Ululati a Kessie: o siamo tutti bugiardi o qualcuno non ha voluto scrivere nulla (e fa finta di non sentire)

17.09.2019 17:32 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Ululati a Kessie: o siamo tutti bugiardi o qualcuno non ha voluto scrivere nulla (e fa finta di non sentire)

Gli ululati verso Franck Kessie non sono mai esistiti, i buu nei suoi confronti non sono mai stati intonati così come i cori nei confronti di Gigio Donnarumma. I giornalisti che hanno segnalato la cosa sono dei cazzari e al Bentegodi di Verona sono stati cantati solo cori di sostegno e canzoni provenienti dal libro dei canti della messa della domenica. È questo il quadro che emerge dal dispositivo emanato dal Giudice Sportivo, che non ha ricevuto nessuna segnalazione da parte degli ispettori di Lega presenti domenica sera a Verona. E allora le cose sono due: o tutti coloro che hanno denunciato i fatti realmente accaduti sono da querelare in massa, oppure è necessario fornire apparecchi acustici a chi è delegato a segnalare questi episodi deplorevoli. E pensare che un ispettore, sollecitato da tesserati del Milan sugli ululati, pare abbia minimizzato la cosa. E anche Manganiello, arbitro designato della gara, non ha segnalato nulla, così come il resto dei suoi collaboratori sul campo. Tutto molto strano. Eppure i filmati parlano chiaro, le testimonianze in loco anche, ma probabilmente siamo tutti dei bugiardi patentati, coalizzati per esaltare degli stereotipi, come sottolineato da uno dei due comunicati del Verona, che ne esce con la fedina penale pulita, ma con l’immagine demolita.

DUE PESI E DUE MISURE -  E pensare che meno di cinque mesi fa, per una bravata di Bakayoko e dello stesso Kessie che esposero la maglia di Acerbi come “trofeo di guerra”, si scatenò il finimondo, con anche l’allora ministro Giorgietti che intervenne sul tema, condannando i due giocatori rossoneri, poi oggetti di cori razzisti da parte dei tifosi della Lazio sia in una gara di campionato all’Olimpico sia nella semifinale di ritorno di coppa Italia, dove furono oltre 20 i cori intonati contro Bakayoko dandogli, in sostanza, della scimmia. Oggi, invece, non è successo nulla. Nessuno di quelli che hanno il potere decisionale ha sentito (o non ha voluto sentire e scrivere) niente. Prendiamo atto, ma se il prodotto calcio italiano non ha più grosso appeal sui mercati esteri, è anche colpa di queste negligenze e nefandezze.