Semplicemente campioni! Lo scudetto torna sulle maglie giuste!

Semplicemente campioni! Lo scudetto torna sulle maglie giuste!MilanNews.it
© foto di Alberto Fornasari
domenica 8 maggio 2011, 02:00Vista dalla Curva
di Davide Bin
Il Milan conquista all'Olimpico di Roma il punto che mancava, scuce lo scudetto dalle maglie dell'Inter ed è campione d'Italia per la diciottesima volta...inizia la festa!

Un punto serviva e un punto è arrivato, scatenando la festa all'Olimpico di Roma, in Piazza Duomo a Milano e dovunque i tifosi rossoneri abbiano deciso di celebrare la conquista del 18° scudetto; come sette anni fa il Milan ha conquistato lo scudetto contro la Roma, anche se a campi invertiti e ha finalmente reso ufficiale e aritmetico ciò che era già certo, perchè ormai non c'erano più dubbi, già dalla scorsa giornata. La partita dell'Olimpico non ha detto molto, ma ha confermato che questa squadra è tosta, solida, forte e compatta: la difesa è impenetrabile, il centrocampo lotta e ringhia, l'attacco questa volta non è andato a segno, ma in fondo nemmeno serviva e, infatti, il trionfo è arrivato lo stesso. La squadra di Allegri ha controllato la partita mantenendo il possesso palla, anche se nel primo tempo ha giochicchiato senza mai rendersi pericolosa, mentre la Roma, che aveva bisogno assolutamente della vittoria, ci ha provato con più impegno, si è resa più pericolosa, ma è andata a sbattere su un immenso Abbiati che ha compiuto un'altra parata miracolosa e altri interventi meno difficili ma comunque importanti, confermando che su questo scudetto ci sono anche e soprattutto le sue mani e non solo i piedi dei compagni. Nella ripresa i rossoneri hanno provato a vincere, alzando il ritmo e mettendo in difficoltà la Roma, ma il palo ha respinto il bel tiro di Robinho e Boateng ha visto la sua conclusione finire beffardamente fuori a fil di palo; poco male, comunque, perchè la Roma era già calata, non è più riuscita a rendersi pericolosa anche se ha creato qualche potenziale pericolo e nonostante l'ingresso in campo dell'ex Borriello e la buona vena di Totti che, però, sono sempre andati a sbattere su una difesa che è un autentico muro di gomma e ha respinto ogni pallone pericoloso che spioveva in area; è bastato attendere la fine della partita, che in questi casi non arriva mai, con il cuore in gola e tanta tensione per poi esplodere nel boato liberatorio e dare inizio alla grande festa.

Allegri ha così completato il suo capolavoro, perchè è vero che la società gli ha messo a disposizione una rosa molto forte e completa, intervenendo anche a gennaio per colmare le lacune provocate dai tanti infortuni, ma il tecnico è stato bravo a costruire una squadra ed un gruppo con caratteristiche diverse da quelle ipotizzate in estate, correggendo evidenti errori iniziali e non indugiando a mettere nel cassetto progetti che non avevano nè capo nè coda di squadre con troppi elementi offensivi e logicamente troppo sblianciate e poco equilibrate. Non a caso il Milan che ha conquistato lo scudetto ha la difesa più forte del campionato, nel girone di ritorno ha subito solo sei gol, l'ultimo dei quali a Firenze e uno solo a San Siro e questo è il vero segreto, ma tutto ciò è stato possibile quando è stato smantellato l'attacco stellare e teoricamente spettacolare per varare il Milan dei tre mediani. Con il tempo la squadra è guarita anche dall'Ibradipendenza e ha saputo vincere e convincere anche senza il suo campione più decisivo (basti pensare al derby), ma non bisogna dimenticare che nella prima fase del campionato lo svedese è stato importantissimo, con tante reti decisive e, soprattutto, perchè ha dato la scossa all'ambiente, un po' depresso dagli insuccessi degli ultimi anni ma che con il suo arrivo ha ritrovato orgoglio, motivazioni e voglia di vincere. Ibra è un vincente, perchè non può essere solo un caso se ha conquistato (sul campo, cioè contando anche quelli tolti alla Juventus) sette scudetti consecutivi con quattro squadre diverse e, quindi, il suo contributo è stato importantissimo, in campo e dentro allo spogliatoio. Ma questo Milan scudettato non è solo Ibra: c'è una difesa fortissima, con il già citato Abbiati decisivo non solo in questa partita ma anche in passato, con una delle coppie centrali più forti del mondo ma anche con un Abate che è cresciuto moltissimo e lo ha confermato anche a Roma; c'è un centrocampo con molti guerrieri ma anche con qualità, che ha dovuto fare a meno di Pirlo per molto tempo ma ha trovato un Van Bommel capace di dare concretezza ma anche qualità da regista, con caratteristiche diverse da quelle di Pirlo ma ugualmente decisive; c'è un Seedorf che ha giocato uno strabiliante finale di stagione, perchè quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare e lui è un vero duro, uno dei tanti che erano stati dati per finiti ma che non vuole smettere di stupire tutti; e poi c'è un attacco con tanto talento, con tre attaccanti in doppia cifra, compreso quel Robinho spesso sciagurato davanti alla porta ma che è stato importantissimo, correndo a perdifiato in ogni partita e mettendoci sempre tanto impegno e volontà. Insomma un Milan con molte doti, una squadra che non sarà ancora fortissima e invincibile ma ha meritato lo scudetto per la continuità che ha avuto lungo l'arco di tutta la stagione e si sa che questo è ciò che conta per primeggiare in una competizione lunga ed estenuante come il campionato, dove non bastano pochi guizzi di classe come in Champions ma serve essere costanti per molti mesi, cosa che la "banda Allegri" è riuscita a fare, superando ogni ostacolo e difficoltà.

Come avrete notato questa volta ho un po' lasciato da parte la stretta attualità, ovvero la partita in sè stessa, per dare spazio alla celebrazione di una squadra che ha meritato lo scudetto e ci ha regalato una grande soddisfazione, facendoci impazzire di gioia; una squadra che è un grande gruppo, in cui i senatori si sono nuovamente imposti ma in cui è stato importante anche il contributo dei nuovi, creando un mix vincente che ha portato ad una vittoria esaltante. La conquista dello scudetto è stata giustamente festeggiata sul prato dell'Olimpico davanti allo spicchio di stadio occupato dai tifosi rossoneri ma le celebrazioni continueranno anche nei prissimi giorni e raggiungeranno l'apice sabato prossimo in occasione della partita casalinga contro il Cagliari, quando la squadra riceverà l'abbraccio di tutto il popolo rossonero e della sua città. Ebbene sì, è giunto il momento di festeggiare e di lasciarsi andare alla pazza gioia; ci sarà tempo più avanti per fare valutazioni a mente fredda e rileggere il romanzo di un campionato avvincente che ci siamo gustati domenica dopo domenica (anzi sabato dopo sabato, visto che il Milan ha quasi sempre giocato in anticipo), vittoria dopo vittoria; all'Olimpico si è scritto solo il capitolo finale di un lungo romanzo in cui le tappe davvero decisive sono altre, ma questo ora conta poco, perchè è giunto il momento di prendere la forbice, tagliare lo scudetto dalle maglie nerazzurre e cucirlo sulle nostre, sulle gloriose casacche rossonere e ciò, ovviamente, rende ancor più bella questa vittoria che interrompe il ciclo dell'Inter e ci permette di dire che lo scudetto è finalmente tornato sulle maglie giuste, quella della prima squadra di Milano, quella più titolata del mondo; lo dice l'albo d'oro, quello nazionale in cui ora c'è chi ha 18 scudetti e chi ne ha 17+1 (di cartone) e, soprattutto, quello internazionale e non c'è triplete che tenga! Milano siamo noi e solo noi!