Serata stregata

Serata stregataMilanNews.it
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mercoledì 2 febbraio 2011, 01:12Vista dalla Curva
di Davide Bin
I rossoneri provano in tutti i modi a vincere, ma vanno a sbattere sul muro eretto dalla Lazio e sui pali della porta di Muslera e restano a seccodi gol raccogliendo un solo punticino.

Il Milan non va oltre uno striminzito pareggio a reti bianche contro la Lazio e viene spontaneo pensare che i rossoneri abbiano "steccato" l'ennesimo scontro diretto casalingo dopo quelli contro Juventus e Roma, ma questa volta è davvero difficile rimproverare qualcosa ad una squadra che ci ha messo l'anima, soprattutto nella ripresa, per vincere e non ci è riuscita per sfortuna ed imprecisione nelle conclusioni, anche se ha costruito tante palle gol, sicuramente molte di più di alcune partite vinte in passato con cinismo e concretezza, qualità che questa sera sono mancate. Il calcio è strano e bizzarro e, in fondo, è bello proprio per questo, altrimenti sarebbe scontato e poco attraente: a volte capita di vincere partite con mezzo tiro in porta deviato, a volte non vinci perchè un tiro che sembra perfetto va a sbattere su entrambi i pali, il pallone percorre tutta la linea di porta ma non ne vuole sapere di superarla, quasi ci fosse la mano invisibile della dea bendata che ha deciso di voltarti le spalle. I più scaltri hanno capito al momento del palo-doppio palo di Ibra che la partita sarebbe finita senza gol, ma i rossoneri non si sono arresi e hanno tentato fino alla fine dell'ultimo minuto di recupero (fin troppo scarso) di vincere e abbattere il fortino laziale dalle mura impenetrabili. La Lazio, che voleva giocarsela a viso aperto, ha fatto, invece, un catenaccio d'altri tempi e mai visto in questa stagione a Milano e l'arbitro ha permesso interventi duri e scorretti in particolare a Libor Kozak; passi il fatto di essere attaccante "ruvido" e "spigoloso" che lavora di fisico, ma il ceco questa sera, con quelle braccia eternamente larghe,sembrava un attaccapanni nel quale prendi sempre dentro e ti fai molto male; ne hanno fatte le spese sia Bonera che Legrottaglie, finiti entrambi all'ospedale e l'arbitro si è limitato ad ammonire a secondo tempo inoltrato un giocatore che non avrebbe dovuto finire la gara o che andava frenato e redarguito ben prima; ingenui anche i difensori rossoneri a farsi picchiare in modo così violento: da giocatori esperti avrebbero dovuto ribattere colpo su colpo (nel vero senso del termine) ben prima di finire all'ospedale, perchè da che mondo è mondo, di solito sono i difensori a picchiare gli attaccanti e non viceversa. Una Lazio rocciosa e ostruzionistica torna, così, a Roma con il punto che voleva, il Milan recrimina e si mangia le mani per aver perso due punti importanti, anche se non è mancata la generosità e l'impegno ad una squadra in eterna emergenza, con l'ennesimo centrocampo inedito e che fatica a ritrovare l'identità che aveva in autunno quando la rosa era al completo e Allegri poteva schierare la squadra che aveva in mente, mentre ora deve limitarsi a tappare i buchi e schierare ciò che gli rimane a disposizione e in una situazione del genere ci sta che si perda per strada qualche punto.

Serata fredda e nebbiosa a San Siro, anche se nell'impianto la visibilità è buona e tale rimarrà per tutto il tempo; in tali condizioni e trattandosi di un turno infrasettimanale di campionato, è logico che la sfida fra la prima e la terza della classifica si giochi in uno stadio semivuoto e l'atmosfera non sia certo quella che meriterebbe una partita importante per i destini del campionato; rifletta chi gestisce il calcio e stabilisce calendari, giorni e orari delle partite: i turni infrasettimanali hanno poco senso e bisognerebbe cercare di evitarli, così come le partite in notturna in pieno inverno, se si vuole vedere sfide spettacolari giocate in stadi pieni.
Allegri deve fronteggiare l'ennesima emergenza, come sempre soprattutto a metà campo: Thiago Silva viene spostato in avanti ad affiancare il recuperato Flamini ed Emanuelson, che gioca per la prima volta a San Siro davanti al suo nuovo pubblico; in difesa la coppia centrale è formata da Yepes e Bonera, Oddo va a destra e Antonini a sinistra, mentre in attacco ci sono Pato e Ibrahimovic con Robinho alle loro spalle. Torna titolare il Papero, alla ricerca dell'intesa con Ibra, mentre Cassano si accomoda in panchina accanto al nuovo arrivato Legrottaglie.

I primi tiri verso lo specchio della porta sono da parte dei laziali e ciò sembra il prologo di una partita equilibrata e giocata a viso aperto, ma ben presto il Milan prende il sopravvento e occupa la metà campo avversaria, alzando il baricentro e provando a scardinare una difesa ben organizzata e compatta. I rossoneri mantengono il possesso palla, ma spesso l'azione è lenta e macchinosa e, non riuscendo ad alzare i ritmi e la velocità del gioco, non è facile mettere in difficoltà la Lazio. La partita è combattuta nel vero senso del termine: palloni scagliati addosso agli avversari a terra, gomitate, spinte, falli, ostruzionismo e perdite di tempo; la Lazio propone tutto il repertorio di furbizie e stratagemmi per spezzettare il gioco e far innervosire giocatori e tifosi avversari e ci riesce benissimo. Il Milan, invece, non riesce a costruire colossali occasioni da gol e quelle più nitide capitano sui piedi di Flamini ed Emanuelson e vengono puntualmente sprecate con tiri alti che fanno imprecare i tifosi sugli spalti. Pato non è particolarmente ispirato, Ibra si sposta su tutto il fronte d'attacco ma è meno preciso del solito, Robinho corre molto, come sempre e a volte ciò va a discapito della lucidità. Non è un Milan molto incisivo, ma si può capire che manchi qualcosa ad una squadra in emergenza, senza un incursore come Boateng o un regista come Pirlo, tanto per fare due nomi nella lunga lista degli assenti.

Il primo a cadere vittima del "pugile" Kozak è Bonera, che rimane negli spogliatoi nell'intervallo, sostituito in campo da Legrottaglie, che fa, così, il suo esordio in maglia rossonera appena giunto a Milano. Il Milan inizia con maggior intensità la ripresa e prova a schiacciare la Lazio, il cui muro difensivo comincia finalmente a scricchiolare e sembrerebbe crollare quando Ibra "ruba" palla a Pato e mira l'angolino con un velenoso rasoterra che colpisce il palo, danza sulla linea, colpisce l'altro palo e torna in campo per finire beffardamente fra le braccia di Muslera; mai come questa volta l'urlo del gol rimane strozzato in gola ai tifosi rossoneri e, addirittura, il tabellone annuncia il gol e mostra minuto, marcatore e punteggio cambiato, prima di venire nuovamente aggiornato e tornare al mesto 0-0 che fatica a schiodarsi. La Curva Sud capisce che si sta vivendo il momento decisivo della partita e alza l'intensità dell'incitamento per spingere all'assalto i ragazzi in campo; la squadra insiste e crea altre occasioni in pochi minuti, ma Flamini spreca ancora e Ibra manda fuori di pochissimo un bel tiro a giro; è ormai chiaro che la serata è stregata, perchè si tratta di una di quelle partite in cui il pallone non vuole saperne di entrare, qualunque cosa si faccia per spingerlo in rete e la conferma arriva sia quando Pato si incunea in area ma ha un doppio rimpallo sfavorevole e viene chiuso dai difensori avversari e, a maggior ragione, quando un rasoterra di Robinho destinato all'angolino supera finalmente Muslera ma trova la respinta sulla linea di un difensore. Fra queste due occasioni c'è da ricordare la seconda sostituzione in casa Milan: Allegri prova a far svoltare una serata sfortunata con il talismano Cassano e il sacrificato è, ovviamente, Pato, che ancora una volta non si è mostrato particolarmente brillante e sembra soffrire la presenza e la personalità di Ibrahimovic (non a caso ha giocato bene e segnato a Genova in coppa Italia quando Ibra era in panchina). Comunque nemmeno Fantantonio riesce a cambiare il destino rossonero in questa serata, nonostante provi a duettare con Ibra e a servire assist deliziosi ai compagni; gli spazi sono molto stretti, la difesa laziale e blindata e far filtrare il pallone verso l'area è un impresa. L'assedio rossonero diventa sempre meno intenso e più disordinato man mano che passa il tempo e, intanto, Kozac continua la sua esibizione di lotta greco-romana, mandando all'ospedale anche Legrottaglie con una ginocchiata in fronte che mette K.O. il difensore, costretto ad uscire in barella (entra Sokratis) fra gli applausi dei tifosi, peraltro inviperiti con l'attaccante laziale che meriterebbe l'espulsione. Nonostante le tante perdite di tempo, le sostituzioni e due ingressi di medici e barelle da tre minuti l'uno, i minuti di recupero sono solo cinque e anche ciò fa innervosire giocatori, tecnico e tifosi rossoneri; il Milan ci prova fino alla fine ma non succede nulla, anche se comunque la squadra riceve applausi consolatori da parte di chi ha apprezzato l'impegno, pur nella delusione di un risultato parzialmente negativo.

Due punti persi, non c'è che dire, ma la prova dei rossoneri è stata generosa e grintosa e sarebbe bastato un pizzico di buona sorte in più per essere quì adesso a fare ben altri discorsi; il Milan frena e ridà coraggio alla concorrenza, anche perchè la serie degli infortuni continua, l'emergenza non accenna a diminuire e non è facile mantenere continuità di rendimento in queste condizioni. I rossoneri avrebbero meritato la vittoria e hanno provato in tutti i modi a mettere sotto una Lazio rinunciataria e che ha ottenuto il punto che cercava con un atteggiamento non degno di una squadra terza in classifica, sotto molti punti di vista, correttezza compresa. Ora non bisogna fare drammi, nemmeno se chi rincorre dovesse vincere e accorciare il distacco: destino dà, destino toglie e se in qualche occasione in passato il Milan aveva vinto senza meritare troppo, ora è arrivato questo mezzo stop in una partita in cui i rossoneri hanno creato molte occasioni e sono stati sfortunati, perchè è raro vedere un doppio palo come quello colpito da Ibra; questioni di centimetri, che a volte ti fanno delirare, altre ti fanno disperare, ma ora bisogna voltare pagina velocemente, cercare di recuperare qualche infortunato e pensare alla delicata trasferta di Genova, perchè dopo questa frenatina non si può più sbagliare, sperando che le streghe si siano divertite già abbastanza questa sera e d'ora in poi lascino in pace questo Milan generoso e volenteroso ma sfortunato.