Elogio di un fenomeno
Premessa d’obbligo: l’editoriale in questione non ha quale protagonista Gennaro Ivan Gattuso. E già questa è una notizia visto il plebiscito di consensi riscosso finora dall’allenatore rossonero. Suoi gli indiscutibili meriti nella rinascita del Milan degli ultimi due mesi, il tecnico calabrese è il condottiero e il lider maximo di questa truppa, capace di rivoltare come un guanto una squadra spenta e demotivata e farla diventare un gruppo monolitico formato da guerrieri affamati di vittoria.
Il mio personalissimo Oscar di questo inizio 2018 va però ad un calciatore. Colui che dopo aver disputato una partita strepitosa al cospetto della Lazio, tra l’altro la sua vecchia squadra del cuore, si è assunto la responsabilità di tirare il calcio di rigore decisivo per la vittoria finale, togliendo le castagne dal fuoco a compagni di squadra ben più esperti ed anche rigoristi acclarati come Lucas Biglia e Nikola Kalinic.
Parlo naturalmente di Alessio Romagnoli, diamante purissimo della difesa rossonera, assurto agli onori delle cronache nell’ultima settimana capitolina, ma protagonista di un inizio anno strepitoso. Sono andato a ripescare le mie pagelle dedicate al 13 rossonero, a cominciare da Milan-Crotone, prima partita dell’anno nuovo, fino a Lazio-Milan di Coppa Italia, proposte in un crescendo rossiniano a fotografare l’evoluzione costante dell’ex centrale di Roma e Sampdoria. Un filotto di partite, praticamente senza sbavature, che ha consegnato al calcio italiano il difensore centrale su cui puntare forte per il prossimo decennio.
Milan-Crotone, 6 gennaio: Si disimpegna con disinvoltura e in anticipo su Budimir. Nella ripresa è chiamato ad un maggiore impegno, ma senza mai mostrare affanni. 6,5
Cagliari-Milan, 21 gennaio: Il migliore della difesa rossonera, come peraltro accade di frequente. Talvolta scavalcato per le strane traiettorie del pallone telecomandato da folate di vento imprevedibili, recupera sempre la posizione e dalle sue parti non passa. 7
Milan-Lazio, 28 gennaio: Sempre preciso e puntuale sul macchinoso attaccante della Lazio Caicedo. Salva un gol fatto al 20’ della ripresa respingendo un tiro di Milinkovic Savic destinato in fondo al sacco. Clonatelo. 7
Udinese-Milan, 4 febbraio: Chiamato a chiudere tutte le avanzate friulane, è lui l’ultimo baluardo rossonero. Quando è costretto a coprire zone non di sua competenza il Milan rischia in mezzo. Superbo quando si libera dai compiti di marcatura e si dedica al rilancio con il suo sinistro educato. Mette una pezza alle amnesie dei compagni di reparto, ma non può nulla sul frittatone del pareggio. 7
Spal-Milan, 10 febbraio: Un buon 30% di merito per il gol del vantaggio rossonero va ascritto proprio al centrale di Anzio che si fa trovare pronto di testa sul cross pennellato di Suso. Troppa leggerezza però nei disimpegni. Ecco forse il più grande limite del difensore rossonero: un’eccessiva fiducia nei proprio mezzi che talvolta lo porta a strafare. 6
Ludogorets-Milan, 15 febbraio: Chiamatelo Wolf, come il protagonista di Pulp Fiction chiamato a risolvere problemi. In ogni situazione ingarbugliata nella metà campo rossonera c’è sempre Romagnoli a sbrogliare la matassa. Sicuro con la palla tra i piedi e poderoso nel gioco aereo. Uno dei talenti più puri del nuovo Milan. 7,5
Milan-Sampdoria, 18 febbraio: La solita sicurezza in difesa. Azzera l’attacco blucerchiato, mai in difficoltà come contro il Milan, sovrasta tutto e tutti di testa e per non perdere il vizietto sfiora anche il gol su perfetto assist di Calhanoglu. 7,5
Milan-Ludogorets, 22 febbraio: È in uno stato di grazia pazzesco, c’è poco da dire. Ogni cosa fatta dal numero 13 rossonero appare semplice, sbriga qualsiasi pratica con la naturalezza e la classe tipica dei grandi campioni. Anche in una partita apparentemente semplice, i compagni lo costringono alla solita moltiplicazione dei miracoli.7,5
Roma-Milan, 25 febbraio: Nemmeno un minuto di gioco e “Wolf-risolvo problemi” confeziona il primo prodigio di giornata, sfilando la palla a Schick a tu per tu con Donnarumma. Poi ancora su Pellegrini alla fine del tempo. Nella ripresa Manolas gli sfila dal destro la palla del raddoppio. Nell’assalto finale della Roma di testa le prende tutte lui, come consuetudine. Brinda alle sue prime 100 partite in maglia rossonera con la consueta prestazione eccellente. 8,5
Lazio-Milan di Coppa Italia, 28 febbraio: Oppone resistenza a quella furia di Immobile per tutta la durata del match, ma è su Milinkovic Savic al minuto 106 che è costretto ad un salvataggio miracoloso che vale quanto un gol. Come se non bastasse, con il cuore in tumulto e l’acido lattico a striare di sofferenza i lineamenti del volto, segna anche l’ultimo rigore che regala ai rossoneri la finalissima contro la Juve. Eroico. 10
Ultime due annotazioni. La prima a proposito di confronti: ebbene da oggi può essere serenamente sdoganato il paragone illustre con Alessandro Nesta, confezionato forse troppo in fretta, ma adesso pronto per essere appuntato sul petto di Alessio Romagnoli.
La seconda invece riguarda il mercato e le sue pazze quotazioni: se Virgil van Dijk è costato al Liverpool 85 milioni e Aymeric Laporte è stato pagato 65 dal Manchester United, oggi il valore di Alessio Romagnoli - che è più forte, nonchè più giovane di entrambi - non può essere inferiore ai 100 milioni. Così, giusto per lanciare un messaggio ai tanti club che a giugno verranno a bussare alla porta di Mirabelli, affascinati dalla classe purissima del talento di Anzio.

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