Senza tregua

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sabato 29 gennaio 2011, 01:31Vista dalla Curva
di Davide Bin
Il Milan è in corsa su tutti i fronti, gioca ogni tre giorni ma non può permettersi passi falsi a Catania perchè c'è un primato da difendere.

Archiviata la Coppa Italia, ma solo fino ad aprile e non definitivamente come succedeva nelle stagioni scorse con precoci eliminazioni, il Milan si rituffa nel campionato in attesa che fra poco più di quindici giorni riprenda anche la Champions League; partite senza soluzione di continuità ogni tre giorni, poco tempo per allenarsi e, di conseguenza, una lista di infortunati da far paura, ma questo è il prezzo che bisogna pagare se si vuole rimanere in corsa su tutti fronti; se n'è accorto anche Adriano Galliani e, con lui, tutta la società e, infatti, dopo l'immobilismo degli ultimi anni sul mercato giustificato dalla frase "Siamo a posto così!" che tanto faceva infuriare i tifosi rossoneri, soprattutto davanti all'evidenza di risultati mediocri ottenuti da una rosa inadeguata qualitativamente e quantitativamente, in questa stagione sono arrivati molti rinforzi sia nel mercato estivo, con grandi colpi come quelli di Ibrahimovic e Robinho (ma anche Boateng, molto rimpianto ora che è infortunato), sia in quello di gennaio, con Cassano, il duo olandese Emanuelson-Van Bommel e forse non è nemmeno finita quì. Tutto perchè il Milan ha voglia di tornare protagonista, vuole competere su tutti i fronti, sa benissimo che vincere tutto non è facile, ma qualcosa vuole portare a casa e per farlo è meglio rimanere in corsa in tutte le competizioni. Un cambio di mentalità c'è stato anche nella gestione degli obiettivi stagionali: come già detto la Coppa Italia non viene più snobbata e considerata quasi un fastidio del quale liberarsi il più presto possibile, ma, soprattutto, sempre per bocca di Galliani, il primo obiettivo stagionale è diventato lo scudetto, forse perchè brucia il sorpasso effettuato a maggio dall'Inter (18 titoli a 17, anche se i nerazzurri hanno uno scudetto "di cartone" che vale davvero poco...) o forse perchè, come ha detto l'A.D. rossonero, quando una cosa manca da tanto tempo la si desidera di più di altre e il tricolore manca dal 2004 in casa rossonera (e nel frattempo è finito tante volte nell'altra metà di Milano e questo, ripeto, brucia e non solo ai tifosi...). In fondo non c'era nemmeno la necessità di dichiarare a parole quale fosse la priorità stagionale del Milan: lo dimostrano i fatti, ovvero gli acquisti di gennaio, cioè giocatori che non possono disputare la Champions League, anche se molti infortunati rischiano di non recuperare per la gara di andata contro il Tottenham, in programma a San Siro il 15 febbraio. Insomma nell'ambiente rossonero c'è (finalmente, ma questa è un'opinione personale...) grande voglia di tricolore e in qusto senso stiamo per vivere una settimana importante, visto che sono in programma tre turni di campionato: il Milan sarà a Catania questa sera, poi affronterà la Lazio martedì (ebbene sì, anche nei turni infrasettimanali ora ci sono anticipi e posticipi per esigenze televisive) e poi ci sarà la trasferta a Marassi contro il Genoa, attesissima dai tifosi rossoneri da ben 16 anni, ovvero dal giorno dell'omicidio Spagnolo, ultima volta in cui entrarono a Marassi sponda rossoblu.

Ma non lasciamoci prendere dalla fretta e pensiamo ad un impegno per volta e speriamo che lo faccia anche la squadra, attesa da una trasferta non semplice, su un campo infuocato e contro una squadra combattiva dall'animo argentino, non solo in campo, ma ora anche in panchina, con il nuovo allenatore Simeone, oltretutto ex nerazzurro che vorrebbe molto volentieri fare uno scherzetto al Milan. Ennesima battaglia sul campo di una provinciale, ma è vincendo queste tappe che poi si può trionfare a fine stagione e anche in questo senso c'è stato un cambio di mentalità in un ambiente che in passato non affrontava con la giusta motivazione partite come questa perchè la sua vocazione europeistica lo spingeva a concentrare tutti gli sfrozi e le attenzioni per le grandi e nobili sfide di coppa. Come sempre in questi casi, servirà concentrazione, determinazione e grande volontà per sopperire alle tante assenze: Allegri recupera Ambrosini e Bonera ma perde Abate, quindi la lista degli assenti è sempre in doppia cifra e preoccupante; c'è poca scelta e la formazione dovrebbe essere simile a quella di Genova, con gli ovvi rientri di Abbiati in porta e Ibrahimovic in attacco, Cassano ancora in panchina, perchè il Pato visto a Marassi merita la maglia da titolare e Robinho può svolgere egregiamente il ruolo di trequartista, perchè ha corsa, fantasia e visione di gioco, oltre a fornire ottimi assist. I due innesti olandesi garantiscono qualche soluzione in più in un centrocampo martoriato e poi c'è sempre quel Thiago Silva il cui spostamento sulla linea mediana potrebbe anche diventare definitivo se il rendimento dovesse rimanere altissimo come nelle ultime due partite, a patto di trovare buone alternative in difesa (come Yepes o sul mercato). Serve una bella vittoria per mettere pressione sulle avversarie che giocheranno il giorno dopo, servono i tre punti per alimentare la classifica, serve un Milan cinico e concreto come ha già saputo essere molte volte in questa stagione, perchè giocando senza tregua ogni tre giorni non si può pretendere di essere anche belli e spettacolari, ma mai come in questa stagione l'ambiente rossonera ha scoperto l'esigenza e l'importanza del risultato al di là e indipendentemente dalla qualità del gioco e questo è importante e decisivo in un torneo come il campionato in cui serve grande regolarità nell'arco di nove mesi per primeggiare.