Il "ringhio" rossonero terrorizza la Juve
Un'altra vittoria pesante come un macigno, altri tre passettini verso lo scudetto, un altro successo prestigioso dopo quello di lunedì contro il Napoli; il Milan lancia un altro chiaro segnale alle rivali e il messaggio viene spedito addirittura da capitan Gattuso, che non segnava da tre anni e ha sicuramente scelto il momento migliore per tornare al gol, un gol d'autore all'Olimpico di Torino che rende ancor più soddisfacente di quanto già non sia la vittoria contro i "gobbi" e manda in delirio il popolo rossonero; solo fra qualche settimana sapremo se si tratta di un gol scudetto, ma sta di fatto che, come avevamo detto alla vigilia, vincere nella Torino bianconera, soprattutto nel girone di ritorno, porta fortuna e spesso fa rima con tricolore, quindi si tratta di una vittoria importante ma anche di un "talismano". Non è stata una partita spettacolare, non si è visto un Milan brillantissimo, ma i rossoneri hanno giocato da grande squadra che sa come e quando vincere le partite e sono stati cinici ed opportunisti a sfruttare il momento giusto per mettere al tappeto una rivale volenterosa ma impacciata per il momento negativo che sta vivendo. In pratica, man mano che si svuota l'infermeria stiamo ritrovando il Milan pre-natalizio, che molto spesso non incantava ma vinceva sempre e comunque ed è molto positivo il fatto che per la seconda partita consecutiva Abbiati sia stato spettatore non pagante e torni a Milano con i guantoni puliti; la difesa è un muro invalicabile, il centrocampo non è composto da piedi sopraffini e non ha un vero e proprio regista, ma protegge al meglio il reparto arretrato e garantisce inserimenti offensivi che spesso fanno la differenza e poi là davanti c'è un certo Ibra che sarà stanco, acciaccato e appannato in quanto a pericolosità offensiva (non segna su azione da molto tempo), ma trasforma in oro ogni pallone che tocca, perchè qualunque lancio verso l'attacco è preda dei suoi piedoni o del suo vasto petto o della sua testa e le sue sponde sono sempre intelligenti e preziose, come dimostra il gol vittoria, ma anche qualunque altra occasione costruita dai rossoneri, in cui c'è sempre il suo zampino.
Allegri perde all'ultimo momento il suo attaccante più in forma, Pato, costretto a tornare a Milano, insieme a Oddo, per un attacco influenzale; spazio, quindi, a Cassano come spalla di Ibra, con Boateng trequartista e Robinho che parte dalla panchina; a centrocampo un bel trio di mediani rocciosi come Gattuso, Van Bommel e Flamini a proteggere la stessa difesa schierata contro il Napoli. Un Milan che deve vincere ma non vuole andare allo sbaraglio contro un avversario ferito e in crisi, ma proprio per questo molto pericoloso, anche perchè contro le grandi squadre riesce sempre a trasformarsi e a fare risultato con ottime prestazioni; inoltre c'è da vendicare la sconfitta dell'andata ma, soprattutto, bisogna evitare di galvanizzare chi insegue in classifica e sogna di potersi avvicinare alla capolista. L'Olimpico di Torino è pieno (e ci vuole poco vista la limitata capienza) ma il settore più gremito è sicuramente quello "ospiti" perchè c'è grande entusiasmo nel popolo rossonero (e infatti la curva ha organizzato anche una coreografia da trasferta per l'occasione), mentre i tifosi bianconeri sono irritati per i recenti risultati negativi e possono solo sperare in un risultato di prestigio per migliorare una classifica negativa. Il Milan, però, non può permettersi regali e deve conquistare i tre punti e questo rende ancor più attesa e intrigante questa partita in cui nessuno può rimanere a secco di punti o non fare bottino pieno.
La Juve prova a partire forte, ma ben presto è il Milan ad uscire dal guscio e a salire in cattedra: la prima occasione capita sui piedi di Ibra che riceve un cross di Flamini e tira fuori, ma non si tratta di un suo errore, quanto di una deviazione miracolosa di Traorè che nemmeno l'arbitro e i suoi collaboratori vedono ma che di fatto è decisiva. Gli inserimenti dei centrocampisti (Allegri docet) fanno la differenza e, così, anche la seconda occasione nasce dai piedi di Flamini, passa per quelli di Boateng e viene conclusa da Cassano che slalomeggia bene in area ma poi scivola e conclude alto. Sembra il preludio ad un dominio rossonero, ma progressivamente il Milan diventa sempre meno pericoloso, anche se continua a fare la partita; intanto la difesa è un muro sul quale vanno a sbattere tutti i timidi tentativi dei bianconeri e solo Krasic mette qualche brivido con un veloce contropiede, ma sul più bello l'azione sfuma, proprio per una tempestiva chiusura della difesa. Ecco allora che lo spavento più forte per i tifosi rossoneri viene dallo scontro fra Boateng e Felipe Melo, con il brasiliano che in pratica calcia involontariamente il piede del ghanese e gli provoca una distorsione alla caviglia; fasciato e zoppicante il Boa torna in campo e sfiora il gol con una verticalizzazione delle sue, ma poi dovrà arrendersi ed uscire nell'intervallo. L'ultima potenziale occasione nasce da un feroce pressing di Ibra che manda in panico una difesa non certo impeccabile, ma poi lo svedese si scontra con Cassano e l'azione sfuma, confermando che il Milan ha il controllo della partita, ha costruito le azioni più nitide, ma non è riuscito a concretizzare la sua superiorità su un avversario praticamente inoffensivo.
La ripresa si apre con Robinho al posto dell'infortunato Boateng e con lo stesso copione del primo tempo: il Milan attacca e prova a vincere la partita ma non crea occasioni colossali, perchè il colpo di testa di Flamini è troppo debole e la punizione di Ibra parte da troppo lontano per trafiggere Buffon, anche se il rasoterra è potente e preciso. La Juventus si vede in avanti solo con qualche innocuo cross che crea giusto qualche brivido, ma per il resto è il Milan a fare la partita e il gol che arriva a metà tempo sembra la logica conseguenza della superiorità rossonera: Ibra raccoglie un lancio lungo e fa sponda verso il centro, Gattuso si inserisce alla perfezione e conclude verso la porta con un tiro che in verità non è irresistibile ma che batte un non impeccabile Buffon. Milan in vantaggio e spicchio rossonero di Olimpico in delirio, visto anche il nome del marcatore; Allegri decide di coprirsi e di accentuare il possesso palla e manda in campo Seedorf al posto di Cassano; il Milan continua a dominare, la Juve non reagisce e l'unica pecca è quella di non riuscire a chiudere la partita con il gol del raddoppio, perchè in questi casi si rischia la beffa anche contro un avversario confuso e alle corde. L'occasione migliore nasce da un lancio di Seedorf verso il solito Ibra che fa da sponda come nell'occasione del gol per l'inserimento di Flamini che, però, viene ostacolato da Robinho e l'azione sfuma con un debole tiro del brasiliano deviato in angolo da un difensore. La Juve continua a fare scena muta davanti ad Abbiati, nonostante gli ingressi di Del Piero e Iaquinta e, così, il peccato di non aver chiuso la partita risulta veniale e non mortale per i rossoneri, infastiditi solo da un paio di mischie nei minuti finali che fanno, però, il solletico ad una difesa impeccabile con un monumentale Thiago Silva (seppur non al meglio per un indisposizione e, infatti, dopo pochi minuti dall'inizio si stava scaldando Yepes ma poi l'allarme è rientrato). In pratica bisogna aspettare fino alla fine per poter gioire anche se la Juve è stata totalmente inoffensiva, ma finalmente dopo quattro minuti di recupero si può far festa per una vittoria importante e che ha un sapore particolare, come tutte quelle ottenute contro una rivale storica. I giocatori si prendono per mano, invitati da Gattuso, capitano, leader e per una sera match-winner e corrono sotto il settore occupato dai tifosi rossoneri, lanciano le maglie e dimostrano di essere molto soddisfatti per aver superato brillantemente un ostacolo che poteva essere insidioso, anche se in realtà si è dimostrato molto meno difficile da affrontare di quanto non sembrasse alla vigilia.
Vittoria meritata, vittoria importante, vittoria che mette pressione alle rivali che inseguono: dopo un paio di settimane in cui erano state le vittorie dell'Inter in anticipo a mettere pressione ai rossoneri, ora è bello addormentarsi per una notte a +8, dopo aver vinto su un campo non facile; il Milan vola a 61 punti e ora sono gli altri a sentire la pressione e a dover vincere a tutti i costi, perchè questa squadra non sembra avere intenzione di fermarsi e ha superato in scioltezza due ostacoli difficili pur senza incantare dal punto di vista del gioco. E' bello che una volta tanto il protagonista assoluto e l'uomo decisivo sia Gattuso, soprattutto dopo quello che gli è successo in Champions; contro il Tottenham ha perso la testa, a Torino ha fatto in modo che la sua squadra conservi la testa della classifica con un buon margine e ciò mitigherà la sua rabbia per non poter giocare mercoledì a Londra in Champions League; ma ora godiamoci questa vittoria e non pensiamo ancora al Tottenham, perchè vincere a Torino è sempre una grande soddisfazione per tutto l'ambiente rossonero e non conta che il successo sia stato ottenuto contro una Juventus in tono minore e con mille problemi; il Milan ha giocato da grande squadra, perchè questo è un gruppo compatto e unito che ha la consapevolezza dei propri mezzi e si rende conto che il traguardo è sempre più vicino ma ancora terribilmente lontano e non vuole mollare proprio sul più bello. Il "ringhio" rossonero spaventa la concorrenza e risuona alto nel cielo di Torino, per far capire a tutti chi è per il momento il padrone del campionato, con una grande voglia di rimanerlo fino alla fine, perchè vincere a Torino spesso fa rima con tricolore e ciò rende ancor più dolce ed esaltante la notte di Juve-Milan, un'altra notte magica da ricordare a lungo!
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