Al Camp Nou tutto storto, ma è una sconfitta che servirà. Tra due anni si punterà a vincere, anche in Europa

Al Camp Nou tutto storto, ma è una sconfitta che servirà. Tra due anni si punterà a vincere, anche in EuropaMilanNews.it
giovedì 14 marzo 2013, 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

"Grazie ,ragazzi!". E' una frase che non mi piace, perché evoca solo sconfitte. Dopo lo 0-4 di Barcellona, però, devo riconoscere che i giocatori ci hanno regalato una serata fantastica a San Siro ed hanno lottato coraggiosamente contro il Barcellona più forte degli ultimi mesi. Rivolgo a loro ed al tecnico solo ringraziamenti e complimenti. Non è andato bene niente al Milan del Camp Nou. Non deve prendere gol nei primi minuti ed, al quinto minuto Messi mette già la sua firma alla partita. Deve realizzare una rete, nelle presumibili poche occasioni che avrebbero potuto presentarsi, e vede il pallone di Niang colpire il palo. Poi a otto minuti dalla fine, ecco la girata di Robinho fermata da Jordi Alba, con Victor Valdes ormai battuto. La sconfitta ha anche un’altra causa. L’acido desossiribonucleico del Milan, cioè il suo DNA. I Ragazzi, per qualcuno, dovevano imitare Inter e Chelsea che si sono limitate a buttare il pallone in avanti, senza tentare fraseggi corti o uscite palla a terra. Il Barcellona è implacabile come il Pesce Arciere, in questi frangenti. Si proiettano in avanti almeno 4 uomini, che si dividono tra il portatore di palla e il compagno, che cerca di riceverla. Però nel sangue dei giocatori rossoneri, da sempre, scorre il fluido del bel gioco, del tocco che delizia, del passaggio che incanta.

Troppo giovane, però, questo gruppo per avere già la personalità per comandare la partita contro gli assatanati blaugrana. Una sconfitta amara e pesante, ma una sconfitta che aiuterà il Milan, unica consolazione, a buttarsi in campionato con maggiori possibilità di arrivare secondo. Sono sempre stato cauto sulle ambizioni del Milan, che vadano oltre il terzo posto. La classifica però ora spinge a sbilanciarmi, viste le condizioni psicofisiche dei rossoneri. Adriano Galliani e Massimiliano Allegri intanto stanno già lavorando sulla mente e sul cuore dei Ragazzi, perché giochino con la giusta intensità e la giusta determinazione contro un avversario da sempre ostico come il Palermo. Oggi chi deve avere il metaforico lutto al braccio non devono essere i tifosi del Milan, ma quelli di Napoli, Fiorentina, Lazio, Inter e Roma. Il Milan libero da impegni diventa un avversario letale per chiunque. Gli obiettivi vicini e futuri sono chiari. Arrivare quest'anno in Champions League, dalla seconda porta principale. Continuare a costruire un Milan giovane, che possa vincere il prossimo Campionato, e regalarsi un anno in più di esperienza in Coppa. Fra due anni, migliorando il livello qualitativo del gruppo, puntare finalmente ad un anno da grande protagonista in campo internazionale. Sì, perché mi auguro che la squadra entri in Europa, ma, non come abitudine di altri club, solo per partecipare. Da 60 anni, il Milan in Europa è una squadra che viene rispettata, che incute soggezione, che gioca per vincere!