oggi all'Al-Ahli.
MAURICIO POCHETTINO: NOME PESANTE, MA NON SENZA OMBRA
Tra i tre nomi in corsa quello di Mauricio Pochettino è il più prestigioso dal punto di vista internazionale, anche perché stiamo parlando di un finalista Champions con il Tottenham, oltre che un allenatore con decisamente più esperienza rispetto agli altri, visto che è sulla scena dal 2009. Nel corso della sua carriera ha attraversato diversi campionati, pressioni e ambienti: Espanyol, Southampton, Tottenham, PSG, Chelsea ed oggi la Nazionale degli Stati Uniti.
I numeri del tecnico argentino raccontano una carriera fatta di fasi molto alterne. All'Espanyol ha viaggiato a 1,22 punti di media a partita, al Southampton 1,45, ma è al Tottenham che ha compiuto il "grande" salto costruendo una sorta di capolavoro (personale più che di trofei): 293 partite, 160 vittorie e una media di 1,84 punti a gara. Al PSG ha alzato la media a 2,15, ma in un contesto dove vincere in Francia era quasi obbligatorio. Al Chelsea, invece, ha chiuso con un rendimento modesto, 1,78 punti a partita, senza riuscire a lasciare un'impronta prima di accettare la sfida alla fuida della Nazionale americana.
Il suo grande pregio, ovvero la capacità di lavorare con gruppi tecnici e giovani, spesso si è rivelato il suo più grande limite, visto che Pochettino ha spesso dato l'impressione di essere bravo a costruire competitività senza mai trasformarla in trofei, e quindi risultati. Non a caso in carriera ha vinto solo in Francia, dove però non è riuscito a far partire un ciclo vincente.
OLIVER GLASNER: IL PRAGMATICO VINCENTE CHE SA COSTRUIRE SENZA FARE RUMORE
Tra i tre profili in corsa quello di Oliver Glasner è il forse il profilo più equilibrato. Non ha il glamour di Pochettino ma potrebbe avere quella cosa che serve al Milan di oggi: concretezza. Allena dal 2012 ed ha costruito con pazienza e lavoro la sua carriera passo dopo passo, senza scorciatoie, passando prima per l'FC Liefering, poi per il SV Ried, LASK, Wolfsburg, Eintracht Francoforte e Crystal Palace.
Il percorso del tecnico tedesco racconta di una figura capace di incidere in contesti non sempre dominanti. Al LASK, ad esempio, ha avuto numeri eccellenti: 96 vittorie in 161 partite, 1,97 media punti a gara e il trionfo in Erste Liga. Al Wolfsburg ha confermato solidità con 1,67 punti di media a partita che in quel di Francoforte sono scesi a 1,51, ma c'è da dire che alla guida dei rossoneri ha vinto l'Europa League. Questo è il dato chiave di Glasner: non sempre produce numeri scintillanti, ma riesce a massimizzare quelli che porta a casa. Al Crsytal Palace salto e rendimento è stato ancora più interessante, anche perché l'austriaco ha portato 3 trofei in un club per nulla abituato a vincere.
Quindi come si potrebbe descrivere Glasner? Allenatore di struttura, transizioni, intensità e disciplina, compatibile con una squadra da riscotruire senza Champions League, obbligata però a fare bene in Europa.
MATTHIAS JAISSLE: LA SCOMMESSA GIOVANE DA VERIFICARE
L'ultimo dei tre nomi caldi per la panchina del Milan è quello di Matthias Jaissle, profilo più giovane, moderno, rischioso ma allo stesso tempo intrigante. Allena dal 2021 ma il suo numeri sono impressionanti. Al Liefering ha viaggiato ad una media di 2,12 punti in partita in 6 mesi di panchina, migliorandosi in quel di Salisburgo salendo a 2,28 a gara. All'Al-Ahli non si è smentito continuando ad avere un rendimento altissimo, da 2,15 punti di media a partita.
Ha già vinto due campionti austriaci, una Coppa d'Austria, una Supercoppa Saudita e 2 AFC Champions League Elite. Numeri notevoli per un allenatore così giovane, che comunque va analizzato con lucidità. I dati possono abbagliare, ma c'è da dire che Jaissle ha allenato in contesti forti rispetto alla concorrenza, dominando spesso e volentieri avendo una squadra superiore alle altre, cosa che il Milan ad oggi non è. Anzi: la formazione rossonera deve rinascere.
Il suo fascino sta nell'idea RedBull, che seguirebbe dunque quella di Glasner: intensità, verticalità, pressione, sviluppo dei giovani e calcio aggressivo. Se il Milan dovesse costruire un progetto futuribile Jaissle avrebbe decisamente senso, nonostante parleremmo comunque di una scelta coraggiosa ed interessante, soprattutto se inserita dentro una struttura chiara, magari con Rangnick. Ma senza questa il tedesco rischierebbe di diventare una scommessa esposta al vento che il Milan, oggi, non può permettersi.

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan

