Il Milan non si ferma più

Il Milan non si ferma piùMilanNews.it
lunedì 17 dicembre 2012, 01:48Vista dalla Curva
di Davide Bin
Quarta vittoria consecutiva in campionato per i rossoneri: poker di gol al Pescara nel giorno del compleanno e alta classifica più vicina grazie alle sconfitte di Inter, Roma e Napoli...davvero un giorno di festa!

Nel giorno del suo compleanno, un arzillo diavoletto di 113 anni organizza una festa proprio perfetta: quarta vittoria consecutiva in campionato segnando quattro reti, la prima addirittura dopo pochi secondi e anche gli avversari sono in vena di regali (ben due autoreti), anche se fanno soffrire un po' il popolo rossonero riaprendo la partita dopo il 2-0, salvo poi autopunirsi con il secondo autogol che chiude la sfida. Le buone notizie, però, non vengono solo da San Siro, bensì anche da altri campi: dall'Olimpico di Roma, dove l'Inter seconda in classifica perde contro la Lazio; dal Bentegodi di Verona, dove la Roma si fa beffare dal Chievo e pure dal San Paolo di Napoli, dove i padroni di casa perdono clamorosamente contro il Bologna. Ciò significa che il Milan ora è a soli due punti dalla Roma, quindi a portata di sorpasso nello scontro diretto di sabato prossimo, ma addirittura il secondo posto è a sette punti, che sono sempre tanti, ma sembrano pochissimi ripensando a dov'erano i rossoneri solo un mese fa, quando si parlava addirittura di zona retrocessione e di stagione fallimentare. Il Milan risale la classifica a passo spedito e a suon di gol, ma questa volta il risultato rotondo non deve ingannare, perchè la squadra di Allegri ha sofferto molto proprio quando la partita sembrava chiusa, si è improvvisamente addormentata, come a Torino, quando il successo pareva in cassaforte e solo un paio di circostanze fortunate hanno nuovamente indirizzato la sfida dalla parte dei rossoneri: il palo di Balzano e il secondo autogol di Jonathas, cioè dal possibile 2-2 al più rassicurante 3-1, che poi il Faraone El Shaarawy ha trasformato in poker con il 14° gol del suo fantasmagorico campionato. A sbloccare il risultato, invece, è stato Nocerino, che ha definitivamente superato l'Ibradipendenza e si è ripetuto dopo il gol di Torino, tornando quello che "fa i gol" come cantano i tifosi della Curva Sud.

Allegri schiera la formazione più affidabile: in porta c'è Amelia che sembra aver momentaneamente spodestato Abbiati; in difesa De Sciglio e Constant sulle fasce e la coppia colombiana Zapata-Yepes al centro, perchè Bonera non è ancora pronto al rientro e Mexes è influenzato; a centrocampo capitan Ambrosini sostituisce il lungodegente De Jong e ha al suo fianco Montolivo e Nocerino, mentre in attacco El Shaarawy e Robinho agiscono ai lati di Pazzini, centravanti "vero" perchè quello "falso" (Boateng) ha qualche problema alla caviglia. Giornata fredda e nebbiosa a Milano e ciò tiene lontano il grande pubblico da San Siro, compensando in negativo il vantaggio dei prezzi dimezzati per i biglietti di quest'ultima partita casalinga del 2012; clima di festa, perchè Natale è vicino ed è il compleanno della gloriosa società rossonera, ma lo stadio rimane mezzo vuoto, come quasi sempre in questa stagione, anche se la Curva Sud non fa mancare il suo incitamento e augura buon compleanno alla squadra con uno striscione, oltre a farsi sentire con i soliti cori.

Nemmeno il tempo di accorgersi che la sfida è iniziata ed è già tempo di gol: El Shaarawy riceve da Robinho e mette al centro un traversone basso che Nocerino devia in rete facilmente da pochi passi, confermando di aver ritrovato i tempi e la capacità di inserimento davanti alla porta che aveva nella scorsa stagione; un'ottima notizia per Allegri e per i tifosi rossoneri, che si stropicciano gli occhi non solo per il gol del Noce, ma anche perchè una volta tanto il Milan è partito forte e non ha regalato l'avvio di partita agli avversari in attesa del salutare ceffone (gol subito) per far scattare la rimonta. Ci si aspetta una partita facile facile, una squadra capace di chiudere al più presto la gara e, in effetti, il Milan ci prova, con il possesso palla e tentando di aggirare una difesa che rimane chiusa e arroccata nonostante lo svantaggio; ci sono pochi spazi e bisogna provarci con il tiro dalla distanza o con azioni manovrate che riescano ad aprire la difesa avversaria: El Shaarawy impegna l'amico Perin con un velenoso tiro sul primo palo, Pazzini e Constant creano altri due pericoli, ma la produzione offensiva del Milan si ferma qui, nonostante il dominio quasi totale del gioco. Il Pescara replica solo con un tiro di Togni che costringe Amelia a distendersi e a deviare in angolo, ma per il resto i rossoneri sembrano padroni del campo e commettono l'unico errore di non riuscire a segnare il secondo gol, che farebbe passare a tutti un intervallo più sereno.

Bisogna tenere alta la soglia di attenzione e non abbassare la guardia, confidando anche nella capacità del Milan di giocare secondi tempi nettamente migliori dei primi, anche se il gol lampo di Nocerino ha già cambiato le consolidate abitudini dei rossoneri. Invece la difesa si distrae subito, lascia libero Bjarnason e il suo colpo di testa, centrale e facilmente bloccato da Amelia, è un campanello d'allarme che risuona a San Siro. Il Pescara prova a metterci maggiore velocità, ma viene punito, anzi si autopunisce, dopo pochi minuti: tutti sanno che raramente i corner battuti dal Milan sono insidiosi e, infatti, è Abbruscato il vero centravanti dei rossoneri, segnando clamorosamente nella sua porta con un avvitamento di testa da vero attaccante che, però, ha sbagliato area...
Regalo di compleanno che il Diavolo scarta volentieri, portandosi su un rassicurante 2-0; ti aspetti la goleada ed un Pescara che molla, invece gli abruzzesi reagiscono e trovano la rete sfruttando il punto debole del Milan, ovvero i palloni spioventi in area da calcio piazzato; in fondo siamo in clima natalizio e la difesa rossonera manda in scena per l'ennesima volta un grazioso presepe, composta da belle statuine che assistono immobili al colpo di testa di Terlizzi che non dà scampo ad Amelia e dimezza lo svantaggio. Da questo momento inizia un'altra partita, con il Pescara scatenato che pressa, corre, recupera palloni e spinge in avanti, mentre un Milan imbambolato e pericolosamente in affanno si lascia comprimere nella sua trequarti. La paura diventa terrore quando Balzano scaglia da lontano un rasoterra che Amelia battezza fuori, restando immobile e, invece, il pallone va a sbattere sul palo, facendo scorrere lunghi brividi (e in questo caso il freddo non c'entra) lungo le schiene dei tifosi rossoneri. Mentre la nebbia fa capolino dal buco sopra il secondo anello arancio (dove manca il terzo anello), anche il Milan è improvvisamente annebbiato e rischia grosso; Allegri prova a dare la scossa inserendo Boateng al posto di Robinho e il Boa si presenta con una bella accelerazione che ridà coraggio e voce ai tifosi, ma poi ci pensa il Pescara a "suicidarsi" e a cancellare le speranze di rimonta con il secondo autogol; evidentemente gli abruzzesi sono in vena di regali e dopo quello di compleanno arriva anche quello di Natale, quando Jonathas devia di testa in rete il cross da corner di El Shaarawy. Anche lo speaker dello stadio è un po' imbarazzato nel dire il nome dell'autore del gol, che ovviamente non è un rossonero ed è costretto a spiegare la dinamica dell'azione, ma il Faraone vuole un gol tutto suo in una giornata di festa come questa e lo trova spingendo in rete da pochi passi un bell'assist di Pazzini. A questo punto Allegri toglie proprio i protagonisti dell'ultimo gol (diffidati) mandando in campo Niang e Muntari, ma la partita ormai ha poco da dire e si può far festa, perchè questo Milan viaggia a forza quattro, segna con regolarità, vince e prosegue la sua scalata verso l'alto. Alla fine ci sono applausi per tutti e lo scambio di auguri reciproco fra squadra e tifosi; è stata una bella giornata, è arrivata un'altra vittoria importante anche se più sudata del previsto, soprattutto dopo aver sbloccato così in fretta la partita, ma era fondamentale continuare a fare punti e a mettere pressione a chi sta davanti e ciò è puntualmente avvenuto, al punto che ora il Milan ha la ghiotta occasione di compiere un sorpasso a Roma, in una sfida che è un autentico scontro diretto. Il cuore rossonero sarà anche un po' vecchio (113 anni), ma batte ancora forte e ora le squadre che stanno davanti sono avvisate: il Milan è tornato, non si ferma più e vuole proseguire su questa strada, finalmente quella giusta che può portare lontano.