Continuando a frenare non si va lontano
Un altro pareggio per il Milan di Allegri e, quindi, un'altra mezza delusione: i rossoneri a Genova hanno mostrato un gioco troppo lento e prevedibile, con un centrocampo senza fantasia e inventiva e ora anche con poco dinamismo; non sempre il tridente offensivo può risolvere tutti i problemi, soprattutto con un Ibrahimovic troppo nervoso e meno decisivo del solito, anche se lo zampino, anzi lo zampone, nell'azione del gol ce l'ha messo con un delizioso assist per Pato; il Milan d'autunno si è dissolto in inverno fra mille infortuni e altrettanti problemi, ma bisogna tornare in fretta a correre sul campo e in classifica se non si vuole sprecare quanto di buono era stato fatto e subire clamorose e beffarde rimonte. Un punto contro il Genoa non può bastare, soprattutto se si considera che quello del Ferraris è il secondo pareggio consecutivo e addirittura il quarto nelle ultime sei partite; certo non un andatura da scudetto e ciò fa preoccupare molto i tifosi rossoneri e, immagino, anche il tecnico Allegri, perchè questo non è il suo Milan, non è la squadra grintosa, cinica e concreta che aveva conquistato la vetta della classifica e staccato tutti, ma un gruppo che balbetta calcio inconcludente e sta frenando in modo netto, rischiando di compromettere la stagione. I rossoneri avrebbero anche meritato la vittoria, perchè comunque qualcosa in più del Genoa lo hanno creato, ma da una squadra che vuole primeggiare in campionato ci si aspetta molto di più e con questo andamento lento di questo inizio di 2011 non si va molto lontano.
Allegri rimescola un po' le carte rispetto alle intenzioni della vigilia: in attacco c'è Pato e non Cassano, a destra in difesa viene confermato Oddo e Bonera, con tanto di occhio nero dopo il colpo da K.O. di Kozak viene dirottato a sinistra al posto dell'infortunato Antonini; a centrocampo rientrano Gattuso e Vam Bommel a ricreare con Flamini la linea di tre mediani tanto cara ad Allegri e in attacco ci sono Robinho e Ibrahimovic a completare il reparto con il già citato Pato. La prima notizia semi-buona della giornata è che a livello di tifoserie non succede nulla di irreparabile: tanta tensione, lancio di fumogeni, petardi, bottiglie e bombe carta fuori e dentro lo stadio verso i circa mille tifosi del Milan giunti a Genova dopo ben sedici anni di embargo, qualche fermato dalla polizia ma nessun incidente davvero grave; gli utopisti che sognavano la riappacificazione con tanto di baci e abbracci saranno rimasti delusi, i pessimisti che temevano un ripetersi di quel tragico pomeriggio del gennaio 1995 avranno tirato un sospiro di sollievo, ma da quello che si è visto non si può certo dire che Genoa-Milan sia tornata ad essere una partita come le altre. In fondo era fin troppo prevedibile che non sarebbe andato tutto liscio: i genoani aspettavano da troppo tempo questo momento e tutti questi anni non avevano ancora rimarginato la ferita, se è vero che fra quelli che hanno tentato per tutto il pomeriggio l'assalto ai tifosi rossoneri c'erano molti reduci di quel 29 gennaio che nessuno ha ancora dimenticato, quindi accontentiamoci del fatto che almeno non sia successo nulla di grave, in attesa di tempi migliori che, forse, fra queste due tifoserie non arriveranno mai.
La sfida inizia con molto agonismo da parte di entrambe le squadre ma con poche emozioni; il Milan prova a fare la partita, il Genoa si chiude e punta sull'arma del contropiede per sorprendere i rossoneri, sulla carta più forti tecnicamente. Il primo brivido forte lo crea un tiro a lato di Robinho, ma poi le occasioni arrivano con il contagocce: Abbiati è attento e reattivo a deviare in angolo un violento tiro dalla distanza di Floro Flores, mentre dall'altra parte il Milan prova a far girare la palla, ma la manovra non decolla e insidiare la porta di Eduardo è un'impresa; ci vorrebbe il guizzo del solito Ibrahimovic, che con Pato più vicino all'area giostra su tutto il fronte dell'attacco e ancora una volta lo svedese non delude con un bell'assist con tanto di tunnel all'avversario che va a pescare Pato solo a pochi passi da Eduardo; il Papero non può sbagliare e porta in vantaggio il Milan, dimostrando che, dopo la doppietta in Coppa Italia contro la Sampdoria, il campo di Genova gli porta fortuna. Soprattutto quest'azione potrebbe definitivamente mettere a tacere le voci di scarso feeeling fra i due giocatori, perchè finalmente Pato torna a segnare con Ibra in campo e lo svedese dimostra di non aver preclusioni o antipatie nei confronti del giovane compagno, nonostante i rimproveri delle scorse partite. Il gol cambia l'inerzia della partita: il Genoa deve per forza di cose aprirsi maggiormente e sbilanciarsi, il Milan prova a sfruttare le ripartenze e in un magistrale contropiede orchestrato da Robinho, Pato si ritrova ancora a tu per tu con Eduardo, ma questa volta c'è una miracolosa deviazione di un difensore a vanificare tutto. Ibra è un po' troppo nervoso, ma l'ammonizione che riceve nel finale di tempo sembra francamente eccessiva, visto che il suo intervento è addirittura sul pallone e non sembra nemmeno falloso; la beffa è che da questo calcio di punizione parte l'azione del pareggio e sfortuna vuole che l'involontario assist per Floro Flores sia di Van Bommel; la difesa rossonera viene sorpresa, Bonera è poco attento e reattivo e l'attaccante rossoblu può battere l'incolpevole Abbiati a pochi secondi dalla fine del minuto di recupero; una vera disdetta, il momento peggiore per subire il gol del pareggio, perchè smorza l'entusiasmo dei rossoneri a ridosso dell'intervallo e ridà coraggio al Genoa, cambiando nuovamente l'inerzia della partita.
Il Milan inizia la ripresa in modo determinato e spinge sull'acceleratore alla ricerca del nuovo vantaggio: Flamini e Robinho si ritrovano a tu per tu con Eduardo, ma il portiere genoano questa volta non compie clamorose papere come in passato e, anzi, è reattivo è pronto ad uscire sui piedi dei due rossoneri e a salvare la sua porta. Allegri capisce che continuando così sarà davvero dura vincere e prova a dare la scossa inserendo Cassano al posto di Robinho e, qualche minuto dopo, Emanuelson al posto di Flamini; purtroppo nè l'una nè l'altra mossa sortiscono effetti apprezzabili, anzi dal momento in cui esce Robinho si spegne completamente la luce per i rossoneri che cominciano ad affidarsi esclusivamente al lancio lungo per Ibrahimovic, stretto nell'implacabile morsa di Dainelli e dell'ex Kaladze, che gioca una partita grintosa e determinata per dimostrare di non essere finito come qualcuno a Milano aveva pensato. Purtroppo la presenza di Cassano è impalpabile e Fantantonio non riesce ad incidere sul match anche se per lui questa partita è una sorta di derby sul campo che è stato il suo fino a poche settimane fa. L'unica occasione per i rossoneri scaturisce da un colpo di testa di Pato che si trasforma in assist per Ibra che, sempre di testa, prova a ribadire in rete da pochi passi ma trova sulla sua strada ancora l'efficace Eduardo che salva il risultato. Per il resto soltanto palle lunghe ed innocue e, così, il Genoa non fatica a contenere lo sterile assalto rossonero e nel finale prova anche a fare il colpaccio.
Delusione in casa rossonera per un risultato che non può accontentare nessuno: il Milan doveva vincere e, invece, ora sente il fiato degli avversari sul collo e la fuga è ormai terminata, ammesso che fosse mai iniziata. So che ciò che sto per dire non farà piacere a quel gruppo di tifosi che spesso fischia e contesta i giocatori che sto per citare, ma sembra proprio che in questo momento serva come non mai l'inventiva e il fosforo di giocatori come Pirlo e Seedorf, capaci di dare ordine a centrocampo e di inventare gioco, perchè i tre mediani danno solidità e concretezza ma non possono bastare se là davanti non c'è lo smalto dei giorni migliori. Inoltre manca come non mai un giocatore come Boateng e non è un caso che quando giocava lui come trequartista anomalo arrivavano gol e vittorie in serie, mentre da quando non c'è più il Milan si è spento e fatica tremendamente a segnare e, di conseguenza, a vincere. Ora non bisogna farsi prendere dall'ansia e dalla depressione, ma mantenere la calma e pensare a recuperare tutti gli infortunati per ritrovare la formazione migliore e, con essa, gioco e vittorie. Purtroppo sono stati buttati via quattro punti in pochi giorni e i rossoneri non sono riusciti a sfruttare una porzione di calendario in cui avrebbero dovuto come minimo mantenere il vantaggio sulle avversarie, se non addirittura incrementarlo e questo è ciò che più preoccupa, sia perchè tra poco ricomincerà anche la Champions, sia perchè il Milan ha molte insidie concentrate nel finale di campionato e sarebbe opportuno arrivarci con un buon vantaggio. L'unica buona notizia è che il Milan mantiene la vetta della classifica, ma giocando in questo modo non si va molto lontano e non si sa per quanto ancora potrà resistere il primato. Speriamo in una repentina inversione di tendenza, perchè i margini di errore si stanno esaurendo e non si può più permettersi il lusso di perdere altri punti, ma il Milan lento e senza idee visto a Marassi non fa certo dormire sonni tranquilli.
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