Adesso basta!
Leggo spesso anche su queste pagine critiche, addirittura dileggi nei confronti di Silvio Berlusconi. Proprio nei giorni nei quali sta meditando su quale futuro offrire al “Suo” Milan, incerto se studiare, pur soffrendo, una complicata soluzione straniera che possa garantire la continuità sul piano delle vittorie, dei trionfi, delle soddisfazioni, raccolte in questi ultimi meravigliosi e straordinari 30 anni. Oppure lasciare che prevalga la tentazione di rimanere Presidente di un Milan più giovane, più italiano e forte, anche a costo di ulteriori sacrifici economici. Sacrifici che comunque difficilmente potranno eguagliare gli sforzi del passato, quando il Club non dominava in campo ma anche sul mercato. Immagino già il pensiero, troppo facile, troppo superficiale, di coloro che non hanno dubbi sulla decisione che dovrebbe prendere per Silvio Berlusconi. ”Grazie, ma venda, per favore!”. Facile e superficiale perché trovare un compratore che possa offrire garanzie certe di amore, di attaccamento ai colori, di strategie chiare, di forza economica non sembra così facile. Leggo su “Il Sole 24 Ore” di società che anticipano la vendita degli introiti di abbonamenti e biglietti per la prossima stagione con lo scopo di far fronte alle esigenze di cassa. Altre che devono sperare di andare in Europa per poter pagare giocatori acquistati nella scorsa estate, senza cedere i gioielli in rosa. Società anche molto vicine, a livello di distanza, dalla società di Via Aldo Rossi.
Là, però, si vive serenamente, senza critiche, senza dileggi, senza attacchi. Nel Milan, per fortuna, esiste una figura che garantisce il ripianamento delle perdite di bilancio, quest’anno 89 milioni di euro, come sempre è successo dal 1986 fino a oggi. Certo piacerebbe anche a me che il Milan approfittasse dei presunti malumori di Cristiano Ronaldo per tentare il solito blitz vincente delle estati precedenti, ma mi rendo conto che oggi sia impossibile. Vivacchiare dunque radarless? Non è nello spirito e nel temperamento di Silvio Berlusconi, che o ….acquista un grande e fidato compratore, come ultimo e supremo atto d’amore oppure cercherà di stupire tutti con la forza delle idee. Esiste anche una terza ipotesi, la più terrificante. Vedere alla guida del Milan un nuovo Presidente che debba ricorrere a operazioni finanziarie certo lecite e normalmente utilizzate, ma lontane dalla tradizione di un Club che ha avuto grandi dirigenti come Edwards, Pirelli, Trabattoni, Rizzoli, Carraro, Buticchi e infine proprio Berlusconi, ricchi, ambiziosi e soprattutto sicuri. Io intanto mi gusto questa Presidenza, per il passato glorioso, per il presente magari non indimenticabile sul piano dei risultati, ma sempre vincente come sicurezza economica. Chissà che la scelta di Cristian Brocchi sia l’ennesimo Coupe du Theatre del dirigente mondiale più illuminato e invidiato di fine secondo e inizio terzo millennio. Non resta che aspettare un mese, poi magari sarà più bello applaudire il Caro Milan di Silvio Berlusconi.

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