33 è il numero perfetto per l'Europa
Giovanni Lodetti come Henry Kissinger. Entrambi propugnano la filosofia del “Pas dop Pas”, secondo il centrocampista di Caselle Lurani, dello “Step by Step” per l’ex Segretario di Stato americano. Insomma vietato concentrarsi su imprese lontane, Empoli, Cesena, Chievo e Verona, ma piuttosto vivere il presente o l’immediato futuro che ha un solo nome, appunto, Empoli. Comunque resta il fatto, abbastanza inoppugnabile, che, senza quattro vittorie nei prossimi quattro impegni , il cammino per entrare in Europa diventa come… prima di Schengen, tante sbarre abbassate e infiniti controlli. Non lo affermo io, ma lo urlano i numeri, l‘aritmetica, la statistica. La quota minima, per tornare a respirare almeno giovedì emozionanti, si deve calcolare intorno ai 62/64 punti. Il Milan, oggi fermo a quota 29, ha l’obbligo di vincere almeno dieci partite più qualche pareggio. Anche nove sarebbero probabilmente una numero insufficiente. Insomma, Inzaghi e i suoi Ragazzi devono cambiare ritmo, aumentare la corsa, sbagliare meno sul piano personale, migliorare la fluidità di gioco, cercare di trovare un modulo definitivo e stabile, avere la fortuna di recuperare e di non perdere altri giocatori. Non sembrano richieste impossibili per un Milan, con la buona rosa attuale. Tutti devono dare qualcosa in più perché la rosa da buona diventi eccellente e soprattutto possa trasformarsi in una base affidabile per il futuro.
Sembra che ci sia l’intenzione di affrontare l’Empoli con un 4-4-1-1. Mi sembra il modulo più adatto e flessibile per il Milan dei prossimi mesi. In avanti, Destro e Menez o Pazzini e Cerci. A centrocampo, sulla destra, Honda, bravo alla proposizione ed al sacrificio. Poi il miglior Poli della sua avventura rosonera, affiancato da Van Ginkel che, nel “Berlusconi”, aveva mostrato limpidezza e classe nei passaggi. Spero gli venga concessa la possibilità di giocare tre o quattro partite di seguito. A sinistra Jack di Cuori, il più continuo dei rossoneri, che, con “Bucefalo” Antonelli, veloce e irresistibile come il leggendario cavallo di Alessandro Magno, può formare un binario molto interessante e foriero di alimenti per le punte rossonere. Comanderà, nelle prossime settimane, non il caldo cuore, ma saranno i freddi numeri a dare l’ultima sentenza. A me piacciono le materie umanistiche, in matematica non sono mai stato bravo, ma sogno il 33. Si, sa, è la cifra più sacra, simbolo della verità dai tempi di Pitagora, il più nobile dei numeri maestri. Per i rossoneri, però, sono solo punti per tornare a Casa Milan, cioè l’Europa.
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