De Sciglio futuro capitano

De Sciglio futuro capitanoMilanNews.it
giovedì 28 gennaio 2016, 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

Non è stato certamente un Milan spettacolare quello visto a Torino contro l’Alessandria. Rare le triangolazioni veloci, rari gli spunti di classe, manovra quasi sempre faticata e collosa. Certamente, quando si punta a un massiccio turn over, per mettere benzina nelle gambe dei meno impiegati, si paga sempre a scapito del gioco e del divertimento. Comunque è stata una partita utile per Mihajlovic, che non avrà dubbi  nello schierare domenica  sera: Donnarumma, Abate , Alex o Zapata, Romagnoli, Antonelli, Kucka, Bertolacci, Montolivo, Bonaventura, Bacca e Niang.

In questo momento sono loro i giocatori più in forma, con la speranza però che migliori la qualità del gioco. E’ Un Milan con un buon numero di occasioni, ma che spesso non assurge ai tanto attesi  livelli di fluidità e organizzazione. Contro l’Alessandria, qualche discussione con i colleghi sulla pagella di De Sciglio, che non ha giocato bene. I voti oscillano dal 4,5 al 6, voti che da troppo tempo vengono attribuiti al difensore rossonero. Mi dispiace perché il ragazzo ha tutte le qualità tecniche, fisiche, morali e professionali per diventare un punto di riferimento del Milan nei prossimi dieci anni. Sempre educato nei modi, in campo e fuori, sempre elegante nelle movenze, sempre pulito nell’espressione. 

Purtroppo, però, in questi ultimi mesi le sue prestazioni, sia impiegato a destra che a sinistra, non esaltano la fantasia, non trascinano all’entusiasmo, non confermano le promesse di inizio carriera. Che cosa sia successo non lo so, ma mi dispiace che qualcuno già sentenzi la necessità, per Mattia, di cambiare ambiente per ritrovare la consueta sicurezza. Vorrei evitare di rimpiangere un altro giocatore del Milan, quando lo vedo protagonista in altri Club. Ho l’impressione che De Sciglio abbia completamente la passata fiducia, forse perché fermato nel periodo più importante della carriera da troppi infortuni banali quanto lunghi. All’inizio della stagione, mi sembrava in confortante ripresa. Basta con il soprannome “Apprendista Stregone“, ho pensato, ma piuttosto “Maschera di Ferro”, come il personaggio di Dumas rinchiuso nella Bastiglia perché fratello gemello di un re malvagio, ma poi liberato, nel film con uno splendido Leonardo di Caprio, dai moschettieri.

Sembrava, dicevo, ritornato alla miglior condizione psicofisica, poi è ricaduto ad un atteggiamento che appare spesso quasi rassegnato all’errore, come se avesse perso l’antico incanto e sia convinto di ritrovarlo più. Deve ritrovare la rabbia, la voglia di stupire, l’autostima e soprattutto la sicurezza. Tutti  vogliono bene al ragazzo, ma soprattutto tutti, anche un po’ egoisticamente, desiderano che il Milan possa contare su un giocatore forte, decisivo, bravo ,che a segnare la differenza in ogni minuto della partita. E’ indubbio che, sul piano difensivo, il giocatore sia ancora fra i migliori in Italia, ma gli auguriamo che ritorni  un giocatore trascinante ed efficace, anche quando si spinge in attacco e sia più convinto nella conclusione a rete, rete che gli è sempre mancata nel Milan. 

Lasci il pallore di qualche recente prestazione e lotti per conquistare, anzi per riconquistare il posto di titolare oggi minacciato dall’eccellente Abate. I giudizi spesso critici su Ignazio  non mi trovano d’accordo, e dal sempre esuberante Antonelli. Domani, chissà, dall’esperto Vangioni. Non credo che Mattia voglia essere ricordato come  un buon giocatore normale, non si rassegni a diventare solo un buon giocatore normale. Deve sognare di diventare un futuro Capitano del Milan, sicuro nei movimenti, preciso negli appoggi, elegante negli stop.  E’ sufficiente poco, o tanto,  perché  ritorni grande protagonista in maglia rossonera, ma dipende tutto da lui, dal suo orgoglio, dalla sua ambizione , dal suo amore per il Milan.  Così lo abbiamo scoperto qualche anno fa, così lo vogliamo  nella squadra vincente dei prossimi anni.