Un Milan bello ma anche sporco e cattivo: Montella scuote la squadra in vista del crocevia
Dopo le tre sconfitte consecutive, contro Napoli, Udinese e Sampdoria, il Milan si trova ottavo in classifica, a cinque punti di distanza dal quinto e sesto posto. Il recupero contro il Bologna potrebbe ridurre sensibilmente il gap in classifica, rilanciando fin da subito il Diavolo nella corsa all'Europa League, ma per farlo servirà una vittoria non affatto scontata, per quello che potrebbe essere un vero crocevia della stagione. Vincenzo Montella, conscio dei problemi ma fiducioso in base alle certezze acquisite, ha espresso il suo diktat per la trasferta del Dall'Ara: "Questo è il momento di dimostrare, compreso me, di possedere l'orgoglio per allenare e giocare nel Milan per il presente e per il futuro".
QUESTIONE DI NUMERI - E' chiaro che gli ottimi risultati ottenuti tra settembre e dicembre, uniti al successo in Supercoppa Italiana, abbiano un po' "illuso" l'ambiente rossonero, il quale necessitava da tempo immemore di tornare a sognare in obiettivi più gloriosi. C'è però una via di mezzo tra il Milan secondo in classifica e questo, in crisi di risultati, bloccato in ottava posizione appaiato alla Fiorentina, altro club con una gara in meno. Eppure, a livello numerico e statistico, i rossoneri stanno esprimendo un calcio superiore a quello del recente passato. Peccato che il calcio non sia una scienza esatta, come ha inevitabilmente commentato Montella: "Il calcio non è uno sport di equazioni, i numeri non dicono sempre tutto. Non credo molto alla fortuna, sarebbe nascondersi. Non sempre vince chi gioca meglio".
RITORNO AL PASSATO - Per tornare a vincere bisogna giocare male? Non proprio, ma è necessario specchiarsi meno ed essere più pratici, "sporchi" e cattivi. Negli scorsi mesi il Milan non brillava certamente per bel gioco, ma era pratico, essenziale e cinico. La formazione rossonera era capace di chiudersi con ordine e ripartire, sfruttando le amnesie altrui e portando punti importanti a casa. Un po' l'opposto rispetto a ciò che sta accadendo ora. Montella, durante la conferenza stampa, ha spinto proprio su questo tasto, chiedendo maggior determinazione ai suoi: "Voglio vedere questa personalità, dobbiamo essere più risolutivi in area, essere più precisi e determinati, e voglio vedere anche i centrocampisti più presenti in zona gol". Una sorta di ritorno alle origini senza perdere quelli che sono stati gli innegabili miglioramenti sul piano del gioco, un passo fondamentale per riuscire a centrare l'obiettivo europeo.

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