Il club è diventato una cavia sperimentale. Si naviga a vista, mare mosso e scarsa visibilità. Ma non si era detto che Scaroni avrebbe taciuto?
Partirei proprio da Paolo Scaroni, presidente simbolo di questa epopea di profonda decadenza in cui è sprofondato il MIlan. Completamente a digiuno di calcio, esattamente come il suo proprietario, era stato inibito proprio a Gerry Cardinale a parlare di questioni sportive: l'annuncio fu fatto alla congrega stampa convocata il giorno dopo Milan-Cagliari. Invece Stadietti, che alla fine il nuovo impianto si è piegato a farlo con l'Inter e sulle macerie di San Siro dopo le decine di milioni buttate a San Donato, è tornato eccome a esternare, alla sua maniera: avulso dalla storia e dall'attualità, come vivesse sul pianeta Papalla.
“Confido nel magic touch di Cardinale nella scelta degli uomini", ha detto ai microfoni della TgR Lombardia, a margine dell'evento al Castello Sforzesco per festeggiare i 250 anni degli Stati Uniti. Il magic touch? Davvero ha parlato di magic touch riferendosi alla scelta degli uomini del suo proprietario? Si è dimenticato di Maldini, Massara, Furlani, Moncada, Allegri, Tare cacciati via a pedate dalla sera alla mattina e - soprattutto - si è dimenticato di Ibrahimovic che invece è rimasto. L'unico magic touch in cui confidiamo noi è uno zip definitivo alle labbra del presidente, le amenità del quale si sommano a quelle gestionali.
A proposito di queste ultime, si continua a navigare in un mare mosso, tra nebbia, schizzi e pochissima luce, la terra è lontana dalle viste. Il casting dell'allenatore è terminato, non quello del direttore sportivo per cui si rincorrono voci, indiscrezioni, tentativi come se si studiasse su una cavia sperimentale.
I tifosi sono smarriti, svuotati, angosciati a parte la frangia che contesta vibratamente, ma che è irrisa dai primi i quali considerano manifesti e slogan una fesseria, una pagliacciata inutile. Esprimere la propria opinione è diventato una stupidaggine: frutto della divisione creata da questi anni di vacche magre, alla faccia della democrazia. Fare è sempre meglio che chiacchierare, questa è la mia idea, ma il mare dei tastieristi è anche più agitato di quello su cui naviga la nave rossonera, guidata da una ciurma invece che da un equipaggio.

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