Bergamo 23 maggio 2021: il discorso di Ibra sul pullman. La svolta Donnarumma una prova di forza, stile e coerenza. Prossimo obiettivo: unire i tifosi come lo è il club

28.05.2021 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Bergamo 23 maggio 2021: il discorso di Ibra sul pullman. La svolta Donnarumma una prova di forza, stile e coerenza. Prossimo obiettivo: unire i tifosi come lo è il club
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Non è facile distinguere tra spocchia e convinzione, ne sono perfettamente consapevole. Ho ripetuto per mesi di credere nel Milan in lotta ai vertici e - alla fine - qualificato in Champions perché conosco bene Paolo Maldini, perché ho avuto la fortuna e il piacere di incontrare e conoscere Stefano Pioli, perché vivo la realtà Milan da vicino come molti anni fa e respiro il rinnovato entusiasmo, le profonde convinzioni di un ambiente rigenerato e pronto a grandi sfide. Sportive e commerciali.

Tutto questo, insieme con quello che di buono ha fatto la squadra per moltissimi mesi, non poteva non portare a un risultato tangibile, eclatante. Agognato. Il ritorno in Champions dopo anni arriva grazie a un secondo posto e a una serie di numeri e record impressionanti. Due cose hanno impedito di contendere non la semplice qualificazione all'Europa dei vip, ma addirittura lo scudetto: la marcia trionfale dell'Inter nel girone di ritorno e i troppi, ripetuti infortuni che hanno limitato e condizionato il cammino dalla fine del 2020 e per tutta questa fetta di 2021. Le risorse però ci sono, la società è coesa intorno agli stessi obiettivi e oggi non c'è da dubitare che gli sforzi saranno sempre più rivolti a una crescita delle ambizioni e dei valori. 

Soli i 68 punti di Gattuso ci avevano regalato, negli ultimi 8 anni, una intera stagione dignitosa, con un ritorno sempre in posizione Champions poi sfumata all'ultima giornata. I lampi delle finali di Coppa Italia e la vittoria in Supercoppa nel 2016 hanno dato stille di ossigeno dimenticate senza gloria. Il 23 maggio a Bergamo non si è aperto un ciclo vincente: si è tracciata una via nuova da percorrere con fiducia, ottimismo e speranza perché il Milan di Maldini e Pioli ci ha restituito il gusto di sognare, persino in Europa League con quegli ottavi così belli e sfortunati contro lo United. Il mio umile, personalissimo obiettivo resta quello di infondere anche ai tifosi più scettici, negativi e pessimisti un briciolo di forza, concedendo un minimo di credito nei confronti di un club che sta lavorando bene. Che ci ha restituito i sogni dopo anni di fango e purgatorio.

Dei mali altrui non ho l'abitudine di godere: è un esercizio da miserabili. Sono addirittura contento che, dopo 9 anni di leadership juventina, Inter e Milan abbiamo riconquistato i vertici della serie A seppure avrei preferito l'ordine contrario. Non posso nascondere però che in questo momento, viste le magagne del club nerazzurro e la necessità di ricostruzione delle fondamenta bianconere, credo che noi si sia un po' più avanti nei progetti rispetto alla concorrenza. Se penso ai cambi di guida di Roma e Napoli e alle difficoltà della Lazio, è possibile che con l'Atalanta il Milan potrebbe essere il grande protagonista della prossima stagione. E di quelle a venire. Ho fiducia in quello che sarà fatto questa estate.

Chiusa la pagina Donnarumma con fermezza, classe e coerenza da parte del club, è già pronto Maignan e adesso inizierà il lungo lavoro di tessitura per l'allestimento della rosa 2021-22. Le conferme dei giocatori sui quali investire e l'arrivo di nuovi protagonisti pronti a continuare il processo di crescita proprio e della squadra, sono i capisaldi su cui si fonda la filosofia di Maldini e Massara finalmente, totalmente assecondati dalla proprietà. Servono grandi professionisti prima che nomi. Non fatevi abbagliare, nelle prossime settimane, da chimere o miraggi: scommetto sin d'ora che alla compilazione del calendario di serie A e il giorno in cui tornerà finalmente ad essere estratto il bussolotto "Milan A.C." dall'urna dell'Uefa, in griglia partiremo avanti come non mai dal 2013. Gli stadi riapriranno e il tifo milanista dovrà tornare ad essere unito e compatto come lo sono ora proprietà, dirigenza, staff e squadra. E' una condizione vitale per poter salire ancora più in alto. 

Non posso chiudere questo editoriale senza chiedere scusa per aver ripetutamente detto e scritto che tutti i contratti in scadenza sarebbero stati rinnovati. Avevo ingannevoli fonti dirette che corroboravano questa mia convinzione. Posso solo dire che sono sereno dopo aver perso questa battaglia, perché mi ha consentito di vincere quella del sostegno incondizionato allo stile e alla coerenza ritrovate dal Milan: ci mancava tutto da troppo tempo. Chi non ci vuole non ci merita: prego, avanti un altro. 

In ultimo, una piccola esclusiva. Sul pullman che viaggiava verso lo stadio di Bergamo, Ibra si è alzato, ha preso il microfono e ha parlato alla squadra: “Ragazzi, ci sono partite e partite. Poi ci sono partite da notte da Milan è questa è una di quelle. Chi ha paura resti sul pullman: serve gente che non ha paura di giocare nottate da Milan”. 

Amen.