Derby da delirio

Derby da delirioMilanNews.it
© foto di ALBERTO LINGRIA
domenica 3 aprile 2011, 01:27Vista dalla Curva
di Davide Bin
Il Milan batte nettamente l'Inter del traditore Leonardo, conserva il primato e aumenta il vantaggio in classifica; un derby così è davvero memorabile!

Un, due, tre...il triplete vien da sè! E questa volta c'è ben poco da godere per i tifosi nerazzurri, che sognavano il clamoroso sorpasso e, invece, devono assistere all'accelerata della capolista, tornando a casa con tre gol sul groppone (il triplete, appunto, che in questo caso non sono trofei ma semplicemente reti). Dopo una vigilia di tensioni e paure, temendo che il sogno scudetto si trasformasse in incubo sorpasso, per i tifosi rossoneri è una serata da delirio puro, per una netta vittoria ottenuta da una squadra che voleva fortemente questo successo e l'ha ottenuto sfoderando un'ottima prestazione collettiva e dei singoli, che ha prima sorpreso e poi messo al tappeto un'Inter forse illusa dalle ultime scialbe partite del Milan. Leonardo dimostra di avere una certa allergia ai derby da quando fa l'allenatore (tre vissuti in panchina, tre sconfitte con nove gol subiti e zero segnati) e questa volta ben gli sta, visto che sedeva sulla panchina avversaria e il suo tradimento è stato il motivo conduttore dell'intera serata; la vendetta perfetta è andata in scena sugli spalti prima e sul campo poi, grazie anche all'ottima "prestazione" del successore di Leonardo sulla panchina rossonera, cioè Allegri, che ha preparato in modo impeccabile la partita, ha mandato in campo una squadra caricata a dovere e che sapeva perfettamente cosa fare per mettere in difficoltà gli avversari. Alla vigilia avevo detto che per il mister rossonero era l'occasione per dimostrare di essere davvero un grande allenatore sulla falsariga dei grandi tecnici che lo hanno preceduto sulla panchina rossonera nell'era berlusconiana (Sacchi, Capello, Ancelotti...), perchè questa sfida presentava mille difficoltà: mancava Ibrahimovic, l'uomo più importante e decisivo; la squadra era reduce dalla pessima prestazione di Palermo e sembrava in calo psicofisico; l'Inter arrivava al derby sull'onda dell'entusiasmo per la grande rimonta che sembrava sul punto di essere completata con il sorpasso e tutti i pronostici la davano per favorita; invece si è vista una sola squadra in campo per quasi tutta la partita (solo un po' di sofferenza nel finale del primo tempo), che non ha sbagliato l'approccio alla sfida, è entrata in campo carica come una molla, ha sbloccato il risultato dopo meno di un minuto e ha gestito bene il resto della partita, trovando il raddoppio nella ripresa e "rischiando" addirittura di dilagare (se solo Robinho fosse stato un po' più concreto sotto porta...). Grande Allegri, grande Milan, grande Curva Sud, grande pubblico...grande vittoria, per una serata che entrerà di diritto nella parte alta della classifica dei derby più entusiasmanti della gloriosa storia rossonera.

Serata calda e clima ottimo per una sfida che si preannuncia bollente per tanti motivi; il derby è sempre speciale ma questo lo è ancor di più e la tensione si respira nell'aria già avvicinandosi allo stadio; cancelli aperti molto presto (17:30) e stadio che si riempie progressivamente fino al "tutto esaurito", perchè nessuno vuole perdersi una sfida che può valere una bella fetta di scudetto. Prima del derby in campo c'è quello "del tifo", fatto di sfottò, striscioni ironici e coreografie; sui seggiolini della curva ci sono le classiche plastiche ma l'argomento della coreografia è ancora ignoto e si scoprirà solo al momento della sua apertura. Quando i giocatori entrano in campo per il riscaldamento, Gattuso schizza in campo come una palla di cannone e chiama con ampi gesti l'incitamento dei tifosi, ma anche molti compagni lo imitano, a dimostrazione che i giocatori sono carichi e vogliono a loro volta caricare l'ambiente, perchè partite come queste si vincono anche e soprattutto con una magica "simbiosi" fra giocatori e tifosi. Molti sostenitori rossoneri sono stati a Milanello in mattinata per far sentire il loro sostegno ad una squadra che sembrava un po' smarrita e in difficoltà e, a quanto pare, l'obiettivo è stato raggiunto, perchè volti e atteggiamenti dei giocatori dimostrano che c'è gran voglia di far bene. Al momento dell'annuncio delle formazioni inizia lo spettacolo della Sud, che si ricorda della sua vena artistica già sfoggiata anni fa (ricordate "L'urlo di Munch"?) e questa volta presenta addirittura "L'ultima cena" di Leonardo (ma va?!?), con ovvio riferimento, non tanto al geniale artista del passato, ma all'allenatore protagonista del grande tradimento e per questo definito "Giuda interista". Ovviamente per chi è in curva e partecipa alla coreografia sotto l'enorme striscione o tenendo le plastiche che formano il contorno, non è possibile vedere quanto sia bella e maestosa, ma a giudicare dai flash e dalla reazione del resto del pubblico è davvero uno spettacolo nello spettacolo.

Terminato lo spettacolo delle curve inizia quello del campo; Allegri conferma le intenzioni della vigilia, rilancia Zambrotta sulla fascia sinistra in difesa, piazza Seedorf nel trio di centrocampo accanto a Gattuso e Van Bommel e schiera Boateng trequartista e incursore alle spalle della coppia d'attacco Robinho e Pato. Scelte ben meditate e ponderate, perchè il mister ha avuto molto tempo per studiare e ideare la formazione da contrapporre ad un'Inter d'assalto con quattro attaccanti, che sicuramente si sbilancerà perchè deve vincere per completare la rimonta ma lascerà spazi. Ma tattiche, progetti e quant'altro saltano per aria dopo appena quaranta secondi, quelli che bastano al Milan per "spaccare la partita": Pato conclude in rete il primo assalto in area nerazzurra e San Siro esplode per la prima volta, visto che ci sono più di 70000 tifosi rossoneri e solo poche migliaia di interisti; davvero un ottimo modo di iniziare il cosiddetto "derby scudetto", ma ciò che più impressiona è la grinta e la determinazione dei giocatori di Allegri, che pressano, lottano su ogni pallone e mettono in difficoltà gli avversari, sorpresi da tanto ardore che fino a qualche tempo fa erano loro a sfoggiare. Purtroppo l'unica pecca è quella di non sfruttare le tante potenziali occasioni per raddoppiare e ci si mette anche un po' di sfortuna, visto che un bolide di Van Bommel va a schiantarsi sulla traversa, così l'Inter resta in partita e nel finale di tempo prende fiducia e coraggio e crea qualche brivido. Fantastica la respinta d'istinto di Abbiati sul colpo di testa di Thiago Motta che sembrava già dentro (e forse lo era); una parata che vale come un gol e, infatti, Christian la festeggia esultando verso la curva e ricevendo un boato davvero simile a quelli in occasione dei gol segnati. Incredibile, invece, l'errore di Eto'o in una delle rare disattenzioni di una difesa in cui, come al solito, giganteggiano Nesta e Thiago Silva; il camerunense si trova un pallone solo da sospingere in rete a pochi passi dalla linea di porta, ma sbaglia incredibilmente mira e grazia Abbiati, ma quando passa lo spavento e il brivido lungo la schiena, si capisce che questi sono i classici episodi che fanno capire che la partita è indirizzata sui binari giusti ed è la serata buona. Il primo tempo si chiude fra applausi scroscianti, perchè il Milan ha giocato bene, si è visto il giusto impegno per un'occasione così importante e per questo si possono anche perdonare eventuali errori.

L'attesa e temuta riscossa nerazzurra nella ripresa non c'è, nonostante l'infortunio di Gattuso dopo cinque minuti che costringe capitan Ringhio ad uscire (entra Flamini), anche perchè poco dopo arriva l'episodio che sbilancia ancor di più la sfida a favore del Milan; il solito scatenato Pato vola via in contropeide, viene steso da Chivu prima di entrare in area, ma si tratta di chiara occasione da gol e il romeno viene espulso. Nemmeno la conseguente punizione permette al Milan di raddoppiare, visto che il violento tiro di Thiago Silva viene respinto da Julio Cesar, ma è solo questione di tempo, perchè l'Inter sbilanciata e in dieci lascia autentiche praterie e corridoi in cui gli attaccanti rossoneri si infilano spesso e volentieri. La logica conseguenza della superiorità (non solo numerica ma nel gioco) del Milan è il raddoppio, che arriva quando Abate spinge sulla destra e un suo tiro sbagliato si trasforma in sontuoso assist per Pato che di testa infila in rete il secondo gol personale e della squadra. San Siro esplode per la seconda volta e mentre Pato, Robinho e Boateng ballano la samba, sugli spalti si fa festa, perchè questo è il gol decisivo per mettere al tappeto l'Inter. Saggiamente il Milan decide di abbassare i ritmi e mantenere il possesso palla, anche perchè gli avversari stanchi ed in inferiorità numerica non possono pressare e riconquistare palla e sono costretti a correre a vuoto, frustrati anche dagli irriverenti olè dei tifosi rossoneri che sottolineano ogni passaggio riuscito ai loro giocatori. Il Milan potrebbe punire ancor più severamente l'Inter, ma Robinho si dimostra ancora una volta sciagurato sotto porta e si divora almeno tre ottime occasioni, facendosi sempre respingere le sue conclusioni da Julio Cesar (e una volta da Cordoba); i tifosi lo premiano comunque con scroscianti applausi al momento dell'uscita dal campo (dentro Cassano al suo posto), perchè il brasiliano, come tutti del resto, ha giocato bene, ha corso molto e ha mostrato il solito grande impegno. Allegri capisce che la sfida ormai è decisa e concede la meritata standing ovation all'uomo partita, Pato, sostituendolo con Emanuelson; il Milan non è ancora sazio e vuole rendere più rotondo il punteggio; l'occasione arriva grazie al sontuoso lancio di Seedorf (ottima la sua prestazione) che pesca Cassano in area e costringe Zanetti al fallo da rigore; Rizzoli grazia il capitano interista (andava espulso), Fantantonio non grazia Julio Cesar, il triplete di gol è servito e San Siro esplode per la terza volta e ormai si può davvero far festa, perchè l'Inter è annientata, asfaltata, demolita e il trionfo rossonero è completo, anche se Cassano ne combina una della sue e, dopo essere stato ammonito per essersi tolto la maglia dopo il gol, commette un fallo inutile, vistoso e ingenuo e viene espulso (Rizzoli poteva usare un po' di buon senso e, comunque, anche il già ammonito Maicon aveva commesso in precedenza un fallo simile ed era stato graziato). Poco male, comunque, perchè il pensiero di tutti è già al fischio finale, quando finalmente potrà scattare il definitivo delirio per un successo fantastico, che ridà slancio al sogno scudetto dei rossoneri.

I giocatori corrono verso la curva tenendosi per mano, i tifosi cantano tutta la loro gioia, saltellano e, addirittura, inneggiano a Josè Mourinho, che detta così sembra un'eresia, ma altro non è che l'ennesimo sfottò nei confronti dei dirimpettai in curva Nord e di Leonardo, al quale staranno ronzando le orecchie dopo novanta minuti di assordanti cori dedicati "affettuosamente" a lui dal popolo rossonero. Una serata bellissima, una vittoria importante ed esaltante grazie ad una squadra pressochè perfetta che ha fatto una grande prestazione; forse nemmeno il più ottimista dei tifosi rossoneri aveva osato sperare in un simile epilogo e, invece, la squadra si è riscattata proprio nell'occasione più importante dopo un periodo difficile e ora guardare con ottimismo al futuro è più facile, anche se, dopo un eccessivo pessimismo alla vigilia del derby, non bisogna cadere nell'eccesso opposto di pensare che tutto sia già deciso dopo questo derby. La squadra non deve commettere questo errore che sarebbe imperdonabile e deve rimanere concentrata e cattiva come questa sera anche nelle restanti sette partite, per non vanificare tutto. Intanto si può dire che vincere i due derby in campionato fa rima con scudetto, visto che è accaduto l'ultima volta nel 2004, ma tutte queste considerazioni ora lasciano il tempo che trovano; godiamoci questa magica serata e questo derby esaltante che resterà negli occhi e nel cuore per molto tempo, perchè era una sfida attesa e temuta, uno scontro diretto per lo scudetto che il Milan ha dominato, lanciando un messaggio chiaro alla concorrenza, lo stesso che i tifosi rossoneri cantano a squarciagola uscendo dallo stadio impazziti di felicità: "Salutate la capolista!", perchè il Milan vuole fortemente lo scudetto e ora l'ha capito anche chi attualmente lo porta sul petto, non vorrebbe farselo strappare ma ha dovuto cedere alla legge del più forte, perchè i rossoneri hanno dimostrato di essere più forti e hanno mandato in delirio i loro tifosi, regalando una gioia immensa a tutti i cuori rossoneri.