Divertente, bello, spettacolare… finalmente!
Come sgorga fluente, impetuosa, emozionata e emozionante, nella notte romana, la telecronaca sull’audio 2 di Premium Sport. La voce è morbida, ispirata da Calliope, la musa della Poesia Elegiaca. La tela bianca si tinge dei colori del fuoco, grazie al sacro furore, mostrato dai Ragazzi, sull’erba verde dell’Olimpico. E’ stato il vero Milan, quello per troppo tempo nascosto e avvolto e soffocato dai fumi della paura, della incertezza, della manovra impastata e collosa. Le parole “paura”, “preoccupazione“, “ansia” sono invece state spazzate via, come travolte da un vento catabatico. Ho visto una nuova determinazione, un ritrovato spirito, colto negli occhi del Capitan Montolivo, nella sua più convincente e totale prestazione della sua carriera rossonera. La Lazio ha affrontato non una squadra, ma un gruppo organizzato e pugnace come la leggendaria Falange Macedone. Merito di un Cerci, che salta l’uomo, che regala opzioni ai suoi compagni.
Soprattutto però voglio sottolineare le qualità di un giocatore, che tutti gli allenatori d’Europa vorrebbero avere in rosa, Giacomo Bonaventura. E’ il nuovo Donadoni del terzo millennio. Il paragone, anche se spaventoso, regge senza timori. Come l’indimenticabile ”Luci a San Siro”, Jack di Cuori è splendido nel suo doppio lavoro, aiutare il centrocampo e regalare spettacolo quando si sposta sulla fascia, quando vola via gli avversari, come il Fuoriclasse di Cisano Bergamasco. Sinisa Mihailovic è stato umile, e quindi intelligente, le due qualità viaggiano sempre insieme, a cambiare un modulo, che stentava a lievitare per l’assenza di un trequartista. L’allenatore serbo schiera oggi un Milan senza una identità, difficilmente leggibile per i tecnici avversari, sempre differente e camaleontico nel corso dell’intera partita. Sì, per l’intera partita, perché la squadra è stata, per la prima volta nella stagione, brava e concentrata per novanta minuti, senza mai deflettere la concentrazione. Mai, mai mai! La difesa è cresciuta perché è cresciuto “Dolcetto o Scherzetto” Antonelli, perché De Sciglio vuole riaffermare la sua classe, perché Mexes è un leader di grande carisma, avvolto dall’amore per i suoi colori, perché Alex è semplicemente insuperabile, perché Romagnoli è il più forte difensore d’Italia, perché Donnarumma è e sarà un protagonista con la maglia rossonera, anche quando i giornali metteranno come data il 5 novembre 2037!

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