Un "gigante-bambino": De Sciglio non smette di sorprendere

Un "gigante-bambino": De Sciglio non smette di sorprendereMilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
domenica 17 marzo 2013, 20:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

La vittoria sul Palermo porta punti e nuove conferme per un diavolo che ne aveva un disperato bisogno, soprattutto dopo la batosta del Camp Nou.
Se Mario Balotelli mette due volte la sua firma sulla partita, continuando con l’impressionante ruolino di marcia della sua esperienza rossonera (7 reti in 6 presenze è un bottino impressionante), a brillare nel pomeriggio uggioso di San Siro è stato Mattia De Sciglio.

Il terzino di Massimiliano Allegri (abbiamo difficoltà a definirlo destro o sinistro perché il ragazzo si districa con la medesima sicurezza su ambedue le fasce) si rende protagonista di una prestazione impressionante. Dovremmo dire che non ci sorprende più il numero 2 rossonero, ma la qualità e la personalità, quelle con cui entra in campo in una sfida psicologicamente complicata, continuano ad impressionare ogni partita di più. La sua gara è pressoché perfetta, si concede un paio di leggerezze in apertura di secondo tempo, quando la squadra sembrava un po’ in confusione ed aveva difficoltà ad uscire palla al piede, ma per il resto giganteggia, interpretando alla perfezione ambedue le fasi.
Per lui le partite si giocano tutte in differita. Sì, perché è come se le avesse già viste prima, non c’è altra spiegazione al suo arrivare puntualmente prima dell’avversario sul pallone. Si distingue in copertura, preciso nella posizione e nell’utilizzo del corpo, una diagonale dopo l’altra non concede un centimetro agli avversari, riuscendo a porre rimedio alle disattenzioni dei suoi compagni quando l’azione del Palermo riparte. Impressiona la personalità e la calma con la quale gestisce la sfera, trova sempre la giocata giusta in disimpegno, per poi materializzarsi sul fondo ad ogni occasione utile, scodellando cross a non finire e tutti di pregevole fattura, indifferentemente con un piede e con l’altro.
La squadra ha una fiducia smisurata in questo appena vent’enne, dopo Montolivo e lui la prima scelta in fase d’impostazione. La sfera gravita dalle sue parte in continuazione, lui l’addomestica e la gestisce sempre con la necessaria dovizia, con una consapevolezza inaspettata e forse incomprensibile se si guarda la carta d’identità di questo classe ’92.

Continua ad impressionare De Sciglio, Balotelli a parte (i gol di SuperMario sono talmente decisivi da non poter non meritare una menzione particolare), è lui il migliore in campo di un Milan che mostra spensieratezza e maturità, metabolizza l’amarissima crema catalana buttata giù martedì e si affida ai suoi ragazzi terribili per tornare a correre in Serie A, mantenendo il miglior passo nell’anno solare 2013, per una rincorsa al vertice che non si arresta.