Capisco il disagio di El Shaarawy, stakanovista della rete: l'augurio è di diventare il nuovo Inzaghi

Capisco il disagio di El Shaarawy, stakanovista della rete: l'augurio è di diventare il nuovo InzaghiMilanNews.it
giovedì 21 marzo 2013, 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

Che fortuna, cari Jung e Freud! Avessero dovuto lavorare sulla mente, sulla psiche di un attaccante, sarebbero diventati matti… loro! Quindi capisco, in questa fase della stagione, il disagio di Stephan El Shaarawy. Non parlo di nervosismo, ma di disagio. Ormai aveva firmato un patto morale con il..gol. Ogni tiro in porta si trasformava, come in una magia, in una rete, grazie ad una conclusione da lontano, dopo un dribbling ubriacante, per l’errore del portiere, al termine di una fuga travolgente. In questi momenti di gloria, l’attaccante si sente forte, irresistibile, invincibile. Si sa, però, che il dio del calcio è sempre invidioso di coloro che vogliano raggiungerlo, lassù nell’Olimpo del Pallone, che si tratti di un giocatore o di una squadra. Non si spiega altrimenti il 3-3 di Istanbul, perché Maldini aveva ormai conquistato il Pallone d’Oro, il Milan stava giocando proprio come in Paradiso, la Coppa era ormai il giusto coronamento di una prestazione superba, magnifica, meritata. E’ quello che sta capitando ora allo splendente Faraone, il vero artefice della rimonta rossonera, il deus ex machina che, come un personaggio di Plauto, entra in scena per risolvere le situazioni più disperate. Facile dire che dovrebbe essere contento di non avere più, solo lui, sulle spalle il peso dell’attacco rossonero. Per Stephan era un peso dolce e leggero, perché vedere il pallone in rete è il più bel ricostituente, anche se si pressa, anche se si corre, anche se si aiuta la difesa.

El Shaarawy ha firmato, tre settimane fa, un bellissimo gol nel derby, la sua prime griffe indimenticabile in una sfida contro l’Inter. A lui, stakanovista della rete, sembra un giorno già troppo lontano, ma non deve perdere la sua serenità, la sua sicurezza, perché le sue successive prestazioni sono state buone, quanto a corsa, spirito di sacrificio, utilità alla squadra. Non credo poi che ora soffra la presenza di Balotelli, perché significherebbe tacciarlo di scarsa personalità. Può essere comprensibile che abbia patito la presenza di Ibrahimovic, anche perché Stephan era appena approdato in una grande squadra, sul prestigioso palcoscenico di San Siro. Dunque non voglio credere che, per il secondo bomber del campionato, sia diventato ora un problema Django Scatenato, certo un problema, ma solo per i portieri avversari. Il più bell’augurio che possa rivolgere a El Sharaawy è quello di diventare un nuovo Inzaghi, non solo per l’amicizia con Sorella Rete, ma per la forza interiore, per la sicurezza feroce, che lo hanno aiutato non solo a devastare le difese avversarie, ma anche a sbaragliare la concorrenza interna. Quindi non si arrabbi se Allegri lo toglie prima della fine della partita, è solo per aiutare la squadra e lo stesso Faraone, oggi solo un po’ stanco a livello mentale dopo gli sforzi dei mesi scorsi. L’appuntamento per Amon Ra, il dio sole, è con il prossimo gol, un gol che significherebbe tanto per il Milan, perché, dopo il Chievo, gli avversari si chiamano Fiorentina, Napoli, Juventus. Gol pesanti, gol che coronerebbero per i Ragazzi un anno eccellente, prima di tornare protagonista non solo nelle gare ad inseguimento, ma soprattutto sulla bacheca di Via Turati disabituata a non avere, ogni anno, un ospite lucente da accogliere con un sorriso.