Fassone, San Siro, Var, mercato, il caso Silva: gennaio da leoni
Nessuna sindrome da persecuzione perché è ridicola già per definizione. Certamente l’anno rossonero è iniziato sotto assedio per vari motivi, da gestire mediaticamente e concretamente.
Il sindaco milanese Sala approfitta del clima pre-elettorale per sollevare la questione San Siro, con una tempistica degna del politico di mestiere. Milan e Inter hanno sempre espresso le proprie posizioni, sia con i vecchi proprietari che con gli indocinesi, ma il sindaco improvvisamente ha accelerato le sue turbe sullo stadio incalzando - in particolare - il club per il quale non fa il tifo. Per comprendere appieno il significato di questa sortita di Capodanno, bisognerebbe conoscere meglio il management che cura a Sala la comunicazione. Di propaganda si tratta, comunque. Lo stadio non gli sta a cuore, immagino, più delle scuole o delle strade.
Non il Var, ma l’imbarazzante Maresca ha condizionato fortemente Milan-Crotone. Anche quando il vigile o il poliziotto è ottuso, non c'è autovelox che tenga. Il Var in Italia sta producendo numeri straordinari dal punto di vista delle correzioni di errori e va sempre più diminuendo i tempi di attesa. Ma se trovi l'arbitro che comunque non vede una gomitata, un clamoroso “mani” in piena area, si inventa un fuorigioco di rotula o un fallo di confusione, non c’è Var che tenga. Nemmeno se proiettata su uno schermo cinematografico. E solo un bolso funzionario come Blatter vi si può opporre ideologicamente, o chi è in malafede.
Il mercato di gennaio, ha spiegato Mirabelli in una lunga intervista alla “Gazzetta”, è stato fatto in estate e va valorizzato. Lo avevo scritto venerdì scorso, facendo l’opinionista e non il direttore sportivo. Continuo con affetto e per esperienza a consigliargli un profilo più defilato e sotto traccia: Mirabelli si espone troppo e di continuo. Se in pieno mercato gli si presentasse il procuratore di un giocatore che chiede la cessione, o un club gli mettesse sul tavolo un'offerta importante, a che sarebbe servita quella pagina rosa?
Prendete Andre’ Silva (a proposito di sindrome da persecuzione: a leggere e sentire gli esperti, il portoghese del Milan è l’unico intricato, spinoso, delicato “caso” di questa sessione). Viene difeso a oltranza in pubblico, ma ne’ Montella prima ne’ Gattuso poi gli danno un minimo di fiducia. La mia idea è che dovrebbe inventarsi un ruolo alla Mandukic, seconda punta larga a sinistra. Non è un centravanti d’area, ma ha i piedi buoni. Un po’ di cattiveria e l’esperimento potrebbe anche riuscire.
Così come prima o poi potrebbe riuscire la soluzione che Fassone cerca per fermare le voci incessanti sul debito, sul rifinanziamento, sulla UEFA, sui proprietari, sul futuro rossonero. L’anno nuovo è ripartito la’ da dove si era fermato, il cuore dei tifosi è chiamato ad altri stress sotto sforzo.
La sosta come vedete è caduta a fagiolo, a patto che nei prossimi giorni il lavoro ricominci in silenzio.

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