E’ un Milan da 10, ma per un futuro da scudetto bisogna prendere subito Kabak e rinnovare a Ibra. Hauge meglio di Leao, ora manca soltanto Daniel Maldini

08.12.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
E’ un Milan da 10, ma per un futuro da scudetto bisogna prendere subito Kabak e rinnovare a Ibra. Hauge meglio di Leao, ora manca soltanto Daniel Maldini

Dieci partite di campionato senza nemmeno una sconfitta e sempre con almeno due gol realizzati, malgrado il capocannoniere Ibrahimovic (già a quota 10 gol) abbia giocato soltanto sei volte. E’ un Milan da 10, quindi, come il suo leader da 10 anche quando non c’è, perché è sempre vicino ai compagni, come ha dimostrato nelle ultime due partite casalinghe contro la Fiorentina e il Celtic, vinte anche in sua assenza. E allora, tanto per cambiare, bisogna partire da Ibrahimovic che nella bellissima intervista con Ambrosini, trasmessa da Sky, ha confessato di voler continuare a giocare anche il prossimo anno. Magari approfittando della sosta di Natale, già propizia un anno fa quando Boban lo convinse a tornare, bisogna quindi augurarsi che Maldini e soprattutto il fondo Elliott gli offrano il rinnovo del contratto. Per il futuro, certo, ma anche per il presente perché se Ibra sapesse di rimanere il prossimo anno sarebbe ancora più motivato e caricato per il prosieguo del campionato. E’ vero che tutti, da Maldini a Gazidis, avrebbero firmato all’inizio della stagione per finire al quarto posto con vista Champions, ma a questo punto per la serie “l’appetito vien mangiando”, il Milan fa bene a fare un pensierino per lo scudetto, perché tutto può succedere in questa strana annata. I numeri parlano chiaro, perché il Milan ha il doppio dei punti di un anno fa (26-13), ha 5 punti di vantaggio sull’Inter che ha già battuto nel derby e 6 sulla Juventus, che aveva battuto nel finale della stagione scorsa. Ma soprattutto, al di là dei numeri che comunque sono più importanti di quelli relativi al possesso-palla, nel Milan c’è un gruppo unito, al contrario dell’Inter che ha il caso Eriksen e della Juventus che ha il caso Dybala, e proprio questo è il più grande merito di Pioli. Per tutti questi motivi, il mercato di gennaio non deve essere di riparazione, come un anno fa, ma di potenziamento. E allora fari puntati sul turco Ozan Kabak, ventenne difensore dello Schalke 04, che può rappresentare un’alternativa a Kjaer e in prospettiva il nuovo titolare al fianco di Romagnoli. Le grandi squadre, infatti, come insegna la storia del Milan che ha vinto tutto con Tassotti, Baresi, Costacurta e Maldini, si costruiscono dalla difesa. Con Kakak, o il fiorentino Milenkovic, e possibilmente anche con un attaccante di scorta, il Milan sarebbe ancora più competitivo anche in Europa League. Nel frattempo è sempre più importante la crescita del norvegese Hauge, che non è un semplice esterno di sinistra ma un attaccante veloce, con un tiro secco e preciso, destinato a essere il nuovo titolare al posto del discontinuo Leao. Un grande acquisto, frutto anche di un pizzico di fortuna perché, come ha sottolineato con molta onestà Pioli, il Milan lo ha scoperto, o meglio si è convinto di acquistarlo dopo il preliminare estivo di Europa League contro il suo vecchio club, il Bodo Glimt. Ma la fortuna bisogna meritarsela e questo Milan se la sta meritando tutta. Ecco perché sarebbe un peccato fermarsi proprio adesso. Lo scudetto non è più un sogno proibito e l’Europa League non è soltanto un allenamento per il campionato. Con un unico punto interrogativo finale: perché quest’anno c’è stato spazio per tutti, ma non per Daniel Maldini?