Giampaolo-Milan, scorrono i titoli di coda. Oggi la decisione definitiva. Spalletti il preferito, ma va convinto. Serve un allenatore forte

Giampaolo-Milan, scorrono i titoli di coda. Oggi la decisione definitiva. Spalletti il preferito, ma va convinto. Serve un allenatore forteMilanNews.it
lunedì 7 ottobre 2019, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

L’avventura al Milan di Marco Giampaolo è quasi al capolinea. L’allenatore rossonero, salvo clamorosi salvataggi in extremis, nelle prossime ore dovrebbe ricevere la notizia dell’esonero. Non è servita, come sembrava, nemmeno la vittoria di sabato sera contro il Genoa a salvargli il posto di lavoro. Il Milan è stato troppa poca cosa anche contro un avversario alle corde, uscito tra gli applausi del suo pubblico mentre la Sud rossonera, nonostante i tre punti, è rimasta fredda. Giampaolo è stato giubilato a causa di quello che non ha saputo dare alla squadra. I segnali negativi erano iniziati durante l’amichevole con i kosovari del Feronikeli e poi si sono palesati in maniera evidente contro il Cesena, quando il Milan ha rischiato di perdere, salvato da una parata di Donnarumma nel finale di gara. A Udine, invece, la materializzazione di tutti i fantasmi che hanno buttato il Milan dentro un clima di confusione tecnico-tattica e di personalità. Boban ha sbottato prima di Maldini, che fino alla scorsa settimana ha provato a difendere la sua scelta, ma anche lui si sarebbe ormai arreso al cambio. Perché il Milan viene prima di tutto e di tutti. Giampaolo, che è una brava persona e un ottimo professionista, ci ha messo del suo, ma anche la squadra non è indenne da colpe. Pagherà lui, perché non è riuscito a dare un’impronta chiara in tre mesi di lavoro. Il tempo, che lui invocava come suo alleato, si è rivelato il suo carnefice, perché al Milan scorre più veloce che da altre parti.

Nella giornata odierna ci saranno i check definitivi per prendere la decisione e comunicarla. Intanto proseguono i contatti con i possibili successori. Ciò che filtra dal Milan e da Elliott è che l’idea sarebbe quella di prendere un allenatore che possa dare una scossa e che sappia dare un’identità ad una squadra giovane. Ci vuole uno che sappia tenere la barra dritta. Il preferito è Luciano Spalletti, che è ancora sotto contratto con l’Inter e dovrebbe esser convinto con una super offerta e la possibilità di poter lavorare per almeno due-tre anni. Lui ha rimesso in piedi Roma e Inter e ha portato le sue squadre nelle prime quattro posizioni per 12 volte su 13 che ci ha provato. Elliott ha aperto ad una spesa più sostanziosa per un allenatore di spessore, capendo che per arrivare a certi livelli ci vogliono professionisti che ci sappiano stare a quei livelli e che non soffrano di vertigini. In seconda battuta c’è Rudi Garcia, che ha già lavorato con Ricky Massara alla Roma ed ha voglia di rivalsa. Suggestivo il nome di Marcelino mentre Pioli, che è stato sondato così come tanti altri profili, sembra salito in prima fila insieme a Spalletti. Certo, non sarà un nome che fa sobbalzare dalla sedia, ma potrebbe portare normalità e una routine diversa rispetto a quella attuale. Un normalizzatore.

Tutto questo porta ad una conclusione di fondo: gli errori ci sono e nessuno è infallibile, correggerli e segno di maturità per il bene del Milan, che è quello primario di tutta questa vicenda. Perpetrare su una scelta, quando questa non funziona ha creato un sistema negativo di gioco, risultati e ambiente, sarebbe deleterio. Adesso non ci resta che aspettare, perché la strada è segnata, ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Ma pensa che mercoledì a Milanello ci sia Giampaolo a dirigere l’allenamento, adesso, è francamente difficile da immaginare.