Doppio Pato per un Milan a due volti
Era da tanto tempo che il Milan non superava i quarti di finale di Coppa Italia e per questo aver raggiunto il Palermo nella doppia semifinale in programma ad aprile e maggio è motivo di soddisfazione, nonostante la coppetta nazionale sia il terzo obiettivo in ordine di importanza, non solo per il Milan, ma per tutte le squadre che partecipano alle competizioni europee oltre che al campionato. I rossoneri hanno eliminato la Sampdoria nonostante le molte assenze e hanno dimostrato un deciso cambio di mentalità rispetto al recente passato, perchè nelle stagioni scorse un Milan con la rosa falcidiata dagli infortuni e in piena corsa per campionato e Champions League, probabilmente avrebbe scelto volontariamente di lasciar perdere la Coppa Italia per non sprecare energie preziose, mentre ora c'è grande voglia di ben figurare in ogni competizione e non si snobba alcun obiettivo. Come già detto, il Milan era in formazione fortemente rimaneggiata, al punto di dover gettare in campo i due nuovi acquisti olandesi, uno dei quali, Van Bommel, era arrivato a Milano da poche ore, ma non si è tirato indietro, ha giocato senza nemmeno conoscere i nuovi compagni e, tutto sommato, ha fornito una buona prestazione e ha dato un contributo importante, perchè è giocatore di grande esperienza e lo ha dimostrato anche in quest'occasione, soprattutto nella ripresa quando c'era bisogno di solidità e concretezza. I rossoneri hanno passato il turno perchè nel primo tempo sono scattati dai blocchi di partenza con grande impegno e motivazione e hanno messo immediatamente sotto una Sampdoria troppo timida e remissiva; la doppietta di Pato nella prima metà del tempo ha lanciato il Milan verso la semifinale e sembrava una garanzia per una serata tranquilla ma poi, nella seconda metà del tempo e nella ripresa, gli uomini di Allegri si sono rilassati e hanno arretrato il baricentro, la Sampdoria ha dimezzato subito il risultato e da lì in poi il Milan ha sofferto, ha corso qualche pericolo ma ha resistito e ha portato a casa una vittoria preziosa che significa qualificazione alle semifinali di Coppa Italia.
Allegri, anche se ne avesse voglia, non può permettersi di fare turn-over, perchè è stato costretto a lasciare a casa ben dodici uomini e un intero reparto, il centrocampo, quindi deve limitarsi a tre novità: Roma fra i pali al posto di Abbiati; Oddo, capitano per l'occasione, a destra in difesa e, questa sì è una sorpresa, Ibra in panchina; le punte sono Pato e Robinho, Merkel agisce da trequartista e a centrocampo c'è Thiago Silva con i due olandesi nuovi, Emanuelson e Van Bommel; in difesa viene confermata la coppia centrale Yepes-Sokratis, con Antonini a sinistra in attesa delle mosse della società sull'eventuale nuovo terzino sinistro. In panchina insieme a Ibrahimovic va, come ampiamente previsto alla vigilia, il grande ex Cassano, accolto con molti fischi dai tifosi della Sampdoria quando esce dal tunnel degli spogliatoi; dallo spicchio di stadio occupato dai tifosi rossoneri arrivano cori e applausi e Fantantonio risponde con un saluto e va ad accomodarsi in panchina; il passato ormai è alle spalle, il presente e il futuro di Cassano si chiamano Milan e lui ormai è perfettamente calato nelle sua nuova realtà e vuole proseguire il suo inserimento nel gruppo che è già a buon punto.
Nonostante le tante assenze e due giocatori praticamente estranei al gruppo, il Milan dimostra subito di essere organizzato e compatto e la prima metà del tempo è dominata dagli uomini di Allegri; la Sampdoria, anch'essa molto rimaneggiata (8 assenti), si chiude e prova a resistere, ma il Milan è determinato, spinge, mantiene il possesso palla e sfrutta i veloci inserimenti sulle fasce dei laterali e del sempre mobile Robinho. Il primo acuto è proprio del nuovo arrivo Emanuelson, che mostra le sue qualità saltando due avversari e servendo Merkel, il cui tiro esce di pochissimo; è ancora il giovane centrocampista a farsi trovare pronto sull'assist di Robinho, ma l'anticipo di Palombo non gli consente il tiro in porta. Il Milan prova varie soluzioni per avvicinarsi alla porta avversaria e gestisce senza problemi la partita e la logica conseguenza di tutto ciò è il gol del vantaggio che arriva quando Thiago Silva di testa serve Pato che con un preciso diagonale non lascia scampo a Da Costa; cinque minuti dopo arriva il raddoppio, con Emanuelson che resiste ad una carica di un avversario e verticalizza per Pato, che si libera con un tunnel di Volta e non può sbagliare a tu per tu con il portiere avversario, battuto con un violento tiro dal basso verso l'alto. Uno-due terribile per la Samp, partita in discesa per il Milan e qualificazione in cassaforte, ma non si può distrarsi e bisogna insistere e mantenere alta la concentrazione; invece i rossoneri si rilassano, calano il ritmo e i blucerchiati, che ormai non hanno nulla da perdere, si rovesciano in avanti: Palombo tira fuori di poco, Macheda costringe alla deviazione sopra la traversa Roma e poi sfiora il palo con un rasoterra; Maccarone ha l'occasione più ghiotta a pochi metri dalla porta ma una miracolosa deviazione con il corpo di Sokratis salva il Milan. Nel finale di tempo i rossoneri sfiorano il terzo gol e il protagonista assoluto è sempre Pato, che prima serve un assist a Robinho,vanificato da una deviazione di un avversario, poi tira un rasoterra a fil di palo.
La ripresa inizia con una buona occasione per il Milan che fa ben sperare (Merkel anticipato da Da Costa al momento del tiro), ma poco dopo arriva il gol della Sampdoria: cross di Maccarone e la difesa rimane immobile lasciando Guberti libero in area piccola e la sua deviazione di testa è vincente. Partita riaperta e bisogna prepararsi a soffrire: la Samp spinge, il Milan resiste e si affida al contropiede, soprattutto con il veloce Robinho che ci prova con un tiro parato da Da Costa, poi è solo Sampdoria, che ci prova con generosità ma con scarsa pericolosità, se si eccettua un tiro di Macheda non trattenuto da Roma e che Maccarone non riesce a ribattere in rete. Di Carlo cambia la sua Samp per tentare di dare vivacità alle manovre di attacco, Allegri reagisce solo nel finale con la coraggiosa e sfrontata mossa tanto attesa per diversi motivi dai tifosi delle due squadre: esce Robinho entra Cassano, fischiatissimo da tutto lo stadio ad ogni tocco di palla. In seguito entra anche Jankulovski al posto di Antonini e, nel finale, Ibrahimovic al posto di Pato; i due olandesi, quindi, restano in campo per tutti i novanta minuti, a conferma della loro buona prestazione. La vendetta sportiva di Cassano sarebbe perfetta se il suo tiro dal limite allo scadere finisse in porta invece che fuori di poco; brividi per i tifosi doriani, apoteosi solo sfiorata per quelli rossoneri, ma ormai siamo già nel recupero e a Fantantonio basta e avanza poter uscire vittorioso dallo stadio che è stato suo fino a qualche mese fa, così come il Milan può essere soddisfatto per una qualificazione ottenuta tutto sommato meritatamente fra mille problemi e difficoltà e nonostante una prestazione a due volti, ottima in avvio di partita, meno convincente e più rinunciataria dopo il doppio vantaggio, che forse ha illuso tutti troppo presto.
Allegri ha molti motivi per sorridere: l'ottima prestazione di Emanuelson, molto veloce e propositivo, la buona prova di Van Bommel, prezioso soprattutto nella ripresa quando c'è stato bisogno di fare a sportellate con gli avversari e il roccioso olandese non si è tirato indietro, cercando anche di organizzare il centrocampo con la sua esperienza; un Pato ritrovato, autore di due bei gol e, probabilmente, pungolato a dovere dalla doppia esclusione impostagli dopo la serataccia di Lecce; la conferma delle doti di Robinho, mobile e fantasioso anche se poco lucido al momento del tiro in porta; la continua crescita di Merkel, che ha personalità e ottima visione di gioco; la consapevolezza che in difesa ci sono buone alternative, viste le positive prestazioni dei vari Oddo, Sokratis e Yepes, che danno la possibilità a Thiago Silva di spostarsi in avanti a centrocampo a dare una mano in caso di emergenza; la piacevole scoperta che il Milan sa vincere anche senza Ibra e attualmente non è dipendente da nessuno, visto che le tante assenze non impediscono di ottenere risultati positivi. Allegri ha costruito un gruppo solido, ha dato le giuste motivazioni e i risultati si vedono; nessuno può dire ora come finirà la stagione: il Milan è in corsa su tutti i fronti e potrebbe vincere tutto così come rimanere malinconicamente ancora a "seru tituli", ma è bello vedere una squadra che ci mette il massimo impegno in ogni competizione nonostante l'emergenza e che vuole assolutamente vincere il più possibile, perchè è così che si comportano le grandi squadre e speriamo che al momento di giocare la doppia semifinale contro il Palermo, cioè a fine aprile-inizio maggio, la Coppa Italia sia ancora il terzo obiettivo in ordine di importanza, perchè vorrebbe dire vivere un finale di stagione davvero emozionante ed esaltante, comunque vada a finire.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


