Squalifica a Ibra: ecco perchè potrebbe essere ridotta

23.02.2012 12:00 di Andrea Fanigliulo   vedi letture
Squalifica a Ibra: ecco perchè potrebbe essere ridotta
MilanNews.it
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

15.30, questo più o meno l’orario della verità, l’orario in cui oggi il giudice sportivo dovrà esprimersi sul ricorso fatto dal Milan per la riduzione della squalifica da 3 a 2 giornate di Zlatan Ibrahimovic. L’attesa in casa rossonera, ma anche in quella bianconera, è tanta, anche perché statistiche a parte (senza lo svedese in campo il Milan viaggia ad una media punti superiore rispetto a quando gioca Ibra n.d.r.), la presenza in campo del “genio” di Malmoe, sposta e non di poco gli equilibri di un match che sa tanto di finale scudetto.
In questi giorni, ognuno ha espresso la sua opinione in materia; c’è chi è convinto che la squalifica verrà ridotta di una giornata e c’è chi è convinto che il fuoriclasse svedese dovrà scontare anche la 3° ed ultima giornata.
Noi, abbiamo interpellato degli esperti in materia di diritto sportivo, dei legali di fama nazionale  che ci hanno fatto chiaramente capire come nel caso in cui non fosse accolto il ricorso presentato dal club di via Turati, ci troveremmo di fronte ad una clamorosa “ingiustizia” che non avrebbe precedenti nel passato e nella stessa giustizia sportiva.
Infatti il ricorso del Milan deve essere assolutamente accolto, in quanto nei tre criteri di valutazione dell’accaduto, l’analisi dell’episodio è tutto a favore dello svedese:

1) Danno provocato.  E’ chiaro ed evidente come Aronica, dopo essere stato colpito dal buffetto di Ibra, sia tranquillamente rimasto in campo, non usufruendo delle cure dello staff medico-sanitario del Napoli (in quanto non ha subito danni al volto) e non si sia fatto male. Inoltre ha continuato a giocare e terminato la sua partita per tutti i 90 minuti.

2) Gestualità violenta o meno.  Il colpo dato dallo svedese al difensore napoletano è si sferrato da vicino, ma con la mano aperta e, dall’inquadratura frontale, si vede nitidamente che il viso dello stesso Aronica, sia stato colpito “solo” da una manata. Tanto per intenderci, nulla a che vedere con il pugno in pieno volto sferrato con tanta violenza e senza motivo da Dias a Van Bommel in Milan-Lazio,( quarti di Coppa Italia dello scorso 26 gennaio n.d.r.) e che ha portato a 3 giornate di squalifica, con la prova tv, dello stesso difensore laziale comunque rimasto in campo.

3)Provocazione.  Sfidiamo chiunque, anche il più acceso tifoso napoletano, a dire che nei momenti precedenti dell’accaduto, Aronica non abbia provocato nessuno. Prima la mezza gomitata a Nocerino, poi la presa per il collo/capelli, poi la mano alla gola…il tutto sempre al malcapitato centrocampista rossonero che non aveva fatto assolutamente niente e che cercava solo di chiedere spiegazioni all’arbitro Rizzoli per una decisione sbagliata, e che hanno portato proprio Ibrahimovic a correre in aiuto del suo compagno di squadra per prenderne le difese.

Quindi, alla luce dei 3 criteri fondamentali di valutazione e soprattutto considerando sia che il giudice sportivo nel comunicato stampa della squalifica non abbia utilizzato il termine “colpo violento” per descrivere l’episodio e sia che in base all’ultimo precedente che ha visto come protagonista lo stesso Ibra (colpo al costato del difensore Rossi in Milan-Bari dello scorso campionato e squalifica ridotta da 3 a 2 giornate n.d.r.), il ricorso presentato dall’avvocato Cantamessa per conto del Milan non può che essere accolto.
Non farlo, oltre a creare un clamoroso precedente in materia di giustizia sportiva, sarebbe “un’illegittimità” bella e buona nei confronti di un calciatore che paga spesso e volentieri per tutti e che proprio per il suo nome pesante (quanti come Ibrahimvoc ci sono in giro per il Mondo..???...nessuno!) ogni cosa che fa, viene ingigantita ed esasperata dai media ed ora anche dagli avversari…vero Chiellini???...cercando magari di farsi pubblicità e/o di vivere di luce riflessa, salendo alle luci della ribalta che solo il grande Zlatan riesce a catalizzare e ad avere tutte per sé perché è da sempre un numero 1.
Alla luce di tutto ciò, e dato che sabato sera a S.Siro è in ballo lo scudetto in una sfida bellissima,un Milan-Juventus d’altri tempi, un match per numeri 1 appunto…il giudice sportivo non può (e non deve…) togliere alla partita uno degli attori principali, un protagonista assoluto nel bene e “nel male” del nostro campionato italiano.